Due americani su tre vogliono un limite ai mandati dei giudici della Corte Suprema

Un nuovo sondaggio rivela un ampio sostegno popolare per riforme strutturali alle istituzioni americane, dal potere di grazia presidenziale alla trasformazione di Porto Rico in Stato

Due americani su tre vogliono un limite ai mandati dei giudici della Corte Suprema
Photo by Jimmy Woo / Unsplash

Il 65% degli americani vuole limitare a 18 anni il mandato dei giudici della Corte Suprema, oggi nominati a vita. È il dato più significativo che emerge dal sondaggio Strength In Numbers/Verasight condotto tra il 18 e il 20 febbraio 2026 su 1.566 adulti, con un margine di errore di 2,5 punti percentuali.

Il sondaggio, pubblicato il 26 febbraio da G. Elliott Morris sulla newsletter Strength In Numbers, ha misurato il sostegno popolare per una serie di riforme strutturali alle istituzioni americane, cioè cambiamenti alle regole del gioco politico che da anni circolano in certi ambienti del Partito Democratico. L'obiettivo dichiarato di queste riforme è correggere quelli che i loro sostenitori considerano vantaggi strutturali a favore dei Repubblicani, come il peso sproporzionato degli Stati piccoli al Senato e nel Collegio Elettorale, e l'influenza di giudici nominati da presidenti che non avevano ottenuto la maggioranza del voto popolare.

Sui limiti di mandato per i giudici della Corte Suprema, il sostegno attraversa trasversalmente i partiti. La proposta ottiene il 78% tra i Democratici, il 61% tra gli indipendenti e il 56% tra i Repubblicani, che pure esprimono sei dei nove giudici attuali. Si tratta di uno di quei rari casi in cui una maggioranza di tutti e tre i gruppi converge sulla stessa posizione. Altri sondaggi avevano già registrato livelli di consenso ancora più alti: il 75% in una rilevazione PRRI dell'agosto-settembre 2025 e il 78% in un sondaggio Fox News del luglio 2024, entrambi però formulati in termini più generici, senza specificare la durata del mandato.

La sfiducia nella Corte Suprema ha radici molteplici. I Democratici restano indignati per la sentenza Dobbs, con cui la maggioranza conservatrice 6 a 3 ha abolito il diritto federale all'aborto. Sul fronte etico, il giudice Clarence Thomas ha accettato viaggi e regali di lusso non dichiarati dal miliardario Harlan Crow, mentre il giudice Samuel Alito non ha comunicato una vacanza di pesca pagata dal gestore di fondi speculativi Paul Singer, che aveva cause pendenti davanti alla Corte. A complicare ulteriormente il quadro è arrivato il presidente Trump che, dopo una sentenza della Corte contro i suoi dazi, ha definito i giudici Gorsuch e Barrett "un imbarazzo per le loro famiglie", attaccando pubblicamente due giudici da lui stesso nominati.

Il sondaggio ha misurato anche il sostegno ad altre quattro riforme. Il 56% degli intervistati appoggia l'introduzione di limiti al potere di grazia presidenziale per i reati federali, con una maggioranza favorevole anche tra i Repubblicani. Il 51% sostiene l'ammissione di Porto Rico come 51esimo Stato, con la netta opposizione solo dei Repubblicani, mentre indipendenti e Democratici tirano la media verso l'alto. L'ampliamento della Corte Suprema da 9 a 13 giudici raccoglie invece solo il 39% dei consensi, con un 29% di indecisi che secondo il sondaggio segnala un appoggio fragile. La proposta di rendere Washington D.C. uno Stato è l'unica in cui i contrari superano i favorevoli: 36% contro 32%.

Il divario di 19 punti tra Porto Rico e il Distretto di Columbia, secondo l'analisi di Morris, si spiega con le conseguenze elettorali percepite. Washington D.C. ha votato al 90% per Kamala Harris nel 2024 e la sua ammissione come Stato garantirebbe quasi certamente due senatori Democratici. Porto Rico, invece, ha un sistema politico genuinamente competitivo, con una governatrice affiliata ai Repubblicani, Jenniffer González-Colón, e i suoi elettori si sono espressi più volte a favore della statualità in referendum, da ultimo nel 2020 e nel 2024.

Il contesto generale in cui si inserisce questo sondaggio è quello di un paese profondamente insoddisfatto. Il 52% degli americani ritiene che le cose stiano andando male e che siano necessari cambiamenti radicali. Solo il 10% giudica positiva la situazione attuale. A gennaio, il 77% degli adulti aveva dichiarato esplicitamente che il sistema politico aveva bisogno di trasformazioni profonde.

Per Morris, i dati suggeriscono che i limiti di mandato per i giudici della Corte Suprema e i vincoli al potere di grazia presidenziale sono due delle misure più popolari in circolazione, più apprezzate di quasi qualsiasi proposta oggi sul tavolo dei due partiti. Entrambe potrebbero, secondo l'analisi, intercettare quella fascia di elettori anti-sistema che nel 2024 hanno votato Trump non per adesione alle sue idee, ma per frustrazione verso le istituzioni.

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