L'eroe dei braccianti americani degli anni '60 accusato di abusi sessuali

Un'inchiesta del New York Times raccoglie testimonianze di donne che accusano il cofondatore del sindacato dei braccianti agricoli di molestie e violenze sessuali avvenute negli anni Settanta

L'eroe dei braccianti americani degli anni '60 accusato di abusi sessuali
Trikosko, Marion S. / U.S. News & World Report Magazine Photograph Collection

Cesar Chavez, cofondatore della United Farm Workers e simbolo del movimento per i diritti civili dei latinos negli Stati Uniti, è accusato di aver abusato sessualmente di ragazze minorenni per anni. Un'inchiesta del New York Times, basata su interviste con oltre 60 persone e centinaia di pagine di documenti sindacali, ha raccolto prove estese a sostegno delle accuse formulate da diverse donne, due delle quali raccontano la loro storia pubblicamente per la prima volta.

Chavez è una figura poco nota in Italia, ma negli Stati Uniti il suo nome ha un peso enorme. Attraverso scioperi della fame, boicottaggi e marce diventate celebri, riuscì a migliorare salari, condizioni di vita e assistenza sanitaria per generazioni di braccianti agricoli e le loro famiglie, rafforzando il peso politico della comunità latina nel paese. Nel 1994 ricevette la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile americana, e quando Joe Biden entrò alla Casa Bianca nel 2021 fece collocare un busto in bronzo di Chavez nello Studio Ovale. A lui sono intitolati strade, scuole e una festività statale in California.

Ana Murguia e Debra Rojas, oggi 66 anni, sostengono che Chavez abusò di loro dal 1972 al 1977 circa, quando lui aveva più di 40 anni ed era già una figura di rilievo mondiale. Murguia ha raccontato al New York Times che aveva 13 anni quando Chavez iniziò a convocarla nel suo ufficio nella sede sindacale di La Paz, sulle montagne Tehachapi in California, chiudendo la porta a chiave e molestandola su un tappetino da yoga. Gli episodi si ripeterono decine di volte nell'arco di quattro anni. "Non dire niente a nessuno, sarebbero gelosi", le diceva. Il trauma fu tale che Murguia tentò il suicidio più volte prima dei 15 anni. Rojas ha raccontato che Chavez la toccò per la prima volta quando aveva 12 anni. Nell'estate del 1975, durante una marcia sindacale attraverso la California, Chavez la portò in un motel lungo la Highway 99, dove ebbe un rapporto sessuale con lei. Rojas aveva 15 anni: secondo la legge della California si trattò di stupro, perché non aveva l'età per dare il consenso.

Le accuse delle due donne sono state verificate in modo indipendente dal New York Times attraverso interviste con persone a cui si erano confidate decenni fa, e corroborate da documenti, email, itinerari e altri scritti di organizzatori sindacali e storici. Tra le prove c'è una lettera scritta a mano da Rojas a Chavez nel gennaio 1974, quando aveva 13 anni, conservata negli archivi della Walter P. Reuther Library alla Wayne State University di Detroit. Nella lettera, Rojas alternava aggiornamenti scolastici infantili a espressioni di devozione.

L'inchiesta ha portato alla luce anche la testimonianza di Dolores Huerta, la più importante alleata di Chavez nel movimento, cofondatrice del sindacato e autrice dello slogan "Sí, se puede". Huerta, che compirà 96 anni il 10 aprile, ha dichiarato al New York Times che Chavez la violentò una notte dell'inverno 1966 a Delano, in California, portandola con l'auto in un vigneto isolato. Huerta ha raccontato di non aver denunciato l'aggressione alla polizia per l'ostilità delle forze dell'ordine verso il movimento sindacale e per il timore di non essere creduta. Ha descritto il proprio silenzio non come assenza di dolore ma come una necessità strategica, in quanto donna che lottava per ottenere rispetto in un mondo sindacale dominato dagli uomini negli anni Sessanta. La sua testimonianza non ha potuto essere verificata in modo indipendente perché, come ha spiegato, non ne aveva parlato con nessuno fino a poche settimane fa. Dalle due relazioni sessuali con Chavez, compresa la violenza del 1966, nacquero due figlie, che Huerta nascose indossando abiti larghi e affidò ad altri. In totale, l'inchiesta del New York Times ha accertato che Chavez ebbe almeno quattro figli da tre donne diverse dalla moglie Helen, con cui ne aveva avuti otto. La paternità è stata confermata attraverso test di 23andMe.

Un altro episodio riguarda Esmeralda Lopez, figlia di una collaboratrice storica del sindacato. Nel 1988 Chavez la invitò nel suo camper durante un tour di conferenze fuori dallo Stato. Lopez aveva 19 anni, lui 61. Secondo il racconto di Lopez, confermato dalla madre Cynthia Bell, Chavez le suggerì di poter usare la propria influenza per farle intitolare qualcosa se avesse accettato di andare a letto con lui. Lopez rifiutò. Circa dieci mesi dopo fu licenziata dalla clinica sindacale dove lavorava.

Le conseguenze dell'inchiesta sono state immediate. La United Farm Workers ha cancellato tutte le celebrazioni previste per il compleanno di Chavez il 31 marzo, definendo le accuse "profondamente scioccanti". Marce commemorative sono state annullate ad Austin, in Texas, a Tucson, in Arizona, e altrove. Funzionari di diversi Stati hanno dichiarato che prenderanno in considerazione la possibilità di cambiare nome alle numerose strade e scuole intitolate a Chavez. Il governatore della California Gavin Newsom ha dichiarato che intende discutere con i legislatori se rinominare il Cesar Chavez Day, la festività statale del 31 marzo. "Nessuno di noi sapeva", ha detto Newsom.

La famiglia di Chavez ha dichiarato di non essere "nella posizione di giudicare" le accuse, definendole "profondamente dolorose". Alcuni parenti e dirigenti della United Farm Workers erano a conoscenza da anni di varie accuse di comportamenti sessuali scorretti, ma non risulta che abbiano mai condotto indagini approfondite né che si siano scusati con le vittime. Email interne risalenti a oltre un decennio fa mostrano membri del sindacato che discutevano delle denunce di Murguia. Un parente di Murguia affrontò direttamente Chavez negli anni Ottanta: secondo questa persona, Chavez non si difese e si limitò a schiarirsi la gola.

Alcuni ex collaboratori hanno respinto le accuse. Frank Curiel, ex marine e guardia del corpo di Chavez per quasi vent'anni, ha dichiarato al New York Times: "Pedofilo? Mai". Altre donne cresciute a La Paz hanno detto di non aver mai subito comportamenti simili. Ma Huerta ha riassunto così la contraddizione: "Purtroppo ha usato parte della sua grande capacità di guida per abusare di donne e bambine, è davvero terribile". Le donne che hanno deciso di parlare hanno detto di aver esitato a lungo, anche perché persone a loro vicine le imploravano di non attaccare un eroe latino in un momento di espulsioni di massa e attacchi ai diritti politici degli ispanici. Ma alla fine, hanno spiegato, la storia del movimento era anche la loro storia: quella delle donne che marciavano accanto agli uomini e lavoravano nei campi. Il movimento, hanno detto, era più di un solo uomo.

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