Clima, l’EPA di Trump revoca il documento sui rischi dei gas serra

L'Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) elimina il cosiddetto "endangerment finding" del 2009, che costituiva la base legale per regolare le emissioni inquinanti. La decisione apre la strada a ricorsi legali immediati e preoccupa anche alcune aziende.

Clima, l’EPA di Trump revoca il documento sui rischi dei gas serra

L’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti (EPA) ha revocato il documento scientifico del 2009 che stabiliva che le emissioni di gas serra rappresentano una minaccia per la salute pubblica e il benessere umano. La decisione è stata annunciata giovedì dal presidente Donald Trump dalla Casa Bianca, che l’ha definita “una disastrosa decisione politica dell’era Obama”.

Il provvedimento, noto tecnicamente come endangerment finding, costituiva il fondamento giuridico per la regolamentazione delle emissioni dannose ai sensi del Clean Air Act, la legge federale sulla qualità dell’aria. Esso recepiva il consenso scientifico secondo cui il riscaldamento globale comporta rischi significativi per la popolazione. La sua revoca rappresenta il tentativo più diretto finora dell’Amministrazione Trump di smantellare l’impianto normativo sul clima e di rendere più difficile per un futuro presidente reintrodurre regolamentazioni analoghe.

Contestualmente, l’EPA ha anche adottato un regolamento che elimina il riferimento al provvedimento del 2009 per quanto riguarda le emissioni dei veicoli. La decisione è accompagnata da altre norme che annullano gli standard sulle emissioni di anidride carbonica per auto e camion. L’agenzia sostiene di non disporre più dell’autorità necessaria per imporre tali limiti. Secondo diversi osservatori, questa impostazione potrebbe aprire la strada a contestazioni anche sui futuri controlli delle emissioni delle centrali elettriche e di altre grandi fonti industriali.

L’amministratore dell’EPA, Lee Zeldin, aveva presentato la proposta già lo scorso agosto, definendola “un pugnale nel cuore della religione del cambiamento climatico”. La nuova posizione dell’agenzia si fonda su argomentazioni scientifiche che divergono da quelle sostenute da gran parte della comunità climatologica. Inoltre, l’EPA richiama alcune decisioni della Corte Suprema del 2022 e del 2024, che hanno limitato il potere delle agenzie federali di emanare regolamenti di ampia portata senza un’esplicita autorizzazione del Congresso.

Tra le aziende che avevano invitato l’agenzia a non procedere con la revoca figura Tesla. In un documento ufficiale, la società guidata da Elon Musk ha affermato che il provvedimento del 2009 “e gli standard sulle emissioni dei veicoli che ne derivano hanno fornito una piattaforma regolamentare stabile per gli ingenti investimenti di Tesla nello sviluppo dei prodotti e nella produzione”.

La decisione ha suscitato immediate reazioni negative da parte di numerosi gruppi ambientalisti e organizzazioni sanitarie. “Questa scelta privilegia i profitti delle compagnie petrolifere e del gas rispetto all’aria e all’acqua pulite, alla salute dei bambini e ai progressi compiuti nella lotta al cambiamento climatico”, ha dichiarato Lisa Patel, direttrice del Medical Society Consortium on Climate and Health.

Anche alcuni settori industriali hanno espresso preoccupazione. Le compagnie elettriche private avevano avvertito che un annullamento circoscritto alle emissioni dei veicoli potrebbe avere effetti collaterali sull’intero sistema regolatorio. L’Edison Electric Institute aveva osservato che una simile decisione potrebbe “gettare dubbi” sulla possibilità per l’agenzia di regolamentare le emissioni di anidride carbonica del settore elettrico, esponendo le imprese a un mosaico di norme statali potenzialmente concorrenti e a un aumento del contenzioso.

Il provvedimento del 2009 era stato adottato in risposta alla storica sentenza della Corte Suprema del 2007 nel caso Massachusetts v. EPA, che riconosceva la possibilità di regolamentare i gas serra qualora l’agenzia avesse concluso che rappresentavano un pericolo per la salute pubblica. Secondo Zeldin, quella decisione autorizzava l’EPA ad agire, ma non la obbligava a farlo.

È attesa ora una rapida ondata di ricorsi giudiziari. Secondo James Lucier di Capital Alpha Partners, è probabile che la Corte d’Appello del Distretto di Columbia si pronunci contro l’Amministrazione. In tal caso, per arrivare al suo scopo Trump dovrebbe puntare a ottenere una decisione definitiva sul merito della Corte Suprema entro la fine del mandato presidenziale nel 2028.

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