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# Una petroliera colpita al largo del Qatar e missili su Riyadh: la crisi del Golfo si allarga
- URL: https://focusamerica.it/una-petroliera-colpita-al-largo-del-qatar-e-missili-su-riyadh-la-crisi-del-golfo-si-allarga/
- Published: 2026-10-09T06:00:44.000Z
- Updated: 2026-10-09T08:05:27.000Z
- Description: L'attacco alla Acers, avvenuto lontano dallo Stretto di Hormuz, minaccia il sistema di navette protetto dagli Stati Uniti che ha tenuto in piedi l'export del Golfo in queste settimane. A Riyadh gli Houthi hanno colpito l'aeroporto, dove un aereo della Saudia ha preso fuoco.
- Author: Redazione
- Tags: Politica estera, La guerra tra Stati Uniti e Iran, Arabia Saudita, USA 2026, Midterm, #ig-pubblicato

La *Acers*, una nave adibita al trasporto di petrolio e prodotti chimici, è stata colpita da diversi colpi a nord del Qatar nella tarda serata di mercoledì 7 ottobre, secondo la società di intelligence marittima *Vanguard* e lo *UK Maritime Trade Operations* (*UKMTO*), il centro della Marina britannica che monitora la sicurezza della navigazione nella regione medio orientale. Fonti della sicurezza marittima citate da *Reuters* hanno riferito di ferite lievi tra i membri dell'equipaggio, senza però segnalare decessi. L'attacco è avvenuto nel cuore del Golfo Persico, lontano dallo Stretto di Hormuz, ed è il primo in quella zona da oltre sei mesi. 

Secondo il [*Wall Street Journal*](https://www.wsj.com/world/middle-east/tanker-attacks-push-deeper-into-the-gulf-and-rattle-oil-markets-24666ef9?utm%5Fsource=chatgpt.com), il nuovo attacco ha alimentato tra gli operatori il timore che gli attacchi alle navi si stiano estendendo alle rotte che finora hanno consentito al petrolio della regione di raggiungere i mercati internazionali. Non è stato ufficialmente confermato un coinvolgimento iraniano nell'attacco, ma i media vicini al governo di Teheran hanno riferito che nelle ultime settimane le forze iraniane avevano colpito diverse petroliere nei pressi dello Stretto. Nel frattempo, la capacità dell'Iran di colpire le navi è migliorata. Secondo la società di analisi del traffico marittimo *Kpler*, tra il 28 settembre e il 4 ottobre sono state colpite 10 petroliere all'interno dello Stretto: il numero più alto registrato in una settimana dall'inizio dell'anno, contro un precedente massimo di 6.

Il bilancio aggiornato all'8 ottobre dell'Organizzazione Marittima Internazionale registra 97 incidenti marittimi confermati nello Stretto di Hormuz e nel più ampio teatro mediorientale, con 24 marinai morti. Non meraviglia, dunque, il fatto che ieri il Brent, il greggio di riferimento internazionale, è arrivato a guadagnare circa il 5%, superando così i 105 dollari al barile.

Guerra nel Golfo

Gli attacchi alle petroliere escono dallo *Stretto di Hormuz*

Una petroliera è stata colpita al largo del Qatar, a oltre 500 km dallo Stretto. Ora sono a rischio le rotte che a settembre avevano riportato il greggio del Golfo sui mercati.

Grafica di FocusAmerica

QatarQatarHormuzHormuzOleodottoOleodottoRiyadh e YemenRiyadh

Iran

Arabia Saudita

Yemen

Oman

Iraq

Mar Arabico

Mar Rosso

Iran

Arabia  
Saudita

Qatar

Emirati

Golfo Persico

Iran

Oman

Emirati

Golfo Persico

Golfo dell'Oman

Golfo  
Persico

Iraq

Arabia Saudita

Mar Rosso

Golfo di Aden

oltre 500 km

Acers

10Hormuz

Yanbu

Riyadh

Abha

Bab el-Mandeb

Acerscolpita il 7 ottobre

Madinat  
ash Shamal

Stretto di  
Hormuz

10Stretto di Hormuz10 petroliere colpite

Trasbordi tra navi

Bandar Abbas

Abqaiq

Yanbuterminal sul Mar Rosso

Riyadh

Riyadhaeroporto King Khalid

Abha

Bab el-Mandeb

Sana'a

Vista d'insieme 

200 km

Indietro Avanti: Qatar 

Quadro generale

Dal Golfo Persico al Mar Rosso, i quattro punti caldi della crisi

Scegli un punto sulla mappa o una tappa per vedere come gli attacchi si stanno allargando oltre lo Stretto di Hormuz.

**Qatar.** Una petroliera colpita lontano dallo Stretto.**Hormuz.** Dieci petroliere colpite in una settimana.**Oleodotto.** La via saudita verso il Mar Rosso.**Riyadh e Yemen.** Gli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita.

