Il Senato americano è un club di milionari
Il patrimonio mediano dei senatori è 70 volte quello delle famiglie americane. L'analisi di Notus sulle dichiarazioni finanziarie dei membri della camera alta
Almeno 73 senatori su 100 hanno un patrimonio netto mediano superiore al milione di dollari. Il dato emerge da un'analisi del sito giornalistico Notus sulle più recenti dichiarazioni finanziarie dei parlamentari americani e restituisce l'immagine di un Senato molto distante, almeno sul piano economico, dai cittadini che dovrebbe rappresentare. Negli Stati Uniti i milionari sono circa il 7 per cento della popolazione, secondo il rapporto 2025 sulla ricchezza globale di UBS.
Il patrimonio netto mediano al Senato è di quasi 4,4 milioni di dollari, oltre 70 volte il patrimonio mediano delle famiglie americane calcolato dal Census Bureau, l'istituto di statistica federale. Il confronto è fatto a parità di condizioni: entrambi i dati escludono il valore netto della prima casa di proprietà. "Il Senato è pieno di multimilionari, e il fatto è che alcuni di loro hanno perso il contatto con le sfide reali che gli americani affrontano in tutto il paese", ha dichiarato a Notus il senatore democratico Chris Van Hollen, del Maryland. Van Hollen è tra gli 11 senatori il cui patrimonio è inferiore a quello mediano delle famiglie del proprio Stato: il suo patrimonio mediano è di 7.500 dollari, contro i 152.400 della famiglia tipo del Maryland.
L'analisi di Notus si basa sulle dichiarazioni patrimoniali che ogni membro del Congresso è tenuto a presentare ogni anno. I valori di beni e passività vengono dichiarati in fasce ampie, come "da 15.001 a 50.000 dollari", che diventano sempre più larghe al crescere delle cifre, fino a una fascia aperta: "50 milioni o più". Per calcolare il patrimonio mediano, Notus ha determinato il minimo e il massimo netto di ogni senatore e poi ne ha calcolato la mediana. Ci sono beni che i parlamentari non devono dichiarare, come la residenza principale, i veicoli e le proprietà personali. Devono però dichiarare i mutui sulle residenze, i debiti per prestiti studenteschi e le carte di credito.
Il senatore più ricco è il repubblicano Jim Justice, della West Virginia, con un patrimonio mediano di quasi 1,3 miliardi di dollari. Il patrimonio mediano delle famiglie del suo Stato è di 18.000 dollari. La fortuna di Justice proviene per oltre la metà dalle sue miniere di carbone, ma comprende anche decine di milioni in attività agricole e immobiliari, tra cui il resort The Greenbrier. Da quando è stato eletto nel novembre 2024, figlio e figlia gestiscono il suo impero imprenditoriale, mentre lui fa il pendolare quotidiano con Washington in jet privato. Nel corso degli anni le sue aziende sono state oggetto di numerose contestazioni legali legate a inquinamento delle acque, danni ambientali, tasse e debiti non pagati.
Il secondo patrimonio più alto è quello del repubblicano Rick Scott, della Florida, con 578,9 milioni di dollari. Scott ha costruito la sua fortuna come dirigente nel settore sanitario negli anni Novanta. Tra i suoi beni, una residenza personale valutata tra 25 e 50 milioni di dollari e diversi aerei, tra cui uno "leggero sportivo" del valore di 100-250 mila dollari. In una dichiarazione a Notus, Scott ha ripercorso la sua storia personale, dagli alloggi popolari alla Marina militare fino alla gestione di quella che ha definito "la più grande azienda sanitaria del mondo". Sotto la sua guida la catena ospedaliera Columbia/HCA Healthcare fu oggetto di un'indagine federale per frode ai danni di Medicare e ricevette una multa di 1,7 miliardi di dollari, la più alta mai comminata nel settore sanitario all'epoca.
La differenza di ricchezza attraversa anche le linee di partito. I senatori repubblicani hanno in media patrimoni più alti dei colleghi democratici: il patrimonio mediano nel gruppo repubblicano è di quasi 5,7 milioni di dollari, contro i 2,9 milioni del caucus democratico. Tra i 53 senatori repubblicani, 41 superano il milione di patrimonio; tra i 47 che fanno capo ai democratici, compresi gli indipendenti Bernie Sanders e Angus King, sono 32.
Non mancano casi significativi anche nel campo democratico. Elizabeth Warren, del Massachusetts, nota per le sue battaglie a favore della tassazione dei grandi patrimoni, ha un patrimonio che è cresciuto da 8,7 a 11,1 milioni di dollari tra il 2013 e il 2024. Richard Blumenthal, con un patrimonio di circa 159 milioni, ha sposato una donna la cui famiglia possiede una quota dell'Empire State Building. Tra i repubblicani, Pete Ricketts, la cui famiglia è proprietaria dei Chicago Cubs, ha un patrimonio di quasi 190 milioni.
Un fattore che spiega la concentrazione di ricchezza al Senato è il costo delle campagne elettorali. Nel ciclo elettorale 2024 i senatori hanno raccolto in media 8,2 milioni di dollari e ne hanno spesi quasi 8,4 milioni, secondo OpenSecrets, organizzazione non profit che monitora il denaro in politica. In Ohio la corsa tra il repubblicano Bernie Moreno e il democratico uscente Sherrod Brown è stata tra le più costose: la campagna di Moreno ha speso quasi 26,7 milioni, di cui 4,5 milioni di tasca propria, mentre quella di Brown ha superato i 101 milioni, senza contare le decine di milioni spesi da gruppi esterni, inclusi oltre 40 milioni da un super PAC legato all'industria delle criptovalute. Moreno, che ha vinto, ha un patrimonio di quasi 132 milioni di dollari; il patrimonio mediano delle famiglie dell'Ohio è di 54.000 dollari.
"A meno che tu non sia un imprenditore, un medico, un avvocato o semplicemente qualcuno legato alla ricchezza, candidarsi al Senato è qualcosa che la maggior parte delle persone non può nemmeno prendere in considerazione", ha detto a Notus Aaron Scherb, esperto di etica e democrazia. Dopo le testimonianze di candidati a basso e medio reddito sulle difficoltà economiche delle campagne elettorali, la Federal Election Commission ha reso più semplice per i candidati utilizzare i fondi raccolti per pagarsi uno stipendio. Ma il divario tra i rappresentanti e i rappresentati, almeno al Senato, resta enorme.