La crisi sulla Groenlandia mette a rischio la sopravvivenza della NATO
Secondo un’analisi del Wall Street Journal, le minacce di dazi del presidente Trump contro gli alleati europei che si oppongono all’annessione della Groenlandia stanno provocando la crisi più grave nella storia dell’alleanza atlantica dopo oltre 70 anni.
Pochi mesi fa funzionari di entrambe le sponde dell’Atlantico si illudevano di aver salvaguardato la sopravvivenza dell’Alleanza Atlantica da un mandato presidenziale sempre più imprevedibile. Ma a distanza di pochi mesi, la coalizione che ha vinto la Guerra Fredda si trova ormai totalmente in frantumi, scrive il Wall Street Journal, dopo che Trump ha annunciato dazi contro gli alleati europei che resistono all’acquisizione del territorio danese.
“La pace mondiale è in gioco”, ha scritto il presidente americano su Truth Social, sostenendo (senza alcuna prova) che Cina e Russia si impadronirebbero della Groenlandia se gli Stati Uniti non lo facessero prima di loro. Ha anche attaccato i Paesi membri europei della NATO per aver inviato personale militare nel territorio su invito della Danimarca, affermando che solo Washington può garantire la sicurezza dell’isola e poi minacciato dazi del 10% su tutte le merci dal primo febbraio, con aumento al 25% a giugno, fino all’accettazione dell’annessione.
La NATO ha sempre fatto affidamento tanto sulla fiducia e coesione politica quanto sulle infrastrutture militari. La convinzione che Washington fosse profondamente impegnata verso i partner europei ha sempre costituito il fondamento della credibilità dell’Alleanza. Oggi quella fiducia è seriamente compromessa. “L’organizzazione probabilmente sopravviverà, ma la fiducia che l’ha tenuta insieme per oltre 75 anni è stata distrutta, quindi non sarà mai più efficace”, ha dichiarato al Wall Street Journal Doug Lute, generale in pensione ed ex ambasciatore presso la NATO.
La strategia europea in bilico
I leader del continente stanno cercando di prendere una risposta unitaria, divisi tra il timore di provocare ulteriormente il presidente e la determinazione a tracciare una linea invalicabile sulla Groenlandia. Alcuni Paesi vogliono mostrare che la pressione americana avrà pesanti conseguenze anche per Washington, come mettere a rischio l’accordo commerciale raggiunto con l’Unione Europea la scorsa estate e valutano ritorsioni commerciali più dure, mentre altri leader sperano di disinnescare la crisi con contatti riservati.
Domenica i leader di Danimarca e 7 Paesi alleati europei hanno diffuso una dichiarazione congiunta in cui avvertono che “le minacce di dazi minano le relazioni transatlantiche e rischiano di innescare una pericolosa spirale discendente”, promettendo di “rimanere uniti e coordinati nella risposta”.
Nell’ultimo anno i Paesi europei hanno evitato critiche pubbliche a Trump, nonostante le profonde perplessità esistenti sulla politica del presidente americano. La loro strategia prevedeva sacrificare vantaggi economici per la sicurezza. I leader europei hanno anche tentato la strada dell’adulazione e della deferenza, come quando il Segretario Generale della NATO Mark Rutte lo ha chiamato “daddy” la scorsa estate. Ma gli europei sono sempre più preoccupati che questo approccio non stia funzionando.
La maggior parte dei governi teme che una rottura totale delle relazioni con gli Stati Uniti possa portare Trump a dichiarare la fine della NATO, costringendoli a costruire una propria alleanza militare senza gli Stati Uniti: una sfida costosa per Paesi alle prese con crescita economica bassa e finanze pubbliche in difficoltà.
Dal disgelo alla nuova tensione
Le relazioni erano sembrate migliorare la scorsa estate dopo intensi sforzi diplomatici europei. A giugno Trump diede la sua benedizione alla NATO dopo che i partner si erano impegnati a spendere molto di più per la difesa. Otto leader europei che lasciarono un incontro alla Casa Bianca in agosto si sentivano cautamente ottimisti. Ma questo non è durato molto. La fiducia ha subito un altro colpo pochi mesi dopo quando è emerso un nuovo piano di pace americano per l’Ucraina favorevole alla Russia. Poi la nuova strategia di sicurezza nazionale di dicembre ha apertamente preso di mira gli alleati europei, nonostante mostrasse una linea più morbida verso Russia e Cina.
