Dietro le linee nemiche in Iran, così gli Usa hanno salvato il secondo uomo dell’F-15E abbattuto

Dopo l’abbattimento dell’F-15E, gli Stati Uniti hanno lanciato una complessa e rischiosa missione di combat search and rescue in territorio ostile tra voli a bassa quota, fuoco da terra e mezzi distrutti prima del ritiro.

Dietro le linee nemiche in Iran, così gli Usa hanno salvato il secondo uomo dell’F-15E abbattuto
Immagine creata dall'intelligenza artificiale

Il secondo membro dell’equipaggio del caccia americano F-15E abbattuto in Iran venerdì è stato recuperato questa mattina, al termine di una delle più complesse operazioni di ricerca e salvataggio condotte dagli Stati Uniti in territorio ostile negli ultimi decenni. Secondo la ricostruzione iniziale diffusa dalle autorità americane, l’aviatore, ferito ma fuori pericolo, è rimasto nascosto dietro le linee nemiche per oltre 24 ore, mentre le forze iraniane cercavano di localizzarlo.

Tutto è cominciato venerdì, quando l’F-15E è stato colpito in volo sopra il sud ovest dell’Iran ed è precipitato. I due membri dell’equipaggio sono riusciti a lanciarsi prima dello schianto. Il primo è stato salvato nello stesso giorno. Per il secondo, invece, si è aperta una missione di soccorso molto più lunga, delicata e rischiosa. Nelle stesse ore è stato colpito anche un A-10 americano, ma il pilota è riuscito a mettersi in salvo lanciandosi fuori dallo spazio aereo iraniano.

L’abbattimento del caccia ha avuto subito un peso politico e militare, perché è arrivato poche ore dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti aveva definito false le notizie diffuse dai media iraniani su un jet americano colpito vicino allo Stretto di Hormuz. Poco dopo, però, è arrivata la conferma del primo abbattimento di un velivolo americano con equipaggio dall’inizio della campagna.

Jet Usa abbattuto in Iran — analisi aggiornata

Analisi

Recuperato il secondo aviatore Usa abbattuto in Iran

E' stata una operazione di soccorso complessa dietro le linee nemiche con forze speciali, elicotteri e aerei da trasporto. Almeno un velivolo Usa distrutto dagli stessi americani.

Entrambi salvi Il secondo membro dell'equipaggio è stato recuperato domenica, ferito ma fuori pericolo. Trump: "We got him!"
F-15E
Il modello del caccia abbattuto sul sud ovest dell'Iran
Primo caso
Primo caccia statunitense abbattuto dal fuoco nemico dall'inizio della guerra
2 su 2
Entrambi i membri dell'equipaggio sono stati salvati
A-10
Secondo velivolo colpito, il pilota si è lanciato fuori dallo spazio aereo iraniano
L'abbattimento Venerdì, sul sud ovest dell'Iran. Il Centcom aveva inizialmente smentito le notizie iraniane
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L'F-15E è stato colpito in volo ed è precipitato. I due membri dell'equipaggio si sono lanciati in volo. La notizia è arrivata poche ore dopo che il Comando Centrale statunitense aveva definito false le notizie diffuse dai media iraniani su un jet americano colpito vicino allo Stretto di Hormuz.

Perché pesa sul conflitto La difesa aerea iraniana non è stata del tutto neutralizzata come descritto dalla Casa Bianca
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L'abbattimento dimostra che l'Iran conserva ancora la capacità di colpire anche velivoli sofisticati. La superiorità aerea americana, pur ampia, non ha eliminato del tutto il rischio operativo nei cieli del Paese.

1° recuperato
Venerdì, il giorno stesso dell'abbattimento
2° recuperato
Domenica, dopo una missione complessa durata 2 giorni
La missione dietro le linee nemiche Una delle più complesse operazioni militari americane in territorio ostile degli ultimi decenni
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Il secondo aviatore era rimasto nascosto in una zona montuosa del sud ovest iraniano mentre le forze di Teheran lo cercavano. L'operazione ha impiegato un dispositivo ampio con numerosi velivoli e forze speciali. Il militare è stato raggiunto, messo in sicurezza e trasferito fino a un aereo da trasporto fatto arrivare appositamente in Iran.

