La metà degli americani ritiene che Trump abbia peggiorato l'economia

Tre sondaggi nazionali pubblicati questa settimana rivelano un pessimismo diffuso su prezzi, opportunità e prospettive future. La maggioranza degli intervistati giudica negativamente le politiche economiche del presidente.

La metà degli americani ritiene che Trump abbia peggiorato l'economia
Official White House Photo by Molly Riley

A un anno dall'inizio del secondo mandato di Donald Trump, la percezione dell'economia americana resta profondamente negativa. Tre importanti rilevazioni pubblicate questa settimana da Pew Research Center, Gallup e CBS News mostrano che i cittadini statunitensi continuano a nutrire forti preoccupazioni su lavoro, prezzi e futuro economico, con la maggioranza che attribuisce al presidente la responsabilità del peggioramento della situazione.

Il sondaggio del Pew Research Center, condotto tra il 20 e il 26 gennaio su 8.512 adulti americani, rivela che solo il 28% degli intervistati giudica le condizioni economiche del paese come eccellenti o buone, mentre il 72% le considera appena discrete o pessime. Questi dati rimangono sostanzialmente invariati rispetto a settembre scorso e significativamente inferiori ai livelli precedenti la pandemia di Covid-19. Il dato più rilevante riguarda il giudizio sulle politiche economiche di Trump: il 52% degli americani afferma che abbiano peggiorato le condizioni economiche del paese, mentre solo il 28% ritiene che le abbiano migliorate e il 19% non vede effetti significativi.

Le preoccupazioni economiche degli americani si concentrano principalmente sui costi. Il 71% degli intervistati si dichiara molto preoccupato per il costo dell'assistenza sanitaria, il 66% per i prezzi di cibo e beni di consumo, e il 62% per il costo delle abitazioni. Circa la metà (51%) esprime forte preoccupazione per il prezzo dell'elettricità, mentre solo un terzo (34%) si preoccupa per il costo della benzina. Meno della metà degli adulti è molto preoccupata per la disponibilità di posti di lavoro (45%) e appena il 20% per lo stato del mercato azionario.

Le divisioni politiche emergono chiaramente anche nella percezione economica. Tra i repubblicani, il 49% valuta positivamente l'economia, il dato più alto del secondo mandato di Trump e in crescita di 13 punti percentuali rispetto ad aprile scorso. Al contrario, solo il 10% dei democratici condivide questa visione, una percentuale praticamente invariata. Su quasi tutte le questioni economiche, i democratici esprimono maggiore preoccupazione: l'82% si dice molto preoccupato per il costo dell'assistenza sanitaria contro il 61% dei repubblicani, e il 75% per i prezzi di cibo e beni di consumo contro il 55%.

Guardando al futuro, il 38% degli americani prevede che le condizioni economiche peggioreranno nell'arco di un anno, mentre solo il 31% si aspetta un miglioramento e il 30% ritiene che rimarranno invariate. Anche su questo fronte, le differenze politiche sono marcate: il 57% dei repubblicani si aspetta un'economia migliore tra un anno, contro appena l'8% dei democratici.

La rilevazione di CBS News, condotta dal 3 al 5 febbraio su 2.425 adulti, approfondisce la percezione di opportunità e mobilità economica. Grandi maggioranze ritengono che oggi sia più difficile comprare casa, trovare un buon lavoro o mantenere una famiglia rispetto alle generazioni precedenti. La maggior parte degli intervistati vede opportunità crescenti per i ricchi ma decrescenti per la classe media. Solo una persona su cinque si aspetta crescita economica nel prossimo anno.

Sul fronte lavorativo, la maggioranza di chi ha un impiego si sente almeno in qualche misura sicura, ma questa sensazione di sicurezza è diminuita rispetto all'autunno. La maggior parte degli americani ritiene che, se dovesse cercare lavoro, sarebbe difficile trovare il tipo di occupazione desiderata. Riguardo ai prezzi, anche se la maggioranza continua a percepire aumenti, questa visione è meno diffusa rispetto all'autunno scorso, segno che alcuni iniziano a vedere una stabilizzazione del tasso di inflazione.

Le differenze di reddito determinano esperienze economiche radicalmente diverse. Chi ha redditi più bassi dichiara di ridurre le spese e di essere colpito duramente dai costi delle utenze. Al contrario, chi è legato al mercato azionario tende a descrivere positivamente la propria situazione finanziaria, e chi ha redditi più alti afferma che continuerà a spendere come prima.

La rilevazione di Gallup, pubblicata il 3 febbraio e condotta in 107 paesi, colloca l'ansia economica americana in un contesto globale. Quando è stato chiesto quale fosse il problema più importante per il proprio paese, una quota mediana del 23% degli adulti nel mondo ha indicato l'economia, più del doppio rispetto a chi ha citato lavoro, politica o sicurezza. Combinando le risposte su economia e capacità di permettersi cibo e alloggio, le preoccupazioni economiche rappresentano il 26% delle risposte a livello mondiale.

Lo studio di Gallup evidenzia che l'ansia economica è particolarmente accentuata tra i giovani. Dopo aver controllato altri fattori demografici e nazionali, in media il 34% delle persone tra 15 e 34 anni indica le questioni economiche come il problema principale del proprio paese, significativamente più del 30% degli over 55. Questo divario generazionale è più ampio nei paesi ad alto reddito. Negli Stati Uniti, i giovani adulti hanno 19 punti percentuali in più di probabilità rispetto agli anziani di citare l'economia come principale problema nazionale. Differenze simili si registrano in Canada (20 punti), Regno Unito (20), Nuova Zelanda (23) e Australia (17).

Gallup nota che la percezione dell'economia come problema nazionale ha una relazione molto più forte con come le persone valutano il proprio reddito familiare che con la crescita effettiva del PIL. Questo suggerisce che i cittadini giudicano la salute dell'economia nazionale in base alla possibilità di vivere bene con ciò che guadagnano, piuttosto che basandosi sui dati macroeconomici.

Trump ha vinto le elezioni del 2024 principalmente perché gli elettori erano insoddisfatti dell'economia. Ma a un anno dall'inizio del suo secondo mandato, i dati mostrano che l'insoddisfazione persiste e si è ora rivolta contro di lui. Il presidente ha dichiarato che la sua presidenza è stata ottima per i prezzi e per l'elettore medio, puntando la campagna del suo partito per le elezioni di medio termine del 2026 sull'idea di aver risolto la crisi di accessibilità economica. Tuttavia, i sondaggi rivelano che dovrà confrontarsi con il proprio bilancio effettivo: mentre due settimane fa prometteva di abbassare i prezzi delle case, il giorno successivo affermava che li avrebbe mantenuti alti per non distruggere il valore delle proprietà di chi già le possiede.

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