Il Senato conferma Mullin alla guida della sicurezza interna

Il senatore dell'Oklahoma, fedelissimo di Trump, sostituisce Kristi Noem con il compito di gestire un dipartimento in paralisi e un'offensiva migratoria sempre più contestata

Il Senato conferma Mullin alla guida della sicurezza interna

Il Senato americano ha confermato lunedì Markwayne Mullin come nuovo segretario alla Sicurezza interna, il dipartimento federale che sovrintende alle politiche di immigrazione, alla sicurezza dei trasporti e alla protezione delle frontiere. Il voto, 54 a 45, ha seguito in larga parte le linee di partito: l'unico repubblicano contrario è stato Rand Paul del Kentucky, mentre i democratici John Fetterman della Pennsylvania e Martin Heinrich del New Mexico hanno votato a favore.

Mullin, 48 anni, senatore repubblicano dell'Oklahoma ed ex combattente professionista di arti marziali miste, prende il posto di Kristi Noem, licenziata dal presidente Trump circa sei settimane fa dopo una serie di controversie. Noem era finita sotto pressione per la gestione delle operazioni anti-immigrazione a Minneapolis, nel corso delle quali agenti federali hanno ucciso due cittadini americani, Rene Good e Alex Pretti. Il licenziamento è arrivato anche dopo audizioni disastrose al Congresso e domande sui suoi rapporti personali e professionali durante la guida del dipartimento.

Il voto di Heinrich a favore di Mullin ha sorpreso. Il senatore democratico ha definito Mullin "un amico" e ha dichiarato di attendere con fiducia "un segretario che non prende ordini da Stephen Miller", il vice capo di gabinetto della Casa Bianca considerato l'architetto delle politiche migratorie dell'amministrazione Trump. Il senatore Andy Kim del New Jersey, democratico e membro della commissione sulla Sicurezza interna, ha spiegato alla NBC News che il suo voto contrario non era personale: "Molto di tutto questo è nel cuore stesso dell'amministrazione. I problemi derivano da Stephen Miller e Donald Trump".

Mullin eredita un dipartimento in piena crisi operativa. Da metà febbraio il Department of Homeland Security è in parziale paralisi per mancanza di fondi, dopo che i democratici hanno rifiutato di approvare il finanziamento senza nuove regole per le operazioni di polizia dell'immigrazione. I democratici chiedono che gli agenti dell'Immigration and Customs Enforcement si identifichino, non indossino maschere, portino telecamere sul corpo e ottengano mandati firmati da un giudice prima di entrare in abitazioni o proprietà private. I repubblicani finora hanno rifiutato queste condizioni. Le negoziazioni si sono ulteriormente complicate dopo che Trump ha dichiarato che nessun accordo dovrà essere raggiunto con i democratici finché non appoggeranno il Save America Act, un disegno di legge per imporre nuovi requisiti di identificazione degli elettori che la minoranza sta bloccando.

La paralisi ha conseguenze concrete. Migliaia di agenti della Transportation Security Administration, l'agenzia responsabile dei controlli di sicurezza negli aeroporti, lavorano senza stipendio. Più di 400 agenti si sono dimessi dall'inizio dello shutdown e domenica il tasso di assenze ha raggiunto il record dell'11,76%, provocando lunghe file negli aeroporti di tutto il paese durante un periodo di intenso traffico primaverile. Trump ha annunciato nel fine settimana il dispiegamento di agenti dell'Immigration and Customs Enforcement negli aeroporti per assistere i controlli di sicurezza.

Durante la sua audizione di conferma la settimana scorsa, Mullin ha cercato un tono più conciliante rispetto alla sua predecessora. Ha preso le distanze dalle sue dichiarazioni su Alex Pretti, che aveva definito "un individuo squilibrato arrivato per fare il massimo danno", riprendendo le parole iniziali di Noem e di Miller. "Non avrei dovuto dirlo. Ho reagito subito senza conoscere i fatti. Come segretario non lo farò", ha detto ai senatori. Ha anche affermato che gli agenti dell'immigrazione non entreranno in abitazioni o attività commerciali senza un mandato giudiziario firmato da un giudice, distinguendo questo strumento dai mandati amministrativi interni all'agenzia.

Su altri punti, Mullin ha evitato di prendere impegni precisi. Ha rifiutato di garantire che gli agenti dell'immigrazione non saranno dispiegati nei seggi elettorali in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. "Non capisco quale sia il problema nel far rispettare le leggi sull'immigrazione ai seggi. Se non sei cittadino, non dovresti votare", ha dichiarato ai senatori. La questione preoccupa i democratici, che temono l'effetto intimidatorio sugli elettori.

Il senatore Rand Paul, presidente della commissione che supervisiona il dipartimento, ha votato contro dopo uno scontro durante l'audizione. Paul ha messo in dubbio che un uomo con "problemi di gestione della rabbia" possa dare il buon esempio agli agenti. I senatori lo hanno anche interrogato su un viaggio all'estero del 2015 che Mullin ha definito classificato, rifiutando di fornire dettagli in sede pubblica. I senatori democratici usciti dalla sessione riservata hanno dichiarato di avere più domande che risposte.

Mullin ha descritto il presidente Trump come "un amico" e si è dato l'obiettivo di abbassare il profilo mediatico del dipartimento. "Il mio obiettivo tra sei mesi è che non si parli di noi ogni giorno. Voglio che la gente sappia che siamo lì, che la proteggiamo e che lavoriamo con loro", ha detto ai senatori. Tom Homan, il responsabile per le politiche di frontiera della Casa Bianca, ha dichiarato alla ABC News di sostenere Mullin: "È la persona giusta, al momento giusto, per il lavoro giusto".

L'uscita di Mullin dal Senato consente al governatore repubblicano dell'Oklahoma, Kevin Stitt, di nominare un sostituto dello stesso partito. L'elezione speciale per il seggio si terrà a novembre insieme alle elezioni di metà mandato, nelle quali i repubblicani dovranno difendere il controllo sia del Senato sia della Camera dei deputati.

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