Come Trump vuole regolare l'intelligenza artificiale

Il documento propone un unico standard federale al posto delle leggi dei singoli Stati, con norme su protezione dei minori, costi energetici, proprietà intellettuale e libertà di espressione

Come Trump vuole regolare l'intelligenza artificiale
Official White House Photo by Daniel Torok

La Casa Bianca ha pubblicato venerdì il primo quadro legislativo nazionale sull'intelligenza artificiale, un documento che chiede al Congresso di approvare una legge federale unica per sostituire il mosaico di regole adottate dai singoli Stati americani. Il piano, anticipato da un ordine esecutivo firmato dal presidente Trump lo scorso dicembre, punta a mantenere il primato degli Stati Uniti nella corsa globale all'IA con un approccio regolatorio leggero, che favorisca l'innovazione senza rinunciare alla tutela dei cittadini.

Il documento ruota attorno a sei aree principali: protezione dei minori, costi energetici, proprietà intellettuale, libertà di espressione, sicurezza nazionale e formazione della forza lavoro. Michael Kratsios, direttore dell'Ufficio per la politica scientifica e tecnologica della Casa Bianca, ha dichiarato a Fox News Digital che l'obiettivo è far approvare la legge "quest'anno, il più velocemente possibile", confidando in un sostegno bipartisan.

Il principio cardine del piano è la cosiddetta "preemption" federale: impedire che i singoli Stati possano legiferare sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale, considerato dalla Casa Bianca un fenomeno intrinsecamente interstatale con implicazioni di politica estera e sicurezza nazionale. "Abbiamo bisogno di una politica nazionale unica, non di un mosaico di 50 leggi statali diverse", ha detto Kratsios. David Sacks, consigliere della Casa Bianca per l'IA e le criptovalute, ha spiegato che il piano risponde alla "crescente frammentazione di 50 regimi regolatori statali diversi che minacciano di soffocare l'innovazione".

Il quadro legislativo prevede comunque eccezioni significative. Gli Stati manterrebbero la facoltà di applicare le leggi generali contro sviluppatori e utenti di IA, comprese quelle a tutela dei minori, contro le frodi e a protezione dei consumatori. Resterebbero inoltre in vigore le norme locali sulla collocazione delle infrastrutture per l'IA, come i data center.

Sul fronte della protezione dei minori, la Casa Bianca chiede al Congresso di imporre alle piattaforme di IA requisiti di verifica dell'età rispettosi della privacy, come l'attestazione dei genitori, e di implementare strumenti che riducano il rischio di sfruttamento sessuale e autolesionismo per i minorenni. Kratsios ha richiamato l'impegno della first lady Melania Trump per l'approvazione del Take it Down Act, la legge bipartisan che punisce la diffusione di immagini intime non consensuali.

Il piano affronta anche il tema dei costi energetici legati ai data center, una questione sempre più sentita a livello locale. La Casa Bianca chiede di trasformare in legge il Ratepayer Protection Pledge, un impegno volontario firmato da aziende come Amazon, Google e OpenAI che obbliga i colossi tecnologici a costruire o acquistare nuove fonti di energia e a coprire i costi delle infrastrutture elettriche necessarie ai data center, senza scaricare le spese sulle bollette dei cittadini.

Sulla proprietà intellettuale, il documento adotta una posizione prudente. La Casa Bianca ritiene che l'addestramento dei modelli di IA su materiale protetto da diritto d'autore non violi le leggi sul copyright, ma riconosce l'esistenza di argomenti contrari e chiede al Congresso di lasciare ai tribunali la risoluzione della questione. Sul tema delle repliche digitali, il piano propone una legge federale che protegga le persone dall'uso non autorizzato della loro voce e immagine generate dall'IA, con eccezioni per parodia, satira e informazione giornalistica.

Le reazioni sono state polarizzate. I leader repubblicani alla Camera hanno subito appoggiato il piano, dichiarandosi pronti a lavorare anche con i democratici. Il senatore di maggioranza John Thune ha detto a Politico che un possibile disegno di legge potrebbe essere combinato con il Kids Online Safety Act (noto come KOSA), una proposta sulla sicurezza dei minori online che potrebbe attrarre voti democratici. Il senatore Ted Cruz, presidente della commissione Commercio, ha detto di sperare di presentare un testo entro fine aprile.

Ma anche tra i repubblicani non mancano le perplessità. Oltre 50 esponenti del partito hanno scritto a Trump all'inizio di marzo lamentando che i tentativi di bloccare le leggi statali sull'IA sembrano voler "impedire l'approvazione di misure che chiedano conto all'industria tecnologica". Thune stesso ha ammesso la difficoltà di trovare un equilibrio: "Dobbiamo capire come fare senza calpestare i diritti degli Stati".

Sul fronte democratico, il deputato Josh Gottheimer del New Jersey ha bocciato il piano, accusandolo di non prevedere una "responsabilità forte per le aziende di IA" e di lasciare il settore in una sorta di "Far West". Il governatore della California Gavin Newsom, attraverso una portavoce, ha criticato Trump per il tentativo di "smantellare le leggi californiane che proteggono i residenti e i consumatori".

Critiche sono arrivate anche dal mondo delle organizzazioni per la sicurezza dell'IA. Brendan Steinhauser, amministratore delegato di The Alliance for Secure AI, ha detto che il piano non prevede "alcun meccanismo di responsabilità" per i danni causati dalla tecnologia. Brad Carson, a capo del gruppo Public First Action sostenuto da Anthropic, ha scritto su X che il piano ricorda l'assenza di regole che ha caratterizzato l'industria dei social media. Chi invece sostiene un approccio meno regolatorio ha accolto il documento con favore: Collin McCune, responsabile degli affari governativi della società di venture capital Andreessen Horowitz, lo ha definito "un grande passo avanti" su X.

Diversi Stati hanno già adottato proprie leggi sull'IA. Il Texas ha introdotto quest'anno una norma che obbliga le agenzie governative e i fornitori sanitari a comunicare quando usano l'IA per interagire con i cittadini e vieta lo sviluppo di sistemi che incoraggino il suicidio o l'autolesionismo. Il Colorado ha approvato nel 2024 una legge contro le discriminazioni dell'IA nelle decisioni su assunzioni e cure mediche, anche se non è ancora entrata in vigore. Secondo Saurabh Vishnubhakat, professore alla Cardozo School of Law della Yeshiva University, la legge texana potrebbe essere parzialmente invalidata da una norma federale basata sul piano di Trump, nonostante il Texas sia governato da un repubblicano.

L'approvazione di una legge federale sull'IA resta comunque incerta, soprattutto in un anno di elezioni di metà mandato. Molti osservatori del settore dubitano che il Congresso riesca a legiferare prima del voto di novembre. I due precedenti tentativi di inserire clausole di supremazia federale sull'IA in altri provvedimenti legislativi sono già falliti: uno fu bocciato al Senato durante l'iter del One Big Beautiful Bill Act, l'altro fu bloccato nell'ambito della legge sulla difesa nazionale.

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