Golfo Persico · 7 ottobre

Un attacco nel cuore del Golfo Persico

Nella tarda serata di mercoledì 7 ottobre la petroliera Acers è stata colpita da più proiettili a 51 miglia nautiche (94 km) a nord di Madinat ash Shamal, in Qatar. È il primo attacco in quest'area da oltre sei mesi.

**La nave.** La Acers trasporta petrolio e prodotti chimici e batte bandiera di Antigua e Barbuda. Ferite lievi per alcuni membri dell'equipaggio, nessun morto.**La distanza.** Oltre 500 km in linea d'aria dallo Stretto di Hormuz, dove si erano concentrati gli attacchi delle ultime settimane.

Stretto di Hormuz · 28 settembre-4 ottobre

Dieci petroliere colpite a Hormuz in una sola settimana

Secondo Kpler, tra il 28 settembre e il 4 ottobre nello Stretto sono state colpite 10 petroliere: è il numero più alto registrato in una settimana dall'inizio dell'anno. Il massimo precedente era 6.

**Lo Stretto.** Le petroliere caricano il greggio nei terminal del Golfo e attraversano lo Stretto sotto la protezione degli Stati Uniti.**Golfo dell'Oman.** Fuori dallo Stretto il greggio viene trasferito su altre navi, che lo portano a destinazione. Il calo dei flussi si è concentrato in questi trasbordi.

Arabia Saudita · La rotta alternativa

L'oleodotto saudita che permette di aggirare lo Stretto

L'oleodotto Est-Ovest attraversa l'Arabia Saudita per circa 1.200 km: porta il greggio dai giacimenti vicini al Golfo fino al Mar Rosso, senza passare da Hormuz.

**L'oleodotto.** A settembre è stato danneggiato da un attacco di droni ed è stato riparato solo in parte.**Yanbu.** È il terminal saudita sul Mar Rosso: da qui il greggio parte senza attraversare lo Stretto di Hormuz.

Arabia Saudita e Yemen · 6-8 ottobre

Gli Houthi rivendicano un attacco a Riyadh e avanzano sul Mar Rosso

Giovedì 8 ottobre un aereo di Saudia ha preso fuoco all'aeroporto King Khalid di Riyadh. Gli Houthi hanno rivendicato il lancio di un missile balistico, senza fornire prove.

**Riyadh.** Giovedì alle 17, ora italiana, risultava cancellata quasi la metà delle partenze, secondo Cirium.**Abha.** Almeno 3 morti tra martedì e mercoledì negli attacchi contro gli aeroporti di Abha e di Riyadh.**Bab el-Mandeb.** Gli Houthi hanno conquistato tratti di costa vicino allo Stretto. Dalla ripresa dei combattimenti in Yemen gli sfollati sono circa 200.000.

La settimana in quattro numeri

In una settimana

10

petroliere colpite nello Stretto tra il 28 settembre e il 4 ottobre. Il massimo settimanale precedente del 2026 era 6.

Flussi di greggio

−27%

attraverso Hormuz, trasbordi compresi, nella settimana chiusa il 4 ottobre rispetto alla precedente. Il dato è preliminare.

Il Brent supera i

105 $

al barile giovedì 8 ottobre, dopo un rialzo di circa il 5% in una seduta.

Marinai morti

24

in 97 incidenti confermati tra Hormuz e il resto del Medio Oriente, secondo l'IMO. Dato all'8 ottobre.

Due flussi, due destini

Il greggio del Golfo passa ancora, quello iraniano è *fermo*

Barili al giorno Indice (inizio = 100) 

Milioni di barili al giorno, sulla stessa scala.

Primo valore di ciascuna serie = 100.

Greggio del Golfo che passa da Hormuz

Prima della guerra

circa 17

Fine settembre · massimo dall’inizio della guerra

15

Settimana chiusa il 4 ottobre

circa 11

Greggio iraniano caricato sulle navi

Marzo

circa 2

Luglio

0,74

Agosto

circa 0,24

Settembre · nessun carico

0

Hormuz: medie settimanali, trasbordi compresi; il dato prebellico è una stima, l'ultimo è preliminare. Iran: medie mensili; per agosto è indicato il punto medio delle stime (0,22-0,255).

Secondo gli analisti, Teheran colpisce le navi per tenere alti i prezzi del petrolio e aumentare la pressione su Washington prima delle elezioni di metà mandato.

Fonti: UKMTO, Vanguard, Kpler, IMO, Reuters, Wall Street Journal, Financial Times, Bloomberg, Vortexa, Cirium. Mappa: Natural Earth. Rotte, oleodotto e traiettorie sono tracciati schematici. Dati aggiornati all'8 ottobre 2026.

