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# Vance definisce El-Sayed "un po' uno psicopatico" e lo accusa di odio contro i bianchi
- URL: https://focusamerica.it/vance-definisce-el-sayed-un-po-uno-psicopatico-e-lo-accusa-di-odio-contro-i-bianchi/
- Published: 2026-10-28T08:00:00.000Z
- Updated: 2026-10-28T08:00:00.000Z
- Description: A una settimana dal voto, il vicepresidente ha attaccato il candidato democratico al Senato in Michigan, che nei sondaggi è in vantaggio sul repubblicano Mike Rogers
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, JD Vance, Michigan, #ig-pubblicato

Il vicepresidente JD Vance ha definito Abdul El-Sayed, il candidato democratico al Senato in Michigan, "un po' uno psicopatico" e lo ha accusato di alimentare "odio razziale esplicitamente anti-bianco". Vance ne ha [parlato](https://nypost.com/2026/10/27/us-news/vance-tears-into-psychopath-abdul-el-sayed/?ref=focusamerica.it) martedì con i giornalisti prima di salire sull'Air Force Two, l'aereo del vicepresidente, diretto in Michigan. Lì ha tenuto un comizio a Howell, non lontano da Detroit, per sostenere il repubblicano Mike Rogers. Mancano sette giorni al voto del 3 novembre e i sondaggi danno El-Sayed in vantaggio o in parità, in una sfida che da settimane è la più [accesa](https://focusamerica.it/in-michigan-la-sfida-per-il-senato-tra-rogers-ed-el-sayed-e-sempre-piu-aggressiva/) delle midterm.

Secondo Vance, El-Sayed è forse il democratico che più di ogni altro candidato nel paese si è spinto in questa direzione e per questo "non dovrebbe essere eletto". Il vicepresidente non ha fornito dettagli a sostegno dell'accusa. I repubblicani criticano da tempo il sostegno di El-Sayed alle politiche DEI (diversità, equità e inclusione), cioè le misure a favore delle minoranze, che il candidato democratico vorrebbe applicare alla sanità, agli appalti pubblici e agli aiuti alle imprese guidate da persone appartenenti a minoranze.

Dal palco, allestito in un hangar dell'aeroporto della contea di Livingston davanti a qualche centinaio di sostenitori, Vance ha collegato El-Sayed alle proteste in Francia. Le manifestazioni sono nate tra gli studenti contro le scuole fatiscenti e il costo della vita e a Parigi hanno portato a migliaia di arresti. Vance ha descritto "orde di rivoltosi mascherati, molti venuti da terre lontane" che occupano i centri storici e ha [detto](https://www.theguardian.com/us-news/2026/oct/27/jd-vance-el-sayed-attacks?ref=focusamerica.it): "Vi garantisco che se quei rivoltosi stessero bruciando New York o Detroit, gli Hasan Piker e gli El-Sayed sarebbero lì a guidarli e a fare il tifo per loro". Secondo il vicepresidente, "lo stesso cancro" visto in Francia, fatto di "odio" e "ingratitudine", ha corrotto El-Sayed.

Hasan Piker è uno streamer di sinistra molto seguito su Twitch, la piattaforma di dirette video, e ha fatto campagna con El-Sayed durante le primarie. Nel 2019 aveva detto che "l'America si è meritata l'11 settembre", una frase che in seguito ha rinnegato e che El-Sayed ha [definito](https://www.mlive.com/politics/2026/10/jd-vance-rallies-michiganders-takes-aim-at-el-sayed-during-latest-midterm-election-stop.html?ref=focusamerica.it) "stupida". Vance lo ha presentato come il "migliore amico" del candidato democratico.

Vance ha poi accusato El-Sayed di mentire sulle sue origini. Ha ricordato che è nato a Rochester Hills, appena a nord di Detroit, ma che nel 2017, in un discorso alla convention dei democratici del Michigan, si è definito "un immigrato dal Nord Africa" e che per anni ha detto di essere cittadino egiziano. El-Sayed è un cittadino americano figlio di immigrati egiziani. La sua portavoce Roxie Richner ha spiegato al Washington Free Beacon che la storia della cittadinanza egiziana era "un errore" nato da quanto gli avevano raccontato alcuni familiari, che in seguito non hanno trovato documenti per confermarla. Per Vance, invece, El-Sayed si vergogna così tanto del Michigan da mentire sulla sua provenienza. "Il Michigan appartiene a chi lo ama, non a chi lo odia", ha detto alla fine del discorso.

Vance ha ammesso che la benzina costa cara, ma ne ha dato la colpa ai democratici: secondo lui le loro politiche hanno reso gli Stati Uniti dipendenti dai "dittatorelli" del Medio Oriente e l'amministrazione Biden ha chiuso il 20 per cento della capacità di raffinazione della costa ovest. Non ha portato prove. Ha anche accusato El-Sayed di voler approvare il "Green New Scam", storpiatura del Green New Deal (scam in inglese vuol dire truffa), e di voler così "uccidere l'industria dell'auto" dello stato.

