Il Pentagono non sa come spendere 500 miliardi di dollari in più
La Casa Bianca è in ritardo sulla presentazione del bilancio al Congresso: troppi soldi, troppe incertezze su dove metterli
Il Pentagono si trova davanti a un problema insolito: ha troppi soldi e non sa come spenderli. Lo rivela in esclusiva il Washington Post, citando quattro fonti interne all'amministrazione Trump, che descrivono una Casa Bianca in difficoltà nel definire come allocare un aumento di 500 miliardi di dollari nelle spese militari, previsto nel prossimo bilancio federale.
Il presidente Donald Trump ha acconsentito lo scorso mese a una proposta del segretario alla Difesa Pete Hegseth: portare il budget militare a circa 1.500 miliardi di dollari, con un incremento di circa il 50 per cento rispetto all'anno scorso. Il bilancio della Difesa approvato nel 2025 era già il più alto della storia americana, pari a circa 900 miliardi di dollari. Per dare un'idea delle proporzioni: gli Stati Uniti spendono già in difesa più dei nove paesi successivi messi insieme, secondo dati del 2023 della fondazione non partisan Peter G. Peterson.
Nonostante l'accordo di principio, la traduzione in pratica si è rivelata molto più complicata del previsto. Le difficoltà logistiche nel capire dove indirizzare una somma così grande hanno rallentato l'intero processo di redazione del bilancio. La Casa Bianca ha già superato di oltre due settimane il termine di legge per presentare il suo piano di spesa al Congresso, e uno dei motivi principali, secondo le fonti del Washington Post, è proprio l'incertezza su come distribuire i 500 miliardi aggiuntivi. I portavoce della Casa Bianca e del Dipartimento della Difesa non hanno rilasciato commenti alla richiesta del giornale. Poche ore dopo la pubblicazione dell'articolo, il portavoce di Hegseth ha diffuso una nota in cui afferma che il Pentagono è impegnato a utilizzare il budget "a servizio dei militari e del popolo americano".
Il dibattito interno è acceso. Tra i critici della proposta c'è Russell Vought, responsabile del bilancio della Casa Bianca, che ha sollevato preoccupazioni sull'impatto che una spesa del genere avrebbe sul deficit federale, già pari a 1.800 miliardi di dollari nell'ultimo anno fiscale. Funzionari del Pentagono si sono consultati con ex alti dirigenti della Difesa per cercare una via d'uscita. Uno dei nodi centrali è se privilegiare l'acquisto di armamenti già in uso, come i missili da crociera Tomahawk, i sistemi antimissile Patriot e i missili navali SM-6, oppure investire in tecnologie avanzate come l'intelligenza artificiale. Sul tavolo ci sono anche i costi del rinnovamento dell'arsenale nucleare: il bombardiere B-21 costa circa 700 milioni di dollari l'uno, mentre i sottomarini della classe Columbia superano i 9 miliardi di dollari ciascuno.
G. William Hoagland, vicepresidente senior del Bipartisan Policy Center, ha dichiarato al Washington Post di non essere sorpreso dalle difficoltà dell'amministrazione: "È una quantità enorme di denaro in un solo anno". Mark Cancian, colonnello dei Marines in pensione e consulente senior del Center for Strategic and International Studies, ha sottolineato al giornale un'altra contraddizione: il budget proposto sembra disconnesso dalla strategia di difesa nazionale che lo stesso Hegseth ha pubblicato a gennaio, nella quale si indicava la priorità all'emisfero occidentale con una riduzione dell'impegno in Europa, Africa e Medio Oriente. "Se hai un aumento del budget del 50 per cento, non hai bisogno di tagliare nulla", ha osservato Cancian. "Staresti parlando di tutti i nuovi posti dove fare investimenti".
Non mancano le critiche sul rischio di sprechi. Julia Gledhill, analista del Stimson Center, ha ricordato al Washington Post che il Pentagono non supera i propri controlli contabili da anni e che i fondi già stanziati con il pacchetto fiscale repubblicano dell'anno scorso sono stati usati senza una supervisione adeguata. "Non sappiamo già come vengono spesi i soldi. Come si possono prendere decisioni informate sul bilancio militare se non si sa dove sta andando quello attuale?", ha dichiarato.
Il senatore repubblicano Roger Wicker, presidente della Commissione forze armate del Senato, ha difeso l'operato dell'amministrazione in una nota, definendo l'aumento "assolutamente essenziale" e accusando le fonti anonime di diffondere informazioni false per sabotare il processo. Il bilancio dovrà comunque ottenere l'approvazione del Congresso, dove le trattative si preannunciano difficili.