La politica di Kennedy sui vaccini rischia di riportare negli Stati Uniti malattie dimenticate

Il segretario alla Sanità diffonde dubbi sulla sicurezza dei vaccini e valuta cambiamenti che potrebbero spingere i produttori ad abbandonare il mercato americano. La storia mostra cosa succede quando si abbassa la guardia.

La politica di Kennedy sui vaccini rischia di riportare negli Stati Uniti malattie dimenticate
Official White House Photo by Joyce N. Boghosian

Robert F. Kennedy Jr., segretario alla Sanità degli Stati Uniti, sta trasformando un governo che per decenni ha difeso i vaccini in uno che ne mette in discussione la sicurezza. Lo rivela un'inchiesta di ProPublica che ricostruisce, attraverso centinaia di studi e le testimonianze di oltre trenta esperti di programmi vaccinali americani, come le malattie prevenibili con i vaccini possano tornare a uccidere quando la fiducia nelle immunizzazioni crolla o l'accesso ai vaccini viene meno.

Kennedy, che ha fondato un gruppo contro i vaccini e in passato ha paragonato la vaccinazione dei bambini a un olocausto, non si limita a seminare dubbi. Sta valutando cambiamenti che potrebbero spingere le poche aziende che producono vaccini per i bambini americani ad abbandonare il mercato, lasciando i genitori che vogliono vaccinare i figli senza possibilità di farlo. Ha inoltre ritirato l'impegno del governo americano a versare 1,6 miliardi di dollari a Gavi, l'organizzazione che fornisce vaccini ai bambini più poveri del mondo, accusandola di trascurare la sicurezza dei prodotti.

Andrew Nixon, portavoce del dipartimento della Sanità, ha dichiarato a ProPublica che l'agenzia non ha limitato l'accesso ai vaccini né la loro copertura assicurativa. Secondo Nixon, durante la precedente amministrazione le agenzie sanitarie federali "hanno detto al pubblico che mettere in discussione la politica vaccinale era vietato", e questo atteggiamento "ha contribuito al crollo della fiducia nella sanità americana". Kennedy, ha aggiunto, "crede che la fiducia si ricostruisca attraverso una revisione aperta dei dati sulla sicurezza e la disponibilità a fare domande difficili".

L'inchiesta di ProPublica documenta come la storia offra precedenti allarmanti. Nell'ex Unione Sovietica, negli anni Novanta, un'epidemia di difterite infettò oltre 157mila persone e ne uccise 5mila. Le vaccinazioni erano state obbligatorie e gratuite fin dagli anni Cinquanta, ma quando la malattia sembrò sconfitta le autorità sovietiche allentarono la presa: ridussero le dosi, crearono calendari vaccinali alternativi e istruirono i pediatri a rimandare il vaccino per qualsiasi disturbo, anche un semplice raffreddore. Attivisti contro i vaccini alimentarono la sfiducia verso le istituzioni governative. Nel 1990 solo il 60% dei neonati nella Russia sovietica aveva ricevuto tutte e tre le dosi di vaccino antidifterico prima del primo compleanno. Ci vollero anni e campagne di vaccinazione di massa obbligatorie per fermare l'epidemia.

In Giappone, una storia simile riguarda la rosolia. Quando il vaccino fu introdotto negli anni Settanta, venne somministrato solo alle ragazze delle scuole medie, escludendo i maschi. Nel 1989 il paese passò a un vaccino combinato per rosolia, morbillo e parotite destinato a tutti i bambini, ma la componente contro la parotite causava talvolta una forma di meningite. La fiducia crollò, e nel 1994 il Giappone abbandonò l'obbligo vaccinale. Per anni la rosolia continuò a circolare tra gli uomini mai vaccinati da bambini, colpendo donne incinte i cui neonati nascevano con gravi malformazioni: cecità, sordità, difetti cardiaci e disabilità intellettive.

In Nigeria, nei primi anni Duemila, leader religiosi e politici di alcune aree boicottarono le campagne di vaccinazione antipolio sulla base di voci false secondo cui i vaccini avrebbero reso sterili le ragazze musulmane. La poliomielite tornò a paralizzare oltre 2.500 bambini nel paese e si diffuse in venti nazioni che pensavano di essersene liberate, colpendo bambini fino in Indonesia.

