Il Senato Usa approva i fondi al DHS, ma esclude ICE e polizia di frontiera
Dopo 41 giorni di stallo il Congresso sblocca i fondi per il Dipartimento di Sicurezza Interna (DHS), ma rimanda la partita su immigrazione e controlli alle frontiere alla prossima legge di bilancio.
Il Senato degli Stati Uniti ha approvato nella notte il finanziamento del Dipartimento di Sicurezza Interna (DHS), escludendo però due agenzie chiave: l'Immigration and Customs Enforcement (ICE, la polizia dell'immigrazione) e la Customs and Border Protection (CBP, la polizia di frontiera). Il voto è arrivato alle 3 del mattino per acclamazione all'unanimità, in un'aula quasi vuota, e pone le basi per porre fine a uno shutdown parziale durato 41 giorni.
Il leader della maggioranza repubblicana al Senato John Thune e il suo vice John Barrasso hanno trascorso ore nella notte di giovedì a convincere i colleghi repubblicani a sostenere la misura, o quantomeno a non bloccarla. La partita sui nuovi fondi per ICE e CBP passa ora alla procedura di reconciliation, quella che consente di approvare leggi di riconciliazione di bilancio a maggioranza semplice, senza rischio di ostruzionismo (filibuster) da parte democratica. I leader repubblicani vorrebbero ora utilizzarla per aumentare i fondi alle due agenzie per diversi anni. Nel pacchetto potrebbero però rientrare anche i finanziamenti per la guerra in Iran.
La Casa Bianca ha fatto sapere che anche il presidente Donald Trump è favorevole a questo approccio. Giovedì Trump aveva dichiarato l'emergenza nazionale per pagare gli agenti della Transportation Security Administration (TSA, la sicurezza aeroportuale), una mossa che però avrebbe potuto fare giorni prima e che ha contribuito a sbloccare la situazione.
L'azione si sposta ora alla Camera dei Rappresentanti, dove lo Speaker Mike Johnson dovrà combattere per far passare il provvedimento. Il voto finale è atteso entro il fine settimana. Il disegno di legge potrebbe essere esaminato in aula con una procedura accelerata che richiede la maggioranza dei due terzi, e in quel caso servirebbero anche decine di voti democratici.
Lo stallo si è, al momento, chiuso senza vincitori. I democratici avevano dato per mesi la disponibilità a finanziare il DHS escludendo ICE e CBP, ma con l'intenzione di negoziare separatamente limiti alle operazioni delle due agenzie. Hanno ottenuto la prima parte, ma nessuna concessione sui controlli all'immigrazione. Il leader della minoranza democratici Chuck Schumer ha dichiarato ai giornalisti che "i democratici del Senato sono rimasti uniti, senza tentennamenti". Ma accettando l'accordo hanno di fatto rinunciato alla loro ultima leva negoziale, secondo i repubblicani. "Quel treno è partito. Si sono giocati l'opportunità di negoziare su questo rifiutando di finanziare quelle agenzie" ha detto Thune questa mattina.
Anche per i repubblicani, però, il bilancio è dir poco ambiguo. Per giorni avevano respinto la proposta democratica di finanziare il DHS senza ICE e CBP, salvo poi fare esattamente questo, interrompendo i difficili negoziati bipartisan in corso sulla riforma della polizia dell'immigrazione. I conservatori si sono allineati: entrambe le agenzie restano comunque finanziate grazie alla legge di bilancio dell'anno scorso. Ma il Save America Act, la legge elettorale tanto voluta dal presidente Trump per il quale si erano battuti, non è stato incluso nell'accordo ed è difficile che possa rientrarci anche in futuro.