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# Trump vuole trasformare le midterm in un referendum su se stesso
- URL: https://focusamerica.it/trump-vuole-trasformare-le-midterm-in-un-referendum-su-se-stesso/
- Published: 2026-09-07T13:15:05.000Z
- Updated: 2026-09-07T13:15:06.000Z
- Description: Donald Trump ha voluto a tutti i costi ed ottenuto una Convention di metà mandato a Dallas e spot elettorali centrati su di sé. Almeno sette candidati repubblicani in corse contese hanno però tolto il suo nome e la sua foto dai propri siti elettorali.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Donald Trump, Texas, #ig-pubblicato

A 59 giorni dal voto del 3 novembre, Donald Trump è tornato in campagna elettorale facendo esattamente ciò che gran parte del suo partito stava temendo: trasformare le elezioni di metà mandato in un referendum su di sé. Pochi repubblicani hanno il coraggio di dirgli quanto sia impopolare: le medie dei sondaggi collocano il suo gradimento attorno al 38%, con un calo al 34% tra gli indipendