Consiglio della pace, Trump promette 10 miliardi per Gaza

Il presidente riunisce per la prima volta il suo nuovo organismo internazionale: 47 paesi presenti, ma i grandi alleati restano ai margini. Hamas rafforza il controllo sul territorio

Consiglio della pace, Trump promette 10 miliardi per Gaza
White House

Il presidente Donald Trump ha nominato il genero Jared Kushner inviato speciale per la pace, annunciandolo durante la prima riunione del suo "Consiglio della pace" (Board of Peace), tenutasi il 19 febbraio a Washington presso l'U.S. Institute of Peace, un istituto che da poco porta il suo nome sulla facciata. All'evento hanno partecipato più di una dozzina di leader mondiali e rappresentanti di 47 paesi, con l'Unione europea nel ruolo di osservatore.

Kushner affiancherà Steve Witkoff, già inviato speciale della Casa Bianca, e si concentrerà sulla mediazione di nuovi accordi diplomatici. Trump ha ricordato il ruolo centrale che il genero ha avuto nella prima amministrazione, in particolare nella conclusione degli Accordi di Abramo, che hanno normalizzato le relazioni tra Israele e alcuni paesi arabi. Parlando al Board of Peace, Kushner ha descritto l'approccio del nuovo organismo come ispirato al settore privato, con l'obiettivo di portare attorno a un tavolo paesi in conflitto da decenni.

Sul piano finanziario, Trump ha annunciato che i paesi membri del Consiglio, in particolare quelli del Golfo, hanno promesso oltre 7 miliardi di dollari per la ricostruzione di Gaza. A questi si aggiunge un impegno americano di 10 miliardi di dollari, che il presidente ha definito una cifra "piccola" rispetto al costo di una guerra senza fine. Resta però poco chiaro da dove proverranno questi fondi: la Casa Bianca non ha precisato se il Congresso abbia già approvato nuovi stanziamenti.

Sul fronte militare, il generale americano Jasper Jeffers ha annunciato che l'Indonesia assumerà il ruolo di comandante aggiunto della forza di stabilizzazione internazionale prevista per Gaza, potenzialmente composta da 20.000 soldati, di cui 8.000 indonesiani. Oltre all'Indonesia, si sono impegnati a fornire truppe anche Marocco, Kazakhstan, Kosovo e Albania. Egitto e Giordania si sono invece offerti di addestrare i nuovi corpi di polizia palestinese.

Il Consiglio della pace nasce con l'obiettivo esplicito di ricostruire e stabilizzare Gaza, ma Trump ne ha già ampliato la missione: garantire una pace duratura nelle regioni colpite da conflitti nel mondo intero. Una ambizione che lo mette direttamente in concorrenza con le Nazioni Unite. Il presidente ha dichiarato che l'ONU "ha un grande potenziale" che non ha "mai realizzato", aggiungendo che il Consiglio della pace la "sorveglierà" per assicurarsi che funzioni correttamente. L'adesione come membro permanente ha un costo di un miliardo di dollari.

La composizione del Consiglio riflette le fratture della politica internazionale. Hanno aderito soprattutto paesi ideologicamente vicini a Trump o interessati al futuro di Gaza. I grandi alleati tradizionali degli Stati Uniti e i principali rivali sono rimasti per lo più alla finestra: Italia e Germania hanno partecipato come osservatori, la Francia ha scelto di non esserci, la Cina non ha manifestato alcuna intenzione di aderire. Sulla partecipazione europea è scoppiata anche una polemica interna: il ministro degli esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato su X che la Commissione europea "non avrebbe mai dovuto partecipare" alla riunione inaugurale, sostenendo che non ne aveva ricevuto il mandato dal Consiglio dei ministri dell'UE.

Sullo sfondo, la situazione a Gaza rimane critica e minaccia di svuotare il piano di pace di contenuto reale. Secondo un documento dell'esercito israeliano presentato al primo ministro Benjamin Netanyahu a fine gennaio e ottenuto da Reuters, Hamas sta consolidando il proprio controllo sul territorio piazzando propri uomini in ruoli chiave dell'amministrazione, riscuotendo tasse e pagando stipendi. Il gruppo ha nominato cinque governatori distrettuali, tutti legati alle sue brigate armate, e ha sostituito alti funzionari nei ministeri dell'economia e degli interni. Almeno 14 dei 17 ministeri di Gaza sono ora operativi, contro i cinque attivi nel periodo più intenso dei combattimenti.

Hamas ha dichiarato di essere pronto a cedere l'amministrazione della Striscia a un comitato di tecnocrati guidato da Ali Shaath, presente anche alla riunione di Washington. Ma sostiene che Israele non abbia ancora consentito ai membri del comitato di entrare a Gaza. Una fonte vicina al comitato ha riferito a Reuters che l'organismo è consapevole delle mosse di Hamas e non ne è soddisfatto. Secondo l'analista politica palestinese Reham Owda, intervistata da Reuters, "ogni momento di ritardo nell'ingresso del comitato tecnocratico a Gaza porta all'imposizione di una realtà di fatto", rafforzando il controllo di Hamas sul territorio.

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