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# Usa, l'economia rallenta nel primo trimestre del 2026: il PIL cresce del 2%, sotto le attese
- URL: https://focusamerica.it/usa-leconomia-rallenta-nel-primo-trimestre-del-2026-il-pil-cresce-del-2-sotto-le-attese/
- Published: 2026-04-30T13:05:10.000Z
- Updated: 2026-04-30T13:28:00.000Z
- Description: Gli investimenti delle imprese trainano l'attività, ma i consumi frenano sotto il peso dell'inflazione e del caro-benzina.
- Author: Redazione
- Tags: Economia

L’economia statunitense è cresciuta del 2% annualizzato nel primo trimestre del 2026, secondo i dati diffusi dal Dipartimento del Commercio. Il dato segna un’accelerazione rispetto alla fine del 2025, quando lo shutdown governativo più lungo della storia americana aveva frenato l’attività, ma resta sotto le attese degli analisti di Wall Street, ferme al 2,2%, e al di sotto della crescita potenziale stimata dal Congressional Budget Office.

A sostenere il prodotto interno lordo sono stati soprattutto gli investimenti fissi non residenziali, aumentati del 10,4%. La spesa in proprietà intellettuale e attrezzature è stata particolarmente robusta, segnale che le aziende continuano a puntare con decisione sull’intelligenza artificiale. I consumi, principale motore dell’economia americana, hanno invece rallentato all’1,6%, dall’1,9% del quarto trimestre 2025\. Anche il mercato del lavoro ha recuperato solo in parte: dopo le perdite degli ultimi tre mesi del 2025, tra gennaio e marzo l’economia ha creato in media 68.000 posti di lavoro al mese.

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Economia · Stati Uniti

Pil USA, la crescita rallenta sotto il peso della guerra con l'Iran

Primo trimestre 2026 · Dati Bureau of Economic Analysis, Dipartimento del Commercio

PIL Motori Prezzi Fed 

Crescita annualizzata · Q1 2026

+2,0%

Sotto le attese di Wall Street, ferme al 2,2%, e più bassa della stima di crescita potenziale del Congressional Budget Office

Variazione del Pil reale  
sul trimestre precedente

Tocca le barre

Q1 2026

+2,0%

Trimestre attuale: la crescita rallenta dopo l'inizio della guerra con l'Iran

Fonte: Bureau of Economic Analysis (BEA). Dati destagionalizzati e annualizzati.

Cosa spinge e cosa frena la crescita

▲ Spinge

+10,4%

Investimenti fissi non residenziali, soprattutto in proprietà intellettuale e attrezzature legate all'AI

Utili

Vendite e utili delle grandi aziende nelle ultime trimestrali

Rimborsi

Rimborsi fiscali più generosi nella stagione delle dichiarazioni

▼ Frena

+1,6%

Consumi in rallentamento, dall'1,9% del Q4 2025

68.000

Buste paga aggiunte in media al mese tra gennaio e marzo, dopo i posti persi a fine 2025

Al minimo

Indice di fiducia consumatori dell'Università del Michigan ad aprile, livello più basso mai registrato

Inflazione e shock energetico

+4,5%

Indice PCE annuo, l'indice di inflazione preferito dalla Fed

28 feb

Inizio degli attacchi Usa-Israele all'Iran

Prezzo medio benzina, dollari al gallone

Dall'attacco a oggi

+44%

Prima  
(fine feb)

\~2,85 $ 

Aprile

4,10 $ 

Il dato sul PIL non considera i rincari di aprile. La benzina è il canale principale attraverso cui la guerra è entrata nei conti delle famiglie americane.

La risposta della Federal Reserve

Decisione del FOMC

Tassi fermi, prudenza confermata

Il Federal Open Market Committee ha votato per lasciare invariato il costo del denaro, citando come motivi l'inflazione elevata e la debolezza dell'occupazione.

Probabilità che la Fed lasci i tassi fermi fino a dicembre

Inizio 2026 Bassa 

I mercati scontavano due tagli nel corso dell'anno

Oggi \> 80% 

Stima dei futures sui Fed funds, dati CME Group

2

Tagli attesi a inizio anno e ora rinviati

Medio Oriente

Fonte di "alto livello di incertezza" citata nel comunicato FOMC

Elaborazione FocusAmerica su fonti: Bureau of Economic Analysis, Dipartimento del Commercio, CME Group, Università del Michigan · Aprile 2026

Sul fronte dei prezzi, l’inflazione misurata dall’indice Pce, il parametro osservato con maggiore attenzione dalla Federal Reserve, è salita a un ritmo annuo del 4,5%. A pesare è anche la guerra con l’Iran: Stati Uniti e Israele hanno attaccato Teheran l’ultimo giorno di febbraio e da allora il prezzo medio della benzina è aumentato di circa il 44%. Il rapporto sul Pil non tiene conto dei rincari di aprile, quando la benzina ha viaggiato in media a 4,10 dollari al gallone. Sempre ad aprile, l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è sceso al livello più basso mai registrato, schiacciato dalle preoccupazioni per il conflitto e per il caro prezzi.

In questo quadro, la Federal Reserve ha scelto la prudenza. Mercoledì il Federal Open Market Committee ha votato per lasciare invariati i tassi di interesse, citando l’inflazione elevata e la debolezza dell’occupazione. «Gli sviluppi in Medio Oriente stanno contribuendo a un alto livello di incertezza sulle prospettive economiche», si legge nel comunicato del Fomc. Gli investitori, che a inizio anno scontavano due tagli dei tassi nel 2026, ora assegnano una probabilità superiore all’80% a uno scenario in cui la banca centrale lasci il costo del denaro invariato fino a dicembre, secondo i dati del Cme Group.

I conti delle grandi aziende restano intanto solidi, con vendite e utili resilienti nelle trimestrali pubblicate nelle ultime settimane. I consumatori beneficiano di rimborsi fiscali più generosi in questa stagione delle dichiarazioni e di un tasso di disoccupazione ancora basso. Diverse imprese, però, segnalano una clientela sempre più nervosa, stretta tra la guerra e il prezzo della benzina.