Il Senato approva l’accordo bipartisan, sta per finire lo shutdown più lungo della storia
Dopo 40 giorni di shutdown, otto democratici votano con i repubblicani a favore di una proposta che prevede di annullare i licenziamenti di dipendenti federali e la promessa di un voto sui sussidi di ObamaCare a dicembre. La Camera voterà domani.
Il Senato degli Stati Uniti ha approvato questa notte un accordo bipartisan che sta per porre fine allo shutdown più lungo mai registrato nella storia americana. Dopo 40 giorni di blocco delle attività governative, la proposta è passata con 60 voti favorevoli e 40 contrari, segnando una svolta in una crisi che aveva paralizzato buona parte dell'amministrazione federale.
Otto senatori democratici hanno rotto i ranghi del proprio partito per votare a favore dell'accordo, insieme ai senatori repubblicani. Tra coloro che hanno sostenuto il pacchetto c'è anche il senatore indipendente Angus King del Maine, che fa parte del gruppo democratico al Senato. L'unico senatore repubblicano a votare contro è stato Rand Paul del Kentucky.
L'accordo prevede la riapertura del governo, il finanziamento delle agenzie federali chiave, l'annullamento dei licenziamenti dei dipendenti federali e la promessa di un voto a dicembre sull'estensione dei sussidi sanitari potenziati previsti dall'ACA, la riforma sanitaria nota come Obamacare.
Lo Speaker della Camera Mike Johnson, repubblicano della Louisiana, ha intanto convocato i deputati a Washington e ha dichiarato ai giornalisti lunedì di aspettarsi di avere i voti necessari per l'approvazione. Il voto alla Camera è previsto già per domani. La Casa Bianca ha espresso il proprio sostegno all'accordo, rendendo praticamente certa la riapertura ufficiale del governo nel corso di questa settimana.
Il percorso verso il voto finale ha richiesto alcune manovre procedurali. Dopo il voto procedurale di domenica sera che aveva sbloccato la situazione, ieri è stato raggiunto un accordo all’unanimità tra i senatori per accelerare il processo di votazione al Senato.
Per garantire che il voto potesse svolgersi nella giornata di ieri, in particolare, al senatore Paul è stata concessa la possibilità di presentare un emendamento che chiedeva di rimuovere una stretta su alcuni prodotti a base di canapa inclusa nel testo del finanziamento governativo. L'emendamento è stato però bocciato prima del voto finale sul pacchetto.