Martedì il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti era di 4,27 dollari al gallone, in calo rispetto ai 4,48 di un mese fa grazie al passaggio alla miscela invernale, più economica da produrre. È comunque più di un dollaro sopra il livello di un anno fa, quando era a 3,05 dollari, secondo i dati dell'AAA, l'associazione degli automobilisti americani. Il petrolio si avvicina ai 100 dollari al barile per l'instabilità nello stretto di Hormuz legata alla guerra con l'Iran e questo ottobre dovrebbe essere il più caro mai registrato alla pompa, dopo i record di agosto e settembre. Il caro benzina [pesa](https://focusamerica.it/i-prezzi-crescono-meno-che-con-biden-ma-la-benzina-affonda-trump-nei-sondaggi/) da settimane sul gradimento del presidente.

Prima del comizio Vance ha difeso Rogers dalle critiche di Tucker Carlson, l'ex conduttore di Fox News che si oppone duramente alla sua elezione. Rogers è stato deputato per sette mandati, agente dell'FBI, la polizia federale americana, e presidente della commissione Intelligence della Camera, ed è considerato un falco in politica estera. Vance lo ha definito "fondamentalmente una persona per bene" e ha detto di non volere in lui "un servitore dell'amministrazione" ma "un servitore delle persone del Michigan". Rogers punta a conquistare il seggio lasciato libero dal democratico Gary Peters, che ha deciso di ritirarsi.

Vance non ha ripetuto le parole del presidente, che domenica in un comizio a Port Huron aveva [chiamato](https://focusamerica.it/trump-usa-l11-settembre-contro-el-sayed-e-dice-che-la-norvegia-fa-schifo-per-il-nobel-mancato/) El-Sayed, che è musulmano, un "jihadista". "Non so cosa ci sia nel cuore di quella persona. So solo che ha un sacco di amici strani", ha detto il vicepresidente. Trump aveva evocato l'11 settembre 2001 e Todd Beamer, uno dei passeggeri che si ribellarono ai dirottatori del volo United 93, dicendo che il Michigan deve "alzarsi e combattere" per fermare El-Sayed. Lo aveva anche definito un "membro dei Fratelli Musulmani", richiamando una lettera del 2012 con cui El-Sayed aveva sostenuto il governo eletto del presidente egiziano Mohamed Morsi, vicino a quel movimento, e aveva usato più volte il suo secondo nome, Mohamed. Rogers, da parte sua, ha definito l'avversario "il candidato più antiamericano del paese".

El-Sayed, che se eletto diventerebbe il primo senatore musulmano della storia americana, lunedì a Detroit ha definito le accuse "diversivi e inganni senza alcuna prova". In un comizio nel fine settimana ha detto che i repubblicani pensano, "indicando il mio nome e la mia fede", di far dimenticare agli elettori che non possono permettersi la benzina o la spesa né andare dal medico. Lunedì ha fatto campagna con il senatore Bernie Sanders, secondo cui i repubblicani usano l'islamofobia "perché non hanno niente da dire sui problemi reali dei lavoratori".

Secondo alcuni ricercatori, queste midterm hanno visto l'ondata di retorica islamofoba più concentrata nella politica americana dagli anni successivi all'11 settembre. Martedì il senatore democratico del Connecticut Chris Murphy ha scritto su X che è in corso una "campagna coordinata per delegittimare i musulmani americani, non solo come cittadini ma come esseri umani". Murphy rispondeva anche a Robert F. Kennedy Jr, il segretario alla Salute, che aveva sostenuto che "cinquecento milioni di arabi" non contribuiscono alla scienza o alla letteratura.

Nella media dei sondaggi di RealClearPolitics El-Sayed è avanti di 2,5 punti. Un sondaggio del Glengariff Group per la televisione WDIV-TV e il Detroit News, [diffuso](https://www.newsweek.com/jd-vance-accuses-abdul-el-sayed-of-anti-white-racism-before-michigan-rally-12624731?ref=focusamerica.it) martedì e condotto dal 19 al 22 ottobre su 600 probabili elettori, lo dà al 51,4 per cento contro il 45,1 per cento di Rogers, con il 3,6 per cento di indecisi e un margine di errore di 4 punti. Tra chi dice di essere sicuro di andare a votare il distacco si riduce a 50,7 contro 46,5\. El-Sayed ha anche un'immagine migliore: lo giudica positivamente il 42,2 per cento e negativamente il 44,8 per cento, mentre Rogers ha il 32,2 per cento di giudizi positivi e il 49,2 per cento di negativi. Altre rilevazioni indicano una sfida più stretta: per InsiderAdvantage (21-22 ottobre) El-Sayed è avanti 47 a 46, per Marist (15-18 ottobre) 50 a 48.

I repubblicani hanno oggi 53 seggi su 100 al Senato e il Michigan è una delle sfide che potrebbero decidere la maggioranza. Vance l'ha definita "l'elezione più importante degli Stati Uniti". Al comizio c'erano anche il senatore Dave McCormick, il deputato John James, candidato a governatore contro la segretaria di Stato del Michigan Jocelyn Benson, e il deputato Tom Barrett. Il vicepresidente era già stato in Michigan all'inizio del mese a Monroe e ad agosto a Sterling Heights.