Giappone investe 36 miliardi di dollari negli Stati Uniti

I primi frutti dell'accordo commerciale siglato a luglio: una centrale a gas in Ohio, un terminale petrolifero in Texas e una fabbrica di diamanti in Georgia

Giappone investe 36 miliardi di dollari negli Stati Uniti
Official White House Photo by Daniel Torok

Gli Stati Uniti e il Giappone hanno annunciato i primi tre grandi progetti industriali finanziati nell'ambito dell'accordo commerciale da 550 miliardi di dollari firmato lo scorso luglio. Il pacchetto complessivo vale 36 miliardi di dollari e riguarda settori considerati strategici: energia e minerali critici. Per il presidente Donald Trump, è la prova che i dazi funzionano.

Il progetto più grande è una centrale elettrica a gas naturale in Ohio, da 33 miliardi di dollari, guidata dal colosso giapponese degli investimenti tecnologici SoftBank. Con una capacità di 9,2 gigawatt, Trump l'ha definita su Truth Social "la più grande della storia". Il ministro del Commercio americano Howard Lutnick ha precisato che l'impianto alimenterà i centri di dati dedicati all'intelligenza artificiale, e che a piena capacità avrà una potenza equivalente a quella di nove reattori nucleari, sufficiente per circa 7,4 milioni di abitazioni, secondo quanto riportato da Bloomberg News.

Il secondo progetto è un terminale petrolifero in acque profonde in Texas, del valore di 2,1 miliardi di dollari, gestito dal gruppo energetico con sede a Dallas Sentinel Midstream. Lutnick ha dichiarato che a piena capacità consentirà di esportare tra i 20 e i 30 miliardi di dollari di petrolio greggio. Il terzo progetto è invece una fabbrica di diamanti sintetici in Georgia, da 600 milioni di dollari, guidata da Element Six, una controllata del gruppo sudafricano De Beers. Il diamante sintetico è un componente fondamentale per l'industria di alta tecnologia, e attualmente la Cina domina la produzione mondiale. Lutnick ha sottolineato che l'impianto permetterà agli Stati Uniti di soddisfare internamente il 100% del proprio fabbisogno di granuli di diamante sintetico.

L'accordo alla base di questi investimenti era stato firmato a fine luglio 2025. Tokyo si era impegnata a investire, concedere prestiti o offrire garanzie pubbliche su prestiti per un totale di 550 miliardi di dollari in progetti americani entro il 2029, la fine del secondo mandato di Trump. In cambio, Washington aveva ridotto i dazi sulle esportazioni giapponesi dal 25% al 15%, evitando così un colpo devastante per l'industria automobilistica giapponese.

"L'entità di questi progetti è talmente grande che non sarebbe stata possibile senza una parola molto speciale: DAZI", ha scritto Trump su Truth Social. Il ministro Lutnick ha definito l'operazione "una vittoria massiccia dell'America First" in politica commerciale. Il ministro dell'Economia giapponese Ryosei Akazawa, che ha negoziato l'accordo da 550 miliardi con Lutnick, ha parlato di "promozione di benefici reciproci tra Giappone e Stati Uniti".

La premier giapponese Sanae Takaichi ha commentato su X che i tre investimenti "rafforzeranno l'alleanza nippo-americana, consentendo ai due paesi di costruire insieme catene di approvvigionamento solide in settori strategici per la sicurezza economica". Ha aggiunto che le iniziative rappresentano pienamente "la promozione di vantaggi reciproci, il rafforzamento della sicurezza economica e la stimolazione della crescita economica".

Le modalità di finanziamento restano però ancora da chiarire nei dettagli. Le autorità giapponesi hanno dichiarato che i progetti devono essere finanziati dalla banca statale Japan Bank for International Cooperation e da banche commerciali garantite da Nexi, l'agenzia pubblica per il credito all'esportazione. Nessuno dei due paesi ha specificato la ripartizione tra fondi prestati direttamente dalla banca statale e quelli provenienti da istituti privati con garanzie pubbliche. Secondo il Financial Times, una persona a conoscenza dei negoziati ha confermato che le trattative sono ancora in corso.

Le strutture dell'accordo assegnano a Trump il potere decisionale finale sui progetti da approvare. Una volta selezionati da un comitato nippo-americano, il Giappone ha 45 giorni per garantire i finanziamenti necessari. In caso di ritardo o rinuncia, Tokyo rischia dazi più alti o pagamenti compensativi. Fino al rimborso degli investimenti giapponesi, i guadagni saranno divisi equamente tra i due paesi; in seguito, il 90% dei profitti rimarrà negli Stati Uniti.

Il Financial Times ha riferito che il fondatore di SoftBank, Masayoshi Son, vicino al ministro Lutnick, è stato "centrale" nel favorire i progressi nei negoziati. Son punta a utilizzare l'accordo da 550 miliardi per finanziare il cosiddetto Project Crystal Land, un complesso dedicato all'intelligenza artificiale e alla robotica in Arizona che starebbe per lanciare ufficialmente, secondo fonti vicine alla questione citate dal Financial Times.

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