Florida, il candidato di 31 anni che entusiasma la giovane destra radicale
James Fishback non ha fondi né chances reali, ma riempie le sale con un messaggio anti-israeliano e populista che intercetta la frustrazione economica e la radicalizzazione ideologica della Generazione Z repubblicana.
James Fishback ha solo 31 anni, gli occhiali, il carisma di un ex debater liceale e quasi nessuna possibilità di diventare il prossimo governatore della Florida. I sondaggi gli attribuiscono il 5-6% dei voti, la sua campagna ha raccolto appena 19.000 dollari — contro gli oltre 45 milioni del favorito Byron Donalds, sostenuto dal presidente Trump — e potrebbe non avere nemmeno i requisiti legali per candidarsi: la legge statale esige 7 anni di residenza, ma Fishback si è registrato come elettore a Washington nel 2020.
Eppure, come racconta il New York Times, la settimana scorsa, al Queens Harbour Yacht and Country Club di Jacksonville, tutti i quasi cento posti erano occupati e decine di persone seguivano il comizio in piedi, molte giovanissime. Laura Collins, presidente del circolo repubblicano organizzatore, si è detta sorpresa: nessun altro candidato aveva mai attirato tanta gente. Come ha riconosciuto Chris Rufo — operativo conservatore tutt’altro che vicino a Fishback — il candidato «ha dimostrato un metodo sofisticato per trasformare una campagna senza budget nella più discussa della politica della Florida».
Un programma tra nazionalismo e populismo economico
Le posizioni di Fishback sfuggono alle classificazioni tradizionali. Ritiene le leggi sulle armi troppo restrittive e quelle sull’aborto troppo permissive, ma chiede stipendi più alti per gli insegnanti. Ha proposto una sin tax del 50% sulle creatrici di contenuti di OnlyFans e sussidi da 10.000 dollari ai diplomati meritevoli. Nonostante sia figlio di un’immigrata colombiana, chiede una moratoria totale sull’immigrazione.
A unire i giovani presenti ai comizi di Fishback non è però solo l’ideologia. Jeremiah Kimmell, 22 anni, gestisce un’attività di disboscamento e vive con i genitori: «Non vediamo alcuna prospettiva di possedere una casa», ha raccontato al New York Times. Fuentes, ha spiegato, «mi ha dato una coscienza politica»; poi ha scoperto Fishback sui social e si è offerto volontario come coordinatore di contea. Leicee Guiou, 23 anni, assistente sociale ed elettrice democratica registrata, sta pensando al cambio di partito per votarlo alle primarie: lei e il fidanzato vivono con coinquilini perché l’affitto è troppo caro. Quasi tutti i presenti hanno detto di aver scoperto il candidato su Instagram o TikTok.
L’attacco alla lobby israeliana
Il cuore della sua campagna è comunque la critica frontale a Israele e alla lobby filo-israeliana. Fishback ricorda costantemente quanto gli Stati Uniti spendano per lo Stato ebraico mentre i bisogni interni restano ignorati. Ospite dello show di Tucker Carlson a gennaio, ha descritto il «piacere sadico» che i donatori filo-israeliani proverebbero nel costringere l’America a piegarsi a un Paese straniero. Carlson lo ha appoggiato pubblicamente.
Il pubblico di Fishback riflette una tendenza più ampia. Un sondaggio del Manhattan Institute pubblicato a dicembre ha rilevato che il 31% dei repubblicani sotto i 50 anni definisce le proprie opinioni razziste e il 25% antisemite, contro il 4% tra gli over 50. La stessa ricerca ha riscontrato che una maggioranza degli uomini repubblicani sotto i 50 ritiene che l’Olocausto non sia avvenuto o sia stato esagerato. La settimana scorsa, i College Republicans of America hanno nominato direttore politico Kai Schwemmer, vicino a Nick Fuentes — influente figura del nazionalismo bianco — e ammiratore dichiarato di Fishback.
L’anti-semitismo di Fishback è comunque piuttosto recente. Nel 2023, infatti, definiva il libro di Bari Weiss «How to Fight Anti-Semitism» il migliore dell’anno; nel 2024 criticava Biden per non essere abbastanza duro con l’Iran. Interrogato sulla svolta, ha parafrasato Hemingway: «Le mie opinioni sono cambiate gradualmente, e poi all’improvviso».
Le ombre del passato e i guai finanziari
Il suo passato, però, è tutt’altro che lineare: uno dei più grandi distretti scolastici della Florida ha preso le distanze dal suo programma di dibattito liceale, Incubate Debate, dopo che — secondo NBC News — Fishback avrebbe avviato una relazione inappropriata con una studentessa minorenne. Il candidato ha però negato tutto.
Fishback ha inoltre affrontato un contenzioso con l’ex datore di lavoro Greenlight Capital, che lo ha accusato di aver sottratto informazioni riservate; a settembre ha accettato di pagarne le spese legali. La sua società Azoria Capital ha lanciato un fondo nel 2024 con un evento a Mar-a-Lago, chiudendo pochi mesi dopo. A gennaio un giudice ha ordinato il sequestro dei suoi beni per saldare un debito di 229.000 dollari.
Fishback è stato comunque in grado di trasformare i suoi guai finanziari in argomento elettorale: «Non sono ricco, ho debiti universitari, la mia auto è stata pignorata mesi fa». Dopo il comizio di Jacksonville, la sua tappa in un ristorante Waffle House è stata presa d’assalto dai giovani sostenitori, al punto che la catena lo ha bandito dai propri locali. Come ha sintetizzato Ashton Rozar, ventenne al suo primo comizio: «La vecchia generazione repubblicana non lo sopporta perché le sue posizioni sono troppo estreme. Ma la Generazione Z lo adora proprio per questo».