Come gli Stati Uniti usano lo sport per portare avanti le idee di Trump
Un'esclusiva Politico rivela il "Sports Diplomacy Playbook": visti negati agli hooligans, depositi da 15.000 dollari e pressioni per escludere gli atleti transgender
Un documento interno del Dipartimento di Stato americano, ottenuto in esclusiva da Politico, rivela come l'amministrazione Trump intenda utilizzare eventi sportivi internazionali per avanzare obiettivi di politica estera e sociale. Il "Sports Diplomacy Playbook", un manuale di nove pagine distribuito ai dipendenti del Dipartimento a dicembre, delinea strategie per il cosiddetto "Decennio dello Sport" che include il Mondiale 2026, le Olimpiadi 2028 e 2034, e altri eventi sul suolo americano.
Il documento rappresenta un tentativo del Dipartimento di Stato di recuperare rilevanza in un'amministrazione dove il presidente Trump ha escluso la maggior parte dei diplomatici dalle decisioni sulle grandi crisi globali, affidandosi invece al segretario di Stato Marco Rubio e a un ristretto gruppo dirigente. Il ruolo di co-ospitante del Mondiale offre al Dipartimento un'opportunità per dimostrare la propria utilità, secondo le interviste condotte da Politico con funzionari del Dipartimento.
La sfida principale consiste nel conciliare le politiche restrittive sull'immigrazione con l'esigenza di garantire il successo di eventi che richiedono la presenza di atleti, staff e tifosi stranieri. Trump ha imposto ordini esecutivi che bloccano i viaggi di cittadini da oltre 36 paesi, inclusi quattro qualificati al Mondiale. Iran e Haiti sono soggetti a un divieto del giugno 2025 con poche eccezioni, mentre Senegal e Costa d'Avorio rientrano in un ordine più recente e meno rigido. Entrambi i divieti prevedono esenzioni per giocatori e staff delle squadre, sebbene non assolute: un allenatore sospettato di legami con gruppi considerati criminali o terroristici può comunque vedersi negare il visto.
L'amministrazione ha introdotto depositi cauzionali per i visti fino a 15.000 dollari per cittadini di alcuni paesi, tra cui i competitori del Mondiale Algeria e Capo Verde. I criteri di valutazione sono stati ampliati: i funzionari consolari possono negare le domande a chi ha pubblicato sui social media commenti considerati antisemiti, a sostegno del terrorismo o ostili ai cittadini, alla cultura, al governo, alle istituzioni o ai principi fondanti degli Stati Uniti.
Il Dipartimento di Stato sta implementando un sistema di elaborazione dei visti specifico per il Mondiale, chiamato FIFA Pass, che dovrebbe essere operativo entro fine gennaio. Il sistema darà priorità ai possessori di biglietti per i colloqui consolari. Parallelamente, il Dipartimento sta richiedendo ad altri governi di condividere liste di hooligans calcistici per negare loro i visti. L'Argentina ha già confermato la condivisione di tali informazioni prima dei principali eventi calcistici, e il ministro della Difesa colombiano Pedro Sanchez ha dichiarato a Politico che Bogotà condividerà qualsiasi informazione necessaria per proteggere i cittadini americani, purché sia rispettato il diritto internazionale.
Il playbook definisce obiettivi che vanno oltre la gestione dei flussi migratori. Il documento indica come priorità l'uso degli eventi sportivi per affermare la leadership americana negli organi sportivi globali "per impedire agli avversari, come Cina e Russia, di guidare organizzazioni internazionali e sfruttare eventi sportivi internazionali per la propaganda". A settembre, secondo notizie straniere, l'amministrazione si stava preparando a usare l'apparato diplomatico per contrastare gli sforzi europei di rimuovere Israele dalla competizione internazionale. Un funzionario del Dipartimento di Stato ha dichiarato a Sky News l'intenzione di bloccare qualsiasi tentativo di bandire la squadra israeliana dal Mondiale.
Il documento riflette anche le priorità di politica sociale dell'amministrazione Trump. Il Dipartimento di Stato ha già reso più difficile per gli atleti transgender ottenere i visti. Il playbook raccomanda di fare pressione sul Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti affinché rispetti gli ordini esecutivi di Trump "per proteggere le opportunità per donne e ragazze di competere in ambienti sportivi sicuri ed equi". Il Dipartimento afferma che utilizzerà "programmi di scambio basati sullo sport" per perseguire questi obiettivi a livello globale.
Il playbook incoraggia i diplomatici a sfruttare gli eventi sportivi per incentivare investimenti aziendali e coinvolgere cittadini stranieri attraverso iniziative come feste per guardare le partite. I diplomatici sono inoltre esortati a utilizzare eventi puramente nazionali, come il Super Bowl, per promuovere il marchio americano. Un cablogramma di metà novembre inviato da Rubio alle ambasciate mondiali menziona l'Ultimate Fighting Championship come potenziale modello per mostrare l'America e la sua cultura.
Le ambasciate e i consolati americani stanno aumentando il personale per elaborare i visti, uno sforzo che continuerà oltre il Mondiale fino alle Olimpiadi 2028 di Los Angeles. I funzionari del Dipartamento hanno ricevuto comunicazioni chiare attraverso cablogrammi ed email: garantire il successo del Mondiale è una priorità nazionale.