Clinton testimonia su Epstein: "Non ho fatto nulla di sbagliato"
L'ex presidente americano ha deposto per sei ore davanti alla commissione di supervisione della Camera. Polemiche sul ruolo di Trump nell'indagine
Bill Clinton è diventato il primo ex presidente americano costretto a testimoniare davanti al Congresso, deponendo per più di sei ore venerdì davanti alla commissione di supervisione della Camera dei rappresentanti sulla vicenda Jeffrey Epstein. Nella sua dichiarazione d'apertura, resa pubblica sui social media, ha negato qualsiasi coinvolgimento nei crimini del finanziere condannato per traffico sessuale: "Non sapevo nulla dei crimini che Epstein stava commettendo. So cosa ho visto e, soprattutto, cosa non ho visto. So cosa ho fatto e, soprattutto, cosa non ho fatto. Non ho visto nulla e non ho fatto nulla di sbagliato."
La deposizione si è svolta a porte chiuse nella città di Chappaqua, nello stato di New York, dove i Clinton vivono dal 2001. Il giorno prima era stata la volta di Hillary Clinton, ex segretaria di Stato, che aveva testimoniato per circa sei ore davanti alla stessa commissione, sostenendo di non aver mai incontrato Epstein e di non avere alcuna informazione sui suoi crimini. Entrambi avevano inizialmente resistito alle convocazioni, ma avevano ceduto dopo che il Congresso aveva minacciato di dichiararli in oltraggio alle istituzioni.
Durante la deposizione, Clinton è stato interrogato su una fotografia, divenuta virale dopo la pubblicazione dei fascicoli Epstein da parte del Dipartimento di Giustizia, che lo ritrae in una vasca idromassaggio con una donna la cui identità è stata oscurata. Secondo fonti citate dalla BBC e da CBS News, Clinton ha dichiarato ai legislatori di non sapere chi fosse la donna e di non aver avuto rapporti sessuali con lei. Ha anche affermato, sotto giuramento, di non aver mai visitato l'isola privata di Epstein nelle Isole Vergini americane, dove si ritiene che molti dei crimini del finanziere siano stati commessi.
Clinton ha riconosciuto di aver usato l'aereo privato di Epstein in diverse occasioni nei primi anni Duemila, nell'ambito delle attività filantropiche della Clinton Foundation in Africa e Asia. Secondo quanto riferito dalla CNN, i registri di volo mostrano che Clinton era a bordo dell'aereo di Epstein almeno 16 volte tra il 2002 e il 2003. Il presidente della commissione, il repubblicano James Comer del Kentucky, ha sostenuto che il numero di voli fosse addirittura 27. Clinton ha precisato che durante questi viaggi era sempre accompagnato da collaboratori e agenti dei servizi segreti.
James Comer ha definito la deposizione "molto produttiva" e ha descritto i Clinton come "i due funzionari di più alto rango mai convocati dal Congresso". Ha aggiunto che la commissione prevede di pubblicare il video e la trascrizione della deposizione "entro le prossime 24 ore", una volta ottenuta l'approvazione degli avvocati di entrambe le parti. Il deputato repubblicano Nick Langworthy ha osservato al Guardian che Clinton era stato "piuttosto schietto, forse più di quanto i suoi avvocati avrebbero voluto".
Uno dei punti più controversi della giornata ha riguardato il presidente Donald Trump. Comer ha riferito ai giornalisti durante una pausa che Clinton aveva dichiarato che Trump "non gli aveva mai detto nulla che potesse far pensare a un suo coinvolgimento" nei crimini di Epstein. I democratici della commissione hanno contestato questa ricostruzione. Il deputato Maxwell Frost, della Florida, ha riferito che Clinton avrebbe raccontato di una conversazione con Trump, avvenuta durante un torneo di golf nei primi anni Duemila, in cui l'attuale presidente gli avrebbe detto che la loro amicizia con Epstein si era interrotta a causa di una disputa su un terreno. Questa versione contrasterebbe con quanto dichiarato pubblicamente dalla Casa Bianca, secondo cui Trump aveva allontanato Epstein dal suo club Mar-a-Lago perché lo riteneva "ripugnante". Il capogruppo democratico Robert Garcia ha dichiarato che la ricostruzione di Comer "non era accurata" e che Clinton aveva sollevato "nuove domande importanti" sui rapporti tra Trump ed Epstein.
I democratici hanno rinnovato la richiesta che anche Trump venga convocato a testimoniare. "È stato stabilito un nuovo precedente in America", ha dichiarato il deputato californiano Ro Khanna al Guardian. "Ora esiste la regola Clinton, secondo cui i presidenti e le loro famiglie devono testimoniare quando il Congresso emette una citazione. E questo significa che Donald Trump deve comparire davanti alla nostra commissione." Comer ha tuttavia escluso questa possibilità, sostenendo che Trump ha già risposto alle domande dei giornalisti sull'argomento. Lo stesso Trump, in dichiarazioni riportate dalla NPR, ha espresso dispiacere per la situazione: "Mi piace Bill Clinton e non mi piace vederlo deposto."
I democratici hanno anche rinnovato le richieste di audizione per Howard Lutnick, segretario al Commercio dell'amministrazione Trump. I file pubblicati dal Dipartimento di Giustizia mostrano che Lutnick aveva pianificato una visita all'isola di Epstein nel 2012 con la sua famiglia, anni dopo aver dichiarato pubblicamente di aver interrotto ogni rapporto con il finanziere nel 2005. Lutnick ha poi ammesso che la visita ebbe effettivamente luogo. "Dovrebbe essere rimosso dall'incarico e, come minimo, dovrebbe comparire davanti alla commissione", ha dichiarato Garcia, secondo quanto riportato dalla NPR.
La commissione ha in programma altre due deposizioni nelle prossime settimane: una con il commercialista di Epstein e una con il suo avvocato. L'indagine parlamentare, che ha già sentito la condannata per traffico sessuale Ghislaine Maxwell e il miliardario Les Wexner, continua a sollevare domande su chi, tra i potenti frequentatori di Epstein, fosse a conoscenza dei suoi crimini.