L'Iran annuncia progressi nei negoziati sul nucleare con gli Stati Uniti

Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi afferma che dopo tre ore di colloqui a Ginevra con gli inviati di Trump sono stati concordati i "principi guida" per un possibile accordo. Intanto Washington continua ad accumulare forze militari in Medio Oriente.

L'Iran annuncia progressi nei negoziati sul nucleare con gli Stati Uniti

Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato oggi che Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un’intesa sui “principi guida” per un possibile accordo sul programma nucleare.

L’annuncio è arrivato dopo tre ore di negoziati a Ginevra con gli inviati del presidente Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff. Teheran ha offerto una valutazione ottimistica dei colloqui, proprio mentre Washington continua a rafforzare la propria presenza militare in Medio Oriente in vista di una possibile escalation con l’Iran.

Negli ultimi giorni gli Stati Uniti hanno inviato nella regione un secondo gruppo navale con portaerei. Secondo i dati di tracciamento radar disponibili pubblicamente e le fonti americane, nelle ultime 24 ore oltre 50 caccia F-35, F-22 e F-16 sono stati trasferiti in Medio Oriente. Il dispiegamento procede in parallelo ai negoziati diplomatici, a conferma di una strategia che combina pressione militare e dialogo.

Da parte sua, Araghchi ha definito i colloqui “seri, costruttivi e positivi”, affermando che sono stati compiuti progressi rispetto all’incontro precedente e che ora il percorso negoziale appare più definito. Parlando alla televisione di Stato iraniana, il Ministro ha spiegato che le parti hanno discusso diverse proposte e raggiunto una comprensione generale su una serie di principi di base, sui quali inizierà ora la stesura di un possibile testo d’intesa.

Il capo della diplomazia iraniana ha comunque precisato che un accordo non è imminente, ma che il processo negoziale è stato formalmente avviato. I colloqui mirano a risolvere la lunga controversia sul programma nucleare iraniano, al centro delle tensioni tra Teheran e Washington soprattutto dopo il ritiro, durante la prima Amministrazione Trump, degli Stati Uniti dal precedente accordo del 2015.

Tono positivo anche da parte dell’Oman, che ha mediato l’incontro. Il Ministro degli Esteri omanita Badr Albusaidi ha parlato di “buoni progressi” nell’individuazione di obiettivi comuni e questioni tecniche rilevanti, sottolineando lo spirito costruttivo dei colloqui. Ha però aggiunto che resta ancora molto lavoro da fare e che le delegazioni hanno lasciato Ginevra con passi concreti da compiere prima del prossimo round negoziale.

Più cauta invece la posizione americana. Un funzionario statunitense, interpellato sull’esito dei colloqui, si è limitato a dichiarare che l’incontro si è svolto “come previsto”, senza rilasciare ulteriori dettagli. Un altro funzionario statunitense ha dichiarato alla CNN che sono stati compiuti progressi durante i colloqui con l'Iran a Ginevra, ma che ci sono ancora molti dettagli da discutere. "Gli iraniani hanno detto che torneranno nelle prossime due settimane con proposte dettagliate per colmare alcune delle lacune ancora esistenti nelle nostre posizioni", ha affermato questo secondo funzionario. Una differenza di tono che riflette approcci comunicativi diversi e le rispettive dinamiche politiche interne.

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