Negli Stati Uniti i segnali di allarme sono già visibili. I tassi di vaccinazione sono calati in ampie zone del paese. Dal gennaio dell'anno scorso ci sono stati più di 3.600 casi di morbillo in 46 Stati e tre decessi, il peggiore aumento in tre decenni. In South Carolina alcune équipe mediche hanno dovuto visitare i pazienti infetti nelle loro automobili per proteggere le persone vulnerabili nelle sale d'attesa, come durante i giorni peggiori del Covid-19.

A gennaio, il direttore ad interim dei Centers for Disease Control and Prevention ha ridotto il calendario vaccinale infantile raccomandando la protezione di routine per 11 malattie anziché 17. Sei vaccini che erano universali sono stati spostati in una categoria che equivale a "parla con il tuo medico e decidi tu". Kennedy ha inoltre sostituito tutti i membri del comitato consultivo sui vaccini. Un giudice federale questa settimana ha dato ragione all'American Academy of Pediatrics, che ha fatto causa per bloccare queste mosse: secondo il giudice, più della metà dei nuovi membri del comitato "appaiono distintamente non qualificati". Il tribunale ha sospeso sia le nomine di Kennedy sia le modifiche al calendario vaccinale, ma la sentenza non impedisce al segretario alla Sanità di riproporre cambiamenti simili in futuro seguendo le procedure corrette.

Il presidente Trump ha aggiunto ulteriore incertezza. A settembre, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, ha definito "una vergogna" il numero di vaccini somministrati ai bambini e ha annunciato che la sua amministrazione avrebbe eliminato l'alluminio dai vaccini, un adiuvante usato fin dagli anni Trenta e presente nei vaccini per nove malattie. Un divieto obbligherebbe le aziende a riformulare i prodotti e ad avviare costose sperimentazioni cliniche. Trump ha anche invitato i genitori a pretendere vaccini separati per morbillo, parotite e rosolia, ma vaccini singoli approvati dalla Food and Drug Administration per queste tre malattie non esistono negli Stati Uniti.

Il ritiro dei fondi americani da Gavi ha conseguenze globali concrete. Il consiglio di Gavi, per far fronte al buco di bilancio, ha deciso a dicembre di garantire il vaccino solo fino ai 10 anni di età quando un paese lo introduce per la prima volta, anziché fino ai 15. I modelli prevedono che questo cambiamento causerà 72mila morti aggiuntive per morbillo e sindrome da rosolia congenita. Una portavoce di Gavi ha dichiarato a ProPublica che "nei prossimi cinque anni prevediamo di riuscire a prevenire 600mila morti in meno rispetto a quanto sarebbe possibile con un finanziamento completo".

Il dottor Adam Ratner, esperto di malattie infettive pediatriche, ha raccontato a ProPublica di aver curato a New York diversi neonati non vaccinati colpiti da Haemophilus influenzae tipo b, un batterio che un tempo uccideva quasi mille bambini l'anno e che il vaccino introdotto alla fine degli anni Ottanta aveva praticamente eliminato. Uno dei bambini, un maschio di cinque mesi, ha riportato danni cerebrali gravi. La dottoressa Melinda Wharton, che ha diretto i programmi di immunizzazione dei CDC per oltre trent'anni prima di andare in pensione lo scorso settembre, ha detto a ProPublica: "Ho sempre pensato che esistesse uno scenario peggiore. Non immaginavo che potesse essere così grave".

Le malattie debellate negli Stati Uniti esistono ancora nel resto del mondo. La poliomielite è endemica in Pakistan e Afghanistan, e il virus circola in altri 28 paesi. Nel 2024, in Germania, un bambino non vaccinato di dieci anni è morto di difterite a Berlino: i medici non avevano mai visto la malattia prima. Il dottor Bernhard Kosak, responsabile della medicina d'emergenza pediatrica dell'ospedale di Potsdam che per primo ha ricoverato il bambino, ha detto a ProPublica: "Era insegnata come storia".

Il morbillo che si diffonde oggi negli Stati Uniti è anche un segnale d'allarme per la rosolia, perché il vaccino contro le due malattie è combinato: i genitori che rifiutano il vaccino per il morbillo lasciano i figli esposti anche alla rosolia. La dottoressa Susan Reef, che per trent'anni ai CDC ha lavorato per eliminare la sindrome da rosolia congenita nel mondo, ha avvertito: "Quando tornerà, tornerà con violenza. Vedremo bambini nascere ciechi, sordi e con malattie cardiache". Potrebbero volerci vent'anni perché questo accada, il tempo necessario perché i bambini non vaccinati di oggi raggiungano l'età della gravidanza. Questo lungo intervallo, ha spiegato Reef, può creare una falsa sensazione di sicurezza.

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