Gli Stati Uniti revocano la protezione temporanea a migliaia di somali
L'amministrazione Trump ha annunciato la fine dello status di protezione temporanea per i cittadini somali: dovranno lasciare il paese entro il 17 marzo. La decisione coinvolge diverse migliaia di persone e arriva mentre sono in corso operazioni di polizia nel Minnesota.
Gli Stati Uniti hanno deciso di porre fine allo status di protezione temporanea per i cittadini somali presenti nel paese. L'annuncio è stato dato martedì 13 gennaio dal Dipartimento della Sicurezza Nazionale, che ha fissato al 17 marzo la scadenza entro cui le persone interessate dovranno lasciare il territorio americano.
Secondo i dati dell'agenzia federale per l'immigrazione, attualmente ci sono 2.471 somali negli Stati Uniti con protezione temporanea attiva, mentre altre 1.383 persone hanno domande in sospeso. Le Monde e Associated Press parlano di circa 4.000 persone coinvolte nel complesso. Di questi, circa 600 vivono in Minnesota, lo stato che ospita la più grande comunità somala del paese con circa 80.000 membri.
"Temporaneo significa temporaneo", ha dichiarato Kristi Noem, segretario della Sicurezza Nazionale. Noem ha spiegato che "le condizioni in Somalia sono migliorate al punto che non soddisfano più i requisiti di legge per lo status di protezione temporanea". Ha aggiunto che permettere ai cittadini somali di rimanere temporaneamente negli Stati Uniti è "contrario agli interessi nazionali" e che l'amministrazione sta "mettendo gli americani al primo posto".
La decisione arriva in un momento di forte tensione. Da settimane le autorità federali stanno conducendo operazioni di contrasto all'immigrazione irregolare a Minneapolis, la città principale del Minnesota. Le operazioni hanno portato a circa 2.000 arresti e hanno scatenato proteste e scontri. Il 7 gennaio, durante una di queste operazioni, un'agente dell'ICE (la polizia federale dell'immigrazione) ha ucciso con colpi d'arma da fuoco Renee Nicole Good, un'americana di 37 anni che stava partecipando a una manifestazione contro le operazioni federali. Noem ha definito Good una "terrorista domestica", sostenendo che aveva "usato il veicolo come arma" dopo aver bloccato gli agenti sulla strada. La versione ufficiale è stata però contestata dall'opposizione democratica locale, che ha diffuso video dell'accaduto.
Il contesto delle operazioni federali in Minnesota è legato a un vasto scandalo di frodi che ha coinvolto membri della comunità somala dello stato. L'affare, reso pubblico nel 2022, riguarda circa 9 miliardi di dollari complessivi e ha portato all'incriminazione di 98 persone, di cui 85 di origine somala secondo quanto dichiarato dalla ministra della Giustizia Pam Bondi. Nel caso principale, più di 300 milioni di dollari sono stati sottratti attraverso false richieste di sussidi per distribuire pasti gratuiti ai bambini, che nella maggior parte dei casi non sono mai stati serviti. Oltre 60 persone sono già state riconosciute colpevoli.
La Somalia ha ricevuto lo status di protezione temporanea per la prima volta nel 1991, durante la presidenza di George H.W. Bush, a causa della guerra civile in corso nel paese africano. Da allora la protezione è stata rinnovata più di due dozzine di volte, l'ultima delle quali a settembre 2024 dall'allora presidente Joe Biden. Il programma di protezione temporanea fu istituito dal Congresso nel 1990 per aiutare cittadini stranieri fuggiti da condizioni instabili e minacciose nei loro paesi d'origine. Chi ottiene questo status può lavorare legalmente ed è protetto dall'espulsione, ma non ha un percorso verso la carta verde o la cittadinanza americana e dipende dai rinnovi periodici del governo.
La Somalia, situata nel Corno d'Africa, è regolarmente classificata dalle Nazioni Unite tra i paesi meno sviluppati del mondo. Il paese è devastato dalla guerra da quasi trentacinque anni. Il Dipartimento di Stato americano raccomanda di "non viaggiare" in Somalia a causa dei rischi di terrorismo, rapimenti e crimini violenti. Il gruppo affiliato ad Al-Qaeda, Al-Shabab, controlla parti del paese e negli ultimi anni ha compiuto attentati nella capitale Mogadiscio che hanno ucciso decine di persone.
La decisione dell'amministrazione Trump ha suscitato critiche immediate. Il Council on American-Islamic Relations, organizzazione che difende il trattamento equo dei musulmani negli Stati Uniti, ha definito la revoca un "attacco basato sui pregiudizi" che rimanderà alcuni somali in una nazione devastata dalla guerra e instabile. "Questa decisione non riflette un cambiamento delle condizioni in Somalia", ha affermato l'organizzazione in un comunicato congiunto con la sua sezione del Minnesota, sostenendo che lo smantellamento delle protezioni "espone un'agenda radicata nell'esclusione, non nella sicurezza pubblica".
Lo stato del Minnesota e la città di Minneapolis hanno annunciato lunedì di voler citare in giudizio l'amministrazione Trump per le operazioni anti-immigrazione. Il procuratore generale del Minnesota Keith Ellison ha dichiarato che "il palese fatto di prendere di mira il Minnesota per la nostra diversità, per la nostra democrazia e per le nostre differenze di opinione con il governo federale è una violazione della Costituzione e della legge federale". Anche l'Illinois, altro stato democratico dove sono in corso operazioni simili a Chicago, ha avviato una procedura legale analoga. Diversi procuratori federali del Minnesota si sono dimessi in segno di protesta contro la volontà del ministero della Giustizia di indagare sulla vedova di Good.
L'amministrazione Trump ha revocato lo status di protezione temporanea anche per altri paesi, tra cui Venezuela (600.000 persone), Haiti (500.000), Afghanistan e Sud Sudan. Diverse di queste decisioni sono state contestate in tribunale. La Corte Suprema ha però emesso due sentenze d'emergenza, a maggio e ottobre scorsi, che hanno permesso alle revoche per i venezuelani di continuare mentre i processi sono in corso.