Il mercato del lavoro americano perde 92mila posti a febbraio: è il dato peggiore da ottobre
Gli economisti prevedevano la creazione di 50mila nuovi posti di lavoro a febbraio. Invece se ne sono persi 92mila. Il tasso di disoccupazione si attesta al 4,4%.
L'economia americana ha perso 92mila posti di lavoro a febbraio 2026, il peggior risultato mensile da ottobre 2025. Il tasso di disoccupazione si attesta al 4,4%, secondo i dati pubblicati oggi dal governo federale. Gli economisti prevedevano la creazione di circa 50mila nuovi posti di lavoro: il risultato è quindi distante dalle attese e segnala un mercato del lavoro decisamente più fragile di quanto si ritenesse.
Nonfarm Payroll Employment
Variazione mensile dell'occupazione non agricola negli Stati Uniti. Dati destagionalizzati, ultima stima disponibile per ciascun mese (migliaia).
Il dato fotografa un'economia già in difficoltà prima che la guerra con l'Iran e la promessa del presidente Trump di ripristinare i dazi introducessero nuova incertezza nelle prospettive economiche. A rendere il quadro ancora più cupo, il Bureau of Labor Statistics ha rivisto al ribasso anche i dati dei mesi precedenti. I numeri di dicembre, inizialmente stimati in un aumento di 48mila posti, sono stati corretti in una perdita netta di 17mila unità. Anche i dati di gennaio sono stati rivisti al ribasso di 4mila posti, portando il saldo a 126mila nuovi posti di lavoro. La crescita occupazionale dell'ultimo periodo è stata dunque decisamente più debole di quanto le stime iniziali indicassero.
Il rapporto contraddice altri indicatori del settore privato pubblicati nel corso della settimana, che mostravano invece segnali di ripresa dell'occupazione. Un elemento significativo del rallentamento riguarda il settore sanitario, che negli ultimi mesi era stato il principale motore delle assunzioni. A febbraio il comparto ha perso 28mila posti di lavoro, un calo che il Bureau of Labor Statistics ha attribuito ad attività di sciopero.
Il deterioramento del mercato del lavoro potrebbe riaprire il dibattito sui tassi di interesse. Fino a poco tempo fa, la tenuta dell'occupazione e un'inflazione ancora elevata avevano spento le speranze di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. I nuovi dati di oggi potrebbero cambiare questi calcoli. Kevin Warsh, che il presidente Trump ha nominato ufficialmente alla guida della Federal Reserve, ha sostenuto la necessità di tagli significativi, una posizione che la Casa Bianca difende da oltre un anno. Nelle ultime settimane, però, questa prospettiva appariva distante: altri dati economici indicavano una ripresa dell'occupazione in un contesto di pressioni persistenti sui prezzi.