Consiglio per la Pace, il piano di Trump per superare l'ONU: un miliardo per un seggio permanente, Putin tra gli invitati
Il portavoce del Cremlino conferma l'invito trasmesso attraverso canali diplomatici. L'organizzazione, nata per Gaza, nei piani di Trump avrebbe poteri estesi su tutte le aree di conflitto. Richiesto un miliardo di dollari per un seggio permanente, con Trump al controllo dei fondi.
Il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto un invito a partecipare al "Consiglio per la Pace" creato dagli Stati Uniti. La conferma è arrivata oggi da Dmitry Peskov, portavoce del presidente russo, che ha spiegato come l'invito sia stato trasmesso attraverso i canali diplomatici ufficiali tra i due Paesi. Mosca sta ora esaminando tutti i dettagli della proposta e conta di contattare la parte americana per chiarire ogni aspetto dell'iniziativa.
Il presidente Donald Trump ha deciso di istituire questo Consiglio di Pace sotto la sua guida personale, che inizialmente era stato pensato solo per governare la Striscia di Gaza dopo la guerra tra Israele e il gruppo terrorista palestinese di Hamas. Tuttavia, lo statuto dell'organizzazione, di cui una copia è stata ottenuta da Bloomberg, delinea di per se già poteri ben più ampi di quelli previsti per la sola gestione di Gaza. Il documento descrive, infatti, il Consiglio come un'organizzazione internazionale progettata per promuovere la stabilità, ripristinare una governance sana e legittima e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti.
Secondo fonti del Financial Times, l'Amministrazione Trump ora considera il Consiglio addirittura come un potenziale sostituto delle Nazioni Unite. L'intenzione sarebbe quella di utilizzarlo per monitorare il rispetto di altri accordi come quello che potrebbe porre fine alla guerra in Ucraina, ampliando quindi significativamente il raggio d'azione dell'organizzazione rispetto al mandato iniziale per Gaza.
L'elenco degli invitati al "Consiglio per la Pace" è ampio e include leader di diverse aree geografiche. Oltre a Vladimir Putin, il presidente Donald Trump ha invitato anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il dittatore egiziano Abdel Fattah el-Sisi, il presidente argentino Javier Milei, il dittatore kazako Kassym-Jomart Tokayev e il primo ministro canadese Mark Carney. Tra gli invitati ci sono pure i leader di diversi Paesi europei.
La struttura finanziaria del Consiglio prevede anche un sistema di contributi significativi. Secondo fonti di Bloomberg, la Casa Bianca ha infatti richiesto un contributo di un miliardo di dollari per ottenere un seggio permanente nel "Consiglio per la Pace". I Paesi che rifiutano di pagare questa somma vedranno la loro iscrizione limitata a un massimo di tre anni dalla data di entrata in vigore dello statuto. Un portavoce della Casa Bianca ha precisato che i fondi raccolti saranno controllati direttamente da Trump ed utilizzati per adempiere al mandato dell'organizzazione.
Il funzionamento del "Consiglio per la Pace" è strutturato in modo da garantire a Trump un ruolo centrale anche dopo la fine del suo mandato presidenziale. L'organizzazione sarà, infatti, tenuta a riunirsi per votare su diverse decisioni almeno una volta all'anno, secondo un ordine del giorno approvato dal presidente. Trump avrà inoltre il diritto di nominare un suo successore e di espellere Paesi membri dell'organizzazione. Quest'ultimo potere non è assoluto: una decisione di espulsione può infatti essere bloccata da una maggioranza di due terzi dei membri del Consiglio.