Il 'momento Sputnik' dell'IA? DeepSeek scuote le Big Tech occidentali e resetta la corsa all'IA tra USA e Cina

Il 'momento Sputnik' dell'IA? DeepSeek scuote le Big Tech occidentali e resetta la corsa all'IA tra USA e Cina
Il logo di Deepseek, il nuovo modello IA creato da una startup cinese

L’annuncio della startup cinese DeepSeek del suo rivoluzionario modello di intelligenza artificiale R1 ha innescato un vero e proprio terremoto nei mercati globali dei semiconduttori e nei giganti della tecnologia.

Se l’Occidente contava sulle restrizioni all’export statunitense per frenare lo sviluppo cinese, il modello di DeepSeek ha, infatto, ribaltato completamente le aspettative, dando il via a una corsa frenetica agli investimenti per l'intelligenza artificiale (IA) su entrambe le sponde del Pacifico.

La rivoluzione “open source” e i costi stracciati

Concepito come modello aperto e capace di rivaleggiare con le principali soluzioni offerte da OpenAI, R1 ha messo in luce un aspetto cruciale: il fatto che i costi di addestramento sono stati sorprendentemente bassi.

Secondo DeepSeek, infatti, il suo modello sarebbe stato addestrato su appena 2.000 GPU H800, con una spesa stimata pari a un cinquantesimo rispetto ai modelli simili, ma molto più costosi, sviluppati dai giganti dell'informatica americani.

Anche se la dimensione effettiva della infrastruttura di Deepseek potrebbe essere più ampia di quanto ufficialmente comunicato, resta il fatto che l’azienda offre un servizio a una frazione del costo degli abbonamenti premium di OpenAI, arrivando a una riduzione di oltre il 90% per le API.

Questa efficienza ha colto di sorpresa gli esperti, i quali erano convinti che la mancanza di chip avanzati avrebbe invece relegato la Cina in una posizione marginale nella corsa verso l'intelligenza artificiale.

I riflessi sui mercati azionari e la fuga degli investitori

La pubblicazione del modello R1 ha immediatamente generato uno scossone a Wall Street e nelle Borse europee e asiatiche.

NVIDIA, il colosso americano dei chip e principale fornitore di GPU per l’IA, ha registrato perdite in doppia cifra nelle negoziazioni pre-mercato, con una capitalizzazione che è crollata di centinaia di miliardi di dollari nel giro di poche ore.

Il nervosismo degli investitori è alimentato dal timore che la domanda di costose GPU ad hoc per l'intelligenza artificiale possa crollare, qualora l'utilizzo di modelli in grado di girare egregiamente anche su GPU di fascia consumer, come per l'appunto il modello R1 di Deepseek, diventasse la nuova normalità.

Anche altre aziende cardine del settore — come la britannica Arm, la giapponese SoftBank e la produttrice olandese di macchinari per semiconduttori ASML — hanno subito i contraccolpi di questa ondata di vendite, a conferma di un diffuso riposizionamento del mercato sull’asse tecnologico.

In parallelo, aziende come Microsoft e Meta, che hanno investito risorse ingenti in supercomputer dedicati, si trovano ora a dover giustificare queste spese di fronte a un panorama improvvisamente più incerto, con la presenza di modelli IA in grado di essere altamente efficienti già su hardware a basso costo.

Mille miliardi di yuan e il piano cinese per l’IA

Alla scossa tecnologica di DeepSeek, il governo di Pechino ha risposto con una decisione altrettanto dirompente: l'annuncio di un piano d’investimenti da mille miliardi di yuan, in grado di plasmare l’ecosistema dell’intelligenza artificiale cinese per almeno i prossimi cinque anni.

La Banca di Cina si è impegnata a sostenere con finanziamenti straordinari l’intera filiera, dai fornitori di componenti hardware e software fino agli sviluppatori di applicazioni IA.

L’obiettivo dichiarato è l’auto-sufficienza cinese, potenziando i data center e favorendo la nascita di innovazioni competitive anche a livello internazionale.

Oltreoceano, la notizia del maxi-finanziamento cinese ha spinto la Casa Bianca a confermare il proprio impegno verso il programma “Stargate”, un piano da 500 miliardi di dollari annunciato qualche giorno fa per potenziare le infrastrutture di intelligenza artificiale e mantenere la leadership tecnologica americana.

Lo scenario futuro

Il successo di R1 non è solo un colpo mediatico da parte cinese: evidenzia una trasformazione nel modo di concepire e distribuire modelli di intelligenza artificiale ad alte prestazioni.

Il fatto che una startup con basi di ricerca avanzate, ma relativamente nuova sulla scena internazionale, sia stata in grado di offrire un prodotto open source competitivo a un costo estremamente contenuto, potrebbe infatti ridefinire le traiettorie d’investimento dell’intero settore dell'IA.

Le aziende occidentali, da NVIDIA a Broadcom, dovranno ora dimostrare di saper reagire rimodulando strategie e piani d’innovazione, mentre la Cina mirerà a consolidare la propria autosufficienza in un campo ritenuto sempre più cruciale per il successo nel futuro.

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