Gli europei hanno sostenuto per anni che, pur non spendendo quanto gli Stati Uniti per gli armamenti, hanno sempre fatto la propria parte. Ed in effetti, l’unica volta che la NATO ha invocato l’articolo 5 sulla difesa reciproca è stato dopo l’11 settembre 2001. In Afghanistan, proprio la Danimarca ha registrato il più alto tasso di vittime pro capite tra i soldati di tutti i Paesi NATO, Stati Uniti compresi.
Ma ora l’Amministrazione Trump ha dichiarato che ciò che è avvenuto in passato non cambierà il pensiero americano attuale. “Il fatto che qualcuno abbia fatto qualcosa di intelligente 25 anni fa non significa che non può fare qualcosa di stupido adesso”, ha detto il vicepresidente JD Vance a Fox News.
Intanto, Trump ha ripetutamente messo in dubbio la disponibilità americana a sostenere l’articolo 5. Durante il primo mandato aveva già sconvolto gli alleati non pronunciando il consueto impegno a difenderli. Durante la campagna elettorale 2024 ha detto che avrebbe incoraggiato la Russia a “fare quello che diavolo vuole” contro i Paesi alleati che non rispettano gli obiettivi di spesa. Prima del vertice NATO dello scorso giugno, alla domanda se davvero sostenesse il patto ha risposto: “Dipende dalla definizione”. Infine, la scorsa settimana ha scritto: “DUBITO CHE LA NATO CI SAREBBE SE NE AVESSIMO DAVVERO BISOGNO”.
Gli esperti ora avvertono che i principali beneficiari della frattura saranno gli avversari dell’Occidente. “In definitiva questo danneggia solo la posizione dell’America nel mondo, e l’America, come l’Europa, ha bisogno di amici e alleati”, ha dichiarato Oana Lungescu, portavoce della NATO per 13 anni.
“Le uniche persone che vedo beneficiare di tutto questo sono Putin e Xi”.
Un caso senza logica apparente
La richiesta di Trump di acquisire la Groenlandia appare particolarmente sconcertante agli europei perché manca di una base logica, secondo l’analisi del Wall Street Journal, diversamente dalle lamentele sulla scarsa spesa militare europea.
Trump è solo il più energico di una lunga serie di presidenti che hanno chiesto ai partner NATO di contribuire maggiormente alla propria sicurezza. Ma sulla Groenlandia Trump non ha quasi orecchie amichevoli in Europa. Persino Nigel Farage, euroscettico britannico e suo convinto sostenitore, ha criticato sabato la minaccia di dazi: “Non siamo sempre d’accordo con il governo americano e in questo caso certamente non lo siamo”.
Sabato Trump ha liquidato senza mezzi termini la capacità della Danimarca di difendere la Groenlandia equiparandola a “due slitte trainate da cani”. Su Truth Social ha addirittura accusato Danimarca e altri alleati europei di mettere in pericolo la pace nel mondo inviando personale militare in Groenlandia. La Danimarca aveva invitato gli alleati per esercitazioni e informato la NATO di questo. “Esercitazioni come quella che la Danimarca sta conducendo rafforzano le nostre difese collettive”, ha confermato il portavoce del comando militare NATO.
La Danimarca ha ripetutamente dichiarato che gli Stati Uniti sono benvenuti a rafforzare la presenza militare in Groenlandia e ha cercato di avviare colloqui sul rafforzamento di questo tipo di cooperazione. Ma sia Copenaghen che il governo della Groenlandia hanno ripetutamente affermato che l’isola non è in vendita. La premier danese Mette Frederiksen ha anzi chiaramente avvertito che un’annessione forzata della Groenlandia da parte degli Stati Uniti significherebbe la fine della NATO ed i principali Paesi europei hanno di fatto sostenuto questa posizione, affermando che solo danesi e groenlandesi possono decidere il futuro dell’isola.
Sta di fatto che la NATO ha superato gravi tensioni interne in passato, come durante la crisi di Suez del 1956 e l’invasione americana dell’Iraq nel 2003. “Quei momenti sono stati difficili per l’Alleanza, ma ha resistito”, ha detto Lungescu. “Ma questo sembra un momento molto pericoloso. Uno cosi non lo abbiamo mai visto prima”.