Il Pentagono ha bisogno dell'aiuto dell'Ucraina contro i droni
Kyiv ha sviluppato tecnologie d'intercettazione a basso costo che gli Stati Uniti non possiedono: un accordo è in trattativa da mesi, ma non è ancora stato firmato
La decisione del presidente Donald Trump di entrare in guerra con l'Iran ha prodotto un effetto inatteso: ha trasformato l'Ucraina in un partner strategico di cui gli Stati Uniti hanno urgente bisogno. La controffensiva iraniana con droni economici e di facile produzione ha messo a nudo una vulnerabilità americana che il Pentagono sta cercando di colmare attingendo all'esperienza di combattimento ucraina.
Secondo quanto riporta Politico, il Pentagono è impegnato da quasi un anno in trattative con Kyiv per siglare un accordo sulla condivisione di tecnologie anti-drone. L'intesa non è ancora stata firmata, come confermano a Politico due fonti a conoscenza dei colloqui, che hanno parlato in forma anonima data la sensibilità della questione. La settimana scorsa, però, il generale di brigata Matt Ross e diversi membri della sua Joint Interagency Task Force 401, l'unità del Pentagono incaricata di sviluppare e acquistare nuove armi anti-drone, erano in Ucraina per avanzare il piano.
L'urgenza è concreta. Un drone iraniano di tipo Shahed, usato anche dalla Russia, ha colpito un centro di comando americano in Kuwait nel secondo giorno del conflitto, uccidendo sei soldati statunitensi. I droni stanno causando danni diffusi a infrastrutture civili in tutto il Medio Oriente, al punto che diversi paesi del Golfo hanno chiesto consiglio a Kyiv e stanno valutando l'acquisto di intercettori ucraini a basso costo.
Il nodo del problema è economico prima ancora che tecnologico. Gli alleati americani nella regione abbattono i droni Shahed, che costano circa 50.000 dollari ciascuno, usando missili Patriot PAC-2 e PAC-3, che ne costano oltre tre milioni l'uno. Spesso ne servono diversi per centrare un singolo drone, una situazione definita insostenibile da funzionari americani. L'Ucraina, invece, ha sviluppato droni intercettori come l'Octopus, prodotto a circa 3.000 dollari, che può abbattere uno Shahed a una frazione del costo. L'azienda ucraina Ukrspecsystems sta già aprendo uno stabilimento nel Regno Unito per produrre droni militari economici, creando 500 posti di lavoro. Anche l'Octopus è già in produzione nel Regno Unito.
"Gli Stati Uniti sono in ritardo di anni sulla tecnologia dei droni tattici, quella che si vede sui campi di battaglia in Ucraina", ha dichiarato a Politico un ex funzionario del Pentagono. "Se gli Stati Uniti combattessero in Ucraina adesso, subirebbero perdite di massa."
Imran Bayoumi, vicedirettore della GeoStrategy Initiative presso l'Atlantic Council, ha dichiarato a Politico che la sfida non è tanto la velocità di innovazione, quanto la disponibilità di tecnologie e munizioni sufficienti a coprire un'area geografica tanto vasta. Ha aggiunto che l'Ucraina, nell'esportare questa tecnologia, vorrà assicurarsi di poterne trattenere una parte per sé.
Lo scenario apre uno spazio di manovra diplomatica per il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, che da oltre un anno fatica a trovare leva nei confronti di Trump. Una persona vicina al gruppo di sicurezza nazionale della Casa Bianca ha riconosciuto a Politico che Zelenskyy ha "una marginale leva a breve termine" e che sfruttare questo momento è "una mossa intelligente", avvertendo però che le sue richieste dovranno restare contenute.
Il contesto è reso più complesso dal comportamento della Russia. Mentre Zelenskyy ha sostenuto l'operazione militare congiunta di Stati Uniti e Israele contro le strutture nucleari e militari iraniane, Mosca ha preso le difese di Teheran, fornendo non solo droni Shahed ma, negli ultimi giorni, anche informazioni di intelligence per supportare gli attacchi iraniani contro obiettivi americani, secondo due fonti citate da Politico. La notizia era stata anticipata dal Washington Post. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, interpellata venerdì sul tema, ha evitato di rispondere se questo cambi la fiducia di Trump in Putin, limitandosi a sostenere che l'intelligence russa condivisa con l'Iran "non fa differenza" perché gli Stati Uniti stanno "decimando" il nemico.
Trump, intanto, ha dichiarato in un'intervista a Reuters di essere disposto ad accettare "qualsiasi aiuto da qualsiasi paese" per difendersi dai droni iraniani. Zelenskyy, dal canto suo, ha già impegnato il sostegno ucraino: "Ci sarà supporto alla sicurezza da parte dell'Ucraina", ha dichiarato giovedì sera, aggiungendo che la cooperazione con i partner permetterà di ampliare le capacità difensive del suo paese.