### **A rischio le rotte protette dagli Stati Uniti**

I nuovi attacchi minacciano il sistema di trasporto che, con il sostegno degli Stati Uniti, aveva consentito ai Paesi del Golfo di riportare a settembre le esportazioni vicino ai livelli precedenti alla guerra. Secondo questo schema, le petroliere caricano il greggio nei terminal del Golfo, attraversano lo Stretto sotto protezione e lo trasferiscono su altre navi in attesa all'esterno, che poi lo trasportano a destinazione. A queste operazioni si aggiungono gli oleodotti che permettono di aggirare Hormuz: l'Arabia Saudita ha ripreso a esportare sia dal Golfo sia dal Mar Rosso dopo aver riparato in parte l'oleodotto Est-Ovest, danneggiato da un attacco di droni il mese scorso.

Secondo i dati preliminari di *Kpler*, nella settimana conclusa il 4 ottobre i flussi attraverso Hormuz e i relativi trasbordi sono però diminuiti del 27% rispetto al massimo registrato durante la guerra, raggiunto la settimana precedente. Le stime potrebbero però essere riviste al rialzo. Il calo si è concentrato soprattutto nei trasferimenti di greggio tra navi nel Golfo dell'Oman. 

Per l'Iran la situazione è opposta. Secondo *Kpler*, a settembre non è stato caricato sulle navi neppure un barile di greggio iraniano. Il blocco americano dei porti ha così privato totalmente Teheran delle entrate in valuta estera derivanti da queste esportazioni, aggravando la crisi economica. Il Segretario di Stato Marco Rubio sostiene che l'Iran abbia "perso completamente il controllo" dello Stretto. Nei giorni scorsi, però, funzionari iraniani hanno avvertito che intendono ostacolare le rotte alternative utilizzate dai Paesi vicini, anche bloccando i passaggi lungo la costa dell'Oman. Mohammad Reza Naqdi, consigliere del comandante dei Guardiani della Rivoluzione, ha inoltre minacciato di chiudere presto quelle che ha definito "rotte illegali" attraverso Hormuz.

Secondo gli analisti, Teheran sta cercando in questo modo di rompere lo stallo e aumentare la pressione su Washington in vista delle elezioni di metà mandato. "L'Iran vuole mantenere la pressione sui mercati energetici globali. Tenere alti i prezzi del petrolio aumenta i costi economici del conflitto per Washington e i suoi partner", ha detto al *Wall Street Journal* Alice Gower, partner della società di consulenza sul rischio politico *Azure Strategy*. "Teheran è consapevole della sensibilità di Trump all'aumento dei prezzi del petrolio e delle implicazioni politiche di un conflitto irrisolto prima delle elezioni di metà mandato". Anche gli analisti di *Eurasia Group* si aspettano che l'Iran continui a colpire le navi per compromettere i risultati ottenuti dagli Stati Uniti, senza però cercare deliberatamente uno scontro su vasta scala. 

### **Gli Houthi rivendicano un attacco all'aeroporto di Riyadh**

Nelle stesse ore, nuovi attacchi hanno colpito Riyadh. Giovedì un aereo di *Saudia*, la compagnia di bandiera saudita, ha [preso fuoco](https://www.express.co.uk/news/world/2255684/saudi-arabia-horror-houthis-blow?ref=focusamerica.it) mentre era parcheggiato presso un terminal dell'aeroporto internazionale *King Khalid*. Tre persone informate sull'accaduto hanno detto a *Reuters* che il velivolo è rimasto gravemente danneggiato dopo essere stato colpito da frammenti prodotti dall'intercettazione di un missile o da un altro ordigno. Secondo le fonti, a bordo non ci sarebbero stati passeggeri al momento dell'attacco.

Gli Houthi, i ribelli yemeniti sostenuti dall'Iran, hanno successivamente rivendicato un attacco all'aeroporto con un missile balistico, senza fornire prove. Hanno poi invitato i lavoratori a tenersi lontani dagli impianti energetici sauditi, indicati come prossimi obiettivi. Secondo le autorità saudite, i detriti di un missile intercettato hanno colpito un asilo e un complesso medico. Tra martedì e mercoledì, almeno 3 persone sono morte negli attacchi degli Houthi contro gli aeroporti di Riyadh e di Abha, nel sud-ovest del Paese.

Alle ore 17 in Italia di giovedì risultava cancellata quasi la metà delle partenze dall'aeroporto di Riyadh, secondo la società di analisi del settore aereo *Cirium*. *Lufthansa* e *Air India* hanno sospeso per precauzione i voli verso la capitale saudita, mentre l'Ambasciata americana ha invitato i cittadini statunitensi in Arabia Saudita a mantenere "una maggiore vigilanza", avvertendoli della possibilità di cancellazioni dei voli. 

L'escalation coincide con la ripresa dei combattimenti in Yemen. Nelle ultime settimane gli Houthi hanno [conquistato tratti della costa del Mar Rosso](https://focusamerica.it/gli-houthi-conquistano-mokha-e-avanzano-verso-bab-el-mandeb/?utm%5Fsource=chatgpt.com), anche nell'area dello Stretto di Bab el-Mandeb. Le forze sostenute dall'Arabia Saudita hanno poi risposto con una controffensiva, riconquistando alcune zone. Dalla ripresa del conflitto, circa 200.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case.