Il nuovo piano di Trump per l’Ucraina prevede concessioni territoriali alla Russia in cambio di garanzie di sicurezza
Il piano americano in preparazione propone il riconoscimento del controllo russo sul Donbas e sulla Crimea in cambio di garanzie di sicurezza per Kyiv. Qatar e Turchia coinvolti nella mediazione, ma Zelensky frena.
L’Amministrazione Trump sta elaborando un piano in 28 punti per porre fine alla guerra in Ucraina che prevede significative concessioni territoriali a favore di Mosca. Secondo quanto riportato da Axios, che cita un funzionario americano con conoscenza diretta della proposta, la Russia otterrebbe il controllo di parti dell’Ucraina orientale che attualmente non possiede, in cambio di una garanzia di sicurezza statunitense per l’Ucraina e l’Europa contro future aggressioni russe.
La posizione della Casa Bianca, secondo il funzionario, è che l’Ucraina rischia comunque di perdere questi territori se il conflitto dovesse proseguire e che quindi sarebbe nell’interesse di Kyiv raggiungere un accordo ora. Si tratta tuttavia di una visione che l’Ucraina e i suoi alleati considererebbero come un’enorme concessione alla Russia. Le due questioni più delicate nei negoziati sull’Ucraina sono finora state proprio il controllo territoriale una volta terminata la guerra e le garanzie che Mosca non riprenda le ostilità in futuro.
Donbas sotto controllo russo, Crimea riconosciuta
Nel dettaglio, il piano prevede che la Russia ottenga il controllo completo de facto delle intere regioni di Luhansk e Donetsk, note insieme come Donbas, nonostante l’Ucraina controlli ancora circa il 12% di quel territorio. Sebbene queste aree passerebbero sotto controllo russo, le zone del Donbas da cui l’Ucraina si ritirerebbe sarebbero considerate zone demilitarizzate, con il divieto per la Russia di posizionarvi soldati. In altre due regioni devastate dalla guerra, Kherson e Zaporizhzhia, le attuali linee del fronte verrebbero per lo più congelate, con la Russia che restituirebbe alcuni territori in base a ulteriori negoziati.
Secondo la proposta americana, gli Stati Uniti e altri Paesi riconoscerebbero allo stesso tempo la Crimea e il Donbas come territorio russo legittimo, ma all’Ucraina non verrebbe chiesto di fare altrettanto. Un funzionario ucraino ha affermato che il piano includerebbe anche limitazioni alle dimensioni dell’esercito ucraino e alle sue armi a lungo raggio in cambio delle garanzie di sicurezza americane. Non è tuttavia chiaro cosa comporterebbero esattamente tali garanzie oltre alla promessa di difendere l’Ucraina da ulteriori aggressioni russe.
Altri aspetti cruciali del piano sono che l'Ucraina abbandoni l'uso di categorie chiave di armamenti, riduca di oltre la metà delle dimensioni delle proprie Forze Armate e rinunci rinuncia all'assistenza militare statunitense che è stata vitale per la sua difesa, lasciando potenzialmente il Paese vulnerabile a future aggressioni russe, afferma l'agenzia stampa Reuters.
Il piano prevede inoltre che il russo sia riconosciuto come lingua ufficiale di Stato in Ucraina e concederebbe status ufficiale alla sezione locale della Chiesa Ortodossa Russa, entrambe disposizioni che riecheggiano obiettivi politici di lunga data del Cremlino e che sono sempre state considerate inaccettabili dalla leadership ucraina.
Secondo il giornalista del Financial Times Christopher Miller, "questo piano equivale alla resa dell'Ucraina, ed è composto solo di richieste massimaliste del Cremlino". Miller aggiunge che Zelensky è "insoddisfatto". Secondo una fonte citata dal giornalista Michael Weiss, questa proposta è stata accolta con scetticismo anche da fonti governative: "è una barzelletta, non ha alcuna possibilità di successo. Sono gli stessi punti che abbiamo già rigettato in passato".
Sounds like Dmitriev and Witkoff are trying to will into existence Russia’s maximalist demands, and opportunistically seizing on Russian battlefield gains and Ukraine’s corruption crisis. One U.S. government source tells me: “This is a joke and has no chance of succeeding. These… https://t.co/gDvCrhBKNh
— Michael Weiss (@michaeldweiss) November 19, 2025
Tuttavia, all'interno della Casa Bianca c'è chi ritiene che il leader ucraino, sempre più sotto pressione a causa della difficile situazione sul campo di battaglia e dello scandalo di corruzione, sarà costretto ad accettare questo tipo di accordo accordo, riporta Politico, secondo cui la chiave per il successo di questo piano dipende tutta dal riuscire a convincere Zelensky ad accettarlo.
Il ruolo di Qatar e Turchia nella mediazione
Qatar e Turchia sono coinvolti nella stesura del nuovo piano di Trump e nel sostegno agli sforzi di mediazione statunitensi, secondo due fonti con conoscenza diretta. Una delle fonti ha dichiarato che “la mediazione qatariota e turca ha aiutato a porre fine alla guerra a Gaza e potrebbe aiutare a porre fine alla guerra in Ucraina”. Un alto funzionario qatariota ha partecipato ai colloqui dello scorso fine settimana tra l’inviato di Trump Steve Witkoff e il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Rustem Umerov.
Una fonte con conoscenza diretta ha affermato che Umerov aveva ricevuto da Zelensky il mandato di negoziare con Witkoff e che molti dei suoi commenti sono stati incorporati nel testo del piano in 28 punti. Durante i colloqui con Umerov sarebbero state raggiunte molte intese. Un funzionario ucraino ha però precisato che Zelensky ha inviato Umerov per essere informato sul piano americano e che si è trattato di un briefing orale, senza che il consigliere ricevesse una proposta scritta da Witkoff. Lo stesso funzionario ha negato che Umerov abbia accettato i termini del piano durante l’incontro, affermando che l’Ucraina si oppone ancora a molti dei punti. Prima di incontrare Umerov, Witkoff aveva tenuto ampie discussioni sul piano con l’inviato russo Kirill Dmitriev.
Zelensky frena: rinviato l’incontro trilaterale ad Ankara
Come parte del sostegno turco all’iniziativa di pace di Trump, Witkoff aveva pianificato di recarsi ad Ankara mercoledì per tenere un incontro trilaterale con Zelensky e il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, secondo quanto riferito da un funzionario americano. Lo stesso funzionario ha affermato che l’incontro è stato rinviato quando è diventato chiaro che Zelensky stava facendo marcia indietro rispetto alle intese raggiunte con Umerov e non era interessato a discutere il piano di Trump.
Il presidente ucraino si stava invece recando ad Ankara con un altro piano elaborato con i partner europei, che la Russia non accetterà mai, ha dichiarato il funzionario americano. Un funzionario ucraino ha fornito invece una versione diversa, affermando che l’incontro è stato rinviato perché Zelensky ha chiesto di discutere il piano in un formato più ampio, includendo anche i Paesi europei.