I mezzi impiegati C-130, elicotteri HH-60, forze speciali e rifornimento in volo
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  • HC-130J Combat King II per rifornimento e trasporto.
  • Almeno due elicotteri HH-60, impiegati a bassa quota su area collinare e montuosa.
  • Reparti scelti a bordo degli elicotteri per mettere in sicurezza la zona.
  • Rifornimento in volo degli elicotteri da parte del C-130, come documentato dal Wall Street Journal.
La corsa contro il tempo La tv di Stato iraniana aveva offerto una ricompensa per la cattura dell'aviatore
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La televisione iraniana aveva invitato i civili nell'area a cercare i membri dell'equipaggio, promettendo una ricompensa a chi li avesse trovati vivi e consegnati alle forze di sicurezza. In diversi video circolati sui social media iraniani si vedono uomini armati sparare verso il cielo contro gli elicotteri americani.

1 F-15E
Caccia abbattuto dalla difesa aerea iraniana
1+ velivolo
Distrutto dagli stessi americani dopo un problema operativo
2 Black Hawk
Colpiti dal fuoco nemico durante la missione, rientrati alla base
1 A-10
Colpito nelle stesse ore, pilota eiettato in sicurezza
Velivoli distrutti dagli Usa Almeno un mezzo fatto saltare per impedirne la cattura da parte iraniana
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Prima di lasciare l'area di estrazione, le forze americane hanno distrutto almeno un proprio velivolo per evitare che cadesse in mano iraniana. Le ricostruzioni più solide parlano di un aereo della famiglia MC-130 o HC-130. Circolano anche ipotesi non confermate su un elicottero MH-6 Little Bird distrutto.

Versioni contrastanti Gli Stati Uniti parlano di bassa resistenza iraniana, Teheran rivendica danni più pesanti
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Il bilancio esatto degli scontri durante la missione resta non del tutto chiaro. Fonti americane parlano di bassa resistenza e almeno due Black Hawk colpiti ma rientrati. Teheran sostiene di aver inflitto danni più gravi ai mezzi statunitensi. Il numero e il tipo esatto dei velivoli distrutti non sono confermati ufficialmente.

5 settimane
Durata della campagna militare al momento dell'abbattimento del caccia F-15E
1.500 mld $
Budget per la difesa che la Casa Bianca intende chiedere al Congresso di stanziare per il 2027
Venerdì
F-15E abbattuto sul sud ovest dell'Iran. Il Centcom prima smentisce, poi conferma.
Venerdì
Primo membro dell'equipaggio salvato lo stesso giorno. Colpito anche un A-10.
Ven–Dom
Il secondo aviatore resta nascosto in una zona montuosa dietro le linee nemiche.
Domenica
Completata l'estrazione del secondo aviatore. Trump: "We got him!"
Il militare, un colonnello secondo Trump, è ferito ma fuori pericolo.
Il nodo strategico L'episodio rafforza l'idea che l'Iran resti una minaccia concreta
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L'abbattimento mostra che la superiorità aerea americana, pur ampia, non ha eliminato del tutto il rischio operativo nei cieli dell'Iran. Il caso complica la posizione diplomatica di Washington e alimenta il dibattito sulla spesa militare: l'Amministrazione Trump intende accompagnare l'aumento del budget per il Pentagono con 73 miliardi di dollari di tagli ad agenzie civili.

Per recuperare il secondo aviatore gli Stati Uniti hanno messo in campo una complessa missione di combat search and rescue, cioè un’operazione di soccorso in area di combattimento, condotta in profondità nel territorio iraniano e quindi ad altissimo rischio. Sono entrati in azione aerei C-130 impiegati per il rifornimento e il trasporto ed elicotteri H-60, costretti a volare a bassa quota e a velocità ridotta sopra un’area collinare e montuosa. È il profilo tipico di queste operazioni: ridurre l’esposizione ai radar, ma al prezzo di una maggiore vulnerabilità al fuoco da terra e alla contraerea.

