Gli alleati NATO non credono più nella deterrenza americana
Un sondaggio in quattro Paesi europei e in Canada mostra che la maggioranza considera Washington un alleato inaffidabile. In Francia e Germania le persone non credono più che i nemici temano di attaccare per via dei legami con gli Stati Uniti
Gli Stati Uniti hanno perso credibilità agli occhi dei loro principali alleati. Un sondaggio condotto da Politico e dalla società di ricerca Public First tra il 6 e il 9 febbraio in cinque Paesi – Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia e Germania – rivela che la maggioranza degli intervistati considera Washington un alleato inaffidabile. Il dato più preoccupante riguarda la percezione della capacità americana di scoraggiare i nemici: in Francia e Germania la maggioranza relativa non crede più che i nemici temano di attaccare questi Paesi a causa della loro relazione con gli Stati Uniti.
In tutti i Paesi analizzati molte più persone hanno descritto gli Stati Uniti come un alleato inaffidabile rispetto a quelli che li considerano affidabili. In Germania la metà degli adulti intervistati ha giudicato Washington inaffidabile, mentre in Canada la percentuale sale al 57 per cento. In Francia il numero di persone che considera gli Stati Uniti inaffidabili è più del doppio rispetto a chi li ritiene affidabili. Il Regno Unito registra i dati meno negativi, ma solo in termini relativi: il 35 per cento dei britannici considera gli Stati Uniti un alleato affidabile, contro il 39 per cento che li giudica inaffidabili.
La percezione del potere militare americano come deterrente è crollata in modo significativo. In Francia e Germania la maggioranza relativa degli intervistati non crede che i nemici abbiano paura di attaccare i loro Paesi per via della relazione con Washington. Nel Regno Unito si è verificato un crollo particolarmente brusco: in un solo anno la percentuale di adulti che considera gli Stati Uniti un deterrente efficace contro attacchi nemici è calata del 10 per cento.
Il sondaggio online ha coinvolto 10.289 adulti, con almeno 2.000 intervistati per ciascun Paese. I risultati sono stati ponderati per essere rappresentativi in base a età, genere e geografia. Il margine di errore complessivo è di due punti percentuali per ogni Paese.
Le tensioni tra Washington e i suoi alleati europei si sono intensificate nell'ultimo anno. Il punto di svolta è stato il discorso del vicepresidente JD Vance alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco dello scorso anno, che ha sconvolto i partner europei. Da allora le relazioni sono state caratterizzate da dispute commerciali, retorica aggressiva e dalla campagna del presidente Trump per acquisire la Groenlandia dalla Danimarca.
Il primo ministro canadese Mark Carney ha dichiarato a Davos in gennaio che "siamo nel mezzo di una rottura, non di una transizione". Il presidente francese Emmanuel Macron, in un'intervista pubblicata questa settimana su diversi giornali europei, ha criticato quelle che ha definito "minacce e intimidazioni" da parte di Washington e ha avvertito gli altri leader europei che le relazioni transatlantiche difficilmente torneranno presto alla normalità. Macron ha anche affermato che l'amministrazione Trump è "apertamente anti-europea".
Il sondaggio mostra che in Francia, Regno Unito e Germania le percezioni negative degli Stati Uniti superano quelle positive su aspetti fondamentali: la protezione della democrazia, la condivisione di valori comuni e l'affidabilità come alleato. In Francia solo il 17 per cento degli intervistati concorda con l'affermazione "gli Stati Uniti condividono i nostri valori", mentre il 49 per cento è in disaccordo. In Germania il 50 per cento sostiene che gli Stati Uniti non condividono i loro valori, mentre solo il 18 per cento ritiene che Washington "protegga la democrazia".
Durante la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali a Milano, Vance è stato accolto da fischi e proteste. La diplomatica europea Kaja Kallas ha spiegato la reazione riferendosi all'"orgoglio europeo" e alle parole "non così gentili" dell'amministrazione americana verso l'Europa.
Seb Wride, responsabile dei sondaggi per Public First, ha commentato: "L'anno scorso il pubblico sentiva che gli Stati Uniti erano un alleato inaffidabile ma critico, che scoraggiava i loro nemici nonostante fosse leggermente imprevedibile. Ma ora, lungi dal dare per scontata la deterrenza transatlantica offerta dall'alleanza Nato, il pubblico europeo difficilmente crede che esista. La domanda principale per i leader che ora si dirigono alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco è come la sicurezza che offriva possa essere ricreata senza gli Stati Uniti".
Nonostante le visioni sempre più negative, gli intervistati hanno espresso una certa speranza per il futuro. In Germania, Francia e Regno Unito la maggioranza relativa ha affermato che Trump ha indebolito le relazioni con i loro Paesi, ma che queste possono riprendersi una volta che avrà lasciato l'incarico.