Il socialismo guadagna terreno tra gli elettori americani, ma il Paese resta diviso
Un sondaggio Fox News registra il massimo storico di consensi verso un modello socialista. Eppure la maggioranza continua a respingerlo e cresce chi chiede allo Stato di "non intromettersi".
Una fetta crescente di elettori americani guarda con favore al socialismo. Secondo l'ultimo sondaggio Fox News, pubblicato giovedì, il 38% degli elettori registrati ritiene che sarebbe positivo per gli Stati Uniti allontanarsi dal capitalismo in direzione del socialismo. Si tratta del massimo storico da quando la domanda è stata posta per la prima volta: nel 2022 la percentuale era al 32%, nel 2010 appena al 18%.
A trainare questa tendenza sono soprattutto i settori più progressisti e giovani dell'elettorato. Il 66% degli elettori che si definiscono molto progressisti e la stessa percentuale di democratici sotto i 45 anni considera positivo questo spostamento. Più della metà di tutti i democratici (55%), degli elettori afroamericani (55%) e dei giovani sotto i 30 anni (53%) condivide questa posizione. La maggioranza del Paese, tuttavia, resta contraria. Il 61% degli intervistati considera negativo un avvicinamento al socialismo, con percentuali particolarmente alte tra i repubblicani (78%), i conservatori (75%), gli uomini sopra i 45 anni (75%) e gli elettori con 65 anni o più (75%).
Dietro questa crescita del sentimento pro-socialismo c'è un giudizio sempre più diviso sul capitalismo. Gli elettori si spaccano quasi a metà: il 51% ritiene che il sistema capitalista americano funzioni bene o abbastanza bene, il 49% pensa che funzioni poco o per niente. La frattura segue le consuete linee di faglia politiche: gli uomini repubblicani (87%), i sostenitori del movimento MAGA (85%) e i repubblicani sopra i 45 anni (81%) sono i maggiori difensori del capitalismo. Le valutazioni più negative arrivano invece dagli elettori molto progressisti (79%), dalle donne democratiche (79%) e dai democratici sotto i 45 anni (72%).
L'insoddisfazione verso il capitalismo, però, non si traduce automaticamente in una richiesta di maggiore intervento pubblico. È questo il dato forse più interessante del sondaggio. Alla domanda se preferiscano che il governo "dia loro una mano" o "li lasci in pace", il 51% degli elettori sceglie la seconda opzione contro il 48% che chiede aiuto. Si tratta di un'inversione di tendenza rispetto alle ultime tre rilevazioni, in cui prevaleva la richiesta di sostegno: di 7 punti nel 2025, di 3 nel 2024 e di 9 nel 2022. Prima del 2020 la preferenza per l'assenza di intervento governativo era invece nettamente dominante.
Anche su questa domanda le divisioni demografiche sono nette. Le donne, gli elettori afroamericani e ispanici, i giovani sotto i 30 anni, le famiglie con reddito inferiore a 50.000 dollari e i democratici preferiscono in maggioranza un aiuto dallo Stato. Gli uomini, gli elettori bianchi, gli over 65, le famiglie con reddito superiore a 50.000 dollari e i repubblicani vogliono essere lasciati in pace.
Un dato interno al Partito Democratico merita attenzione a parte. Il 48% dei democratici dichiara ora di preferire che il governo non intervenga, il massimo storico per questo gruppo, in netto aumento rispetto al 39% di luglio 2025 e al minimo del 18% dell'agosto 2021. Anche all'interno del partito tradizionalmente favorevole a un ruolo attivo dello Stato nelle politiche sociali si sta dunque diffondendo un sentimento di distanza dalle istituzioni. Questo spostamento complessivo verso la richiesta di minore intervento governativo si accompagna a un leggero miglioramento nella percezione della propria situazione economica: il 43% degli elettori ne dà una valutazione positiva, in lieve crescita rispetto al 40% di novembre.
Qui sotto trovate il dettaglio dei risultati del sondaggio in oggetto:
Data di rilevazione: 28 febbraio – 2 marzo 2026
Campione: 1.004 elettori registrati, selezionati casualmente da un archivio elettorale nazionale
Metodo: Interviste telefoniche dal vivo su rete fissa (104) e cellulare (642), più sondaggio online dopo invio SMS (258)
Margine di errore: ±3 punti percentuali (campione totale). Margine più ampio per i sottogruppi
Direzione: Beacon Research (D) e Shaw & Company Research (R)
Ponderazione: Pesi applicati per età, etnia, istruzione e area geografica (fonti: American Community Survey, Fox News Voter Analysis, archivi elettorali)