Nella fase più delicata della missione, sugli elicotteri erano presenti reparti scelti incaricati di mettere in sicurezza la zona e recuperare il disperso. In operazioni di questo tipo i mitraglieri di bordo sorvegliano il terreno e rispondono a eventuali minacce mentre il velivolo si avvicina al punto in cui si ritiene si trovi il pilota abbattuto. Video verificati dal Wall Street Journal mostrano infatti un HC-130J Combat King II e due elicotteri HH-60 impegnati nelle ricerche, oltre a una fase di rifornimento in volo dei due elicotteri da parte del C-130.

Le immagini e i racconti emersi dai social media iraniani descrivono un contesto fortemente ostile. In diversi video si vedono persone a terra filmare il passaggio dei velivoli americani. In altri si notano uomini armati sparare verso il cielo nel tentativo di colpire gli elicotteri. La televisione di Stato iraniana aveva anche annunciato una ricompensa per chi avesse trovato il membro dell’equipaggio disperso, segno che la corsa per raggiungerlo si stava giocando contemporaneamente in aria e a terra.

Secondo le informazioni emerse finora, il secondo aviatore si era nascosto in una zona montuosa dell’Iran, mentre gli Stati Uniti mettevano in campo un ampio dispositivo di recupero con numerosi velivoli e forze speciali. Stando alla ricostruzione di fonti americane, il militare è stato poi trasferito, sotto il rischio di fuoco nemico, dalla zona montuosa in cui si era nascosto fino a un aereo da trasporto fatto appositamente atterrare in Iran, in una fase che dà la misura della complessità dell’estrazione.

A questo quadro si aggiunge un altro elemento emerso nelle ore successive. Secondo immagini diffuse online e rilanciate da account specializzati in OSINT, prima di lasciare l’area usata per l’estrazione le forze americane avrebbero distrutto almeno un proprio velivolo per impedirne la cattura, probabilmente dopo un problema operativo. Alcune fonti suggeriscono che potrebbe essersi trattato di un velivolo della famiglia MC-130 o HC-130 Hercules impiegato proprio nella missione di recupero.

Negli screenshot circolati online compare anche l’ipotesi che tra i mezzi distrutti ci possa essere almeno anche un elicottero MH-6 Little Bird, ma il dettaglio non risulta al momento confermato ufficialmente. Gli stessi account OSINT parlano poi dell'esistenza di una “forward base” delle forze speciali americane nel cuore dell’Iran, cioè di una base o posizione avanzata usata per l’operazione di salvataggio, un’informazione che però al momento non è verificabile in modo indipendente.

Molti altri dettagli restano comunque incerti, a cominciare dal numero esatto e dalla tipologia dei mezzi distrutti. Anche il bilancio degli scontri non è del tutto chiaro. Fonti americane parlano di forte resistenza iraniana e riferiscono che durante il salvataggio del primo membro dell'equipaggio almeno due elicotteri Black Hawk sarebbero stati colpiti dal fuoco nemico, pur riuscendo a rientrare. Teheran sostiene invece di aver inflitto danni più pesanti ai mezzi statunitensi.

L’abbattimento dell’F-15E e i successivi due salvataggi mostrano comunque che, nonostante i duri colpi subiti dall’inizio della guerra, l’Iran conserva ancora una capacità, per quanto ridotta, di minacciare e abbattere velivoli sofisticati. L’intera vicenda suggerisce quindi che la superiorità aerea americana, pur netta, non abbia eliminato del tutto il rischio operativo per le forze impegnate nell’area. Un fattore di cui Washington dovrà tenere conto, soprattutto se il conflitto dovesse davvero avviarsi verso un’ulteriore escalation e, in prospettiva, verso un possibile intervento di terra.

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