Gabbard ha rivelato per errore l'identità di un agente CIA sotto copertura in Russia
La direttrice dell'intelligence nazionale Tulsi Gabbard ha pubblicato il nome dell'agente mentre revocava l'accesso a informazioni classificate a 37 membri dei servizi segreti. L'episodio potrebbe configurare un reato federale.

La direttrice dell'intelligence nazionale degli Stati Uniti, Tulsi Gabbard, ha involontariamente rivelato l'identità di un agente della Central Intelligence Agency che aveva operato sotto copertura in Russia. L'errore è avvenuto durante la pubblicazione di una lista contenente i nomi di 37 membri attuali ed ex dell'intelligence ai quali è stato revocato l'accesso alle informazioni classificate, una misura che di fatto impedisce a un operativo dei servizi segreti di svolgere le proprie funzioni.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita fonti informate sulle conseguenze, Gabbard non era a conoscenza del fatto che uno dei nomi nella lista appartenesse ad un agente sotto copertura. Tre fonti hanno inoltre riferito al quotidiano americano che né Gabbard né i suoi collaboratori hanno consultato la CIA durante la compilazione dell'elenco.
L'episodio solleva questioni legali significative. La rivelazione dell'identità di un agente segreto o di un operativo dell'intelligence costituisce, infatti, un reato federale negli Stati Uniti, anche se resta da chiarire se questa disposizione si applichi anche alla divulgazione da parte di un'agenzia governativa o alla semplice inclusione del nome in una lista ufficiale.
La tempistica della vicenda rivela sicuramente ulteriori lacune nel coordinamento tra le agenzie. Due fonti hanno riferito al Wall Street Journal che la CIA ha ricevuto la lista solo la sera precedente alla pubblicazione, senza essere informata dell'intenzione di Gabbard di renderla pubblica attraverso un post sulla piattaforma X (precedentemente Twitter).
Il profilo dell'agente compromesso
L'operativo della CIA il cui status di copertura è stato compromesso vanta oltre vent'anni di esperienza nell'intelligence. Dal 2014 al 2017 ha ricoperto il ruolo di esperto per Russia ed Eurasia presso il National Intelligence Council. Nel corso del 2024, questa persona ha partecipato a una conferenza riservata dell'intelligence, dove è stata presentata come alto rappresentante del centro CIA per le operazioni in Europa ed Eurasia.
Larry Pfeiffer, ex direttore esecutivo della Cia con responsabilità su operazioni, personale e budget, ha commentato la vicenda sottolineando come un direttore dell'intelligence nazionale competente avrebbe dovuto consultare l'agenzia prima di identificare pubblicamente un operativo sotto copertura. "Questo può compromettere le procedure di copertura della CIA e le relazioni con i governi stranieri", ha dichiarato Pfeiffer al Wall Street Journal.
Il contesto politico della purga
La revoca degli accessi fa parte di un'operazione più ampia voluta dal presidente Donald Trump contro coloro che considera suoi avversari all'interno dell'apparato di sicurezza nazionale. I 37 funzionari colpiti dal provvedimento condividono caratteristiche specifiche: la maggior parte ha partecipato alle valutazioni sull'interferenza russa nelle elezioni presidenziali del 2016, vinte da Trump al suo primo mandato, oppure ha sottoscritto nel 2019 una lettera che chiedeva l'impeachment del presidente.
Secondo una fonte presente all'incontro, lo scorso luglio Gabbard ha presentato la lista dei 37 nomi a Trump durante una riunione nello Studio Ovale. Il presidente avrebbe dichiarato che tutti coloro ancora in servizio presso il governo federale dovevano essere licenziati. Un funzionario dell'ufficio del direttore dell'intelligence nazionale, testimone della conversazione, ha confermato al Wall Street Journal questi dettagli.
Nel comunicare la revoca degli accessi alle informazioni classificate, Gabbard ha specificato di agire su indicazione diretta di Trump. La misura si inserisce in una strategia più ampia dell'amministrazione contro quello che il presidente percepisce come uno "Stato profondo" ostile. Oltre ai membri dell'intelligence, Trump ha avviato azioni contro studi legali che hanno partecipato a procedimenti giudiziari contro di lui e contro funzionari di CIA e FBI coinvolti nelle indagini sull'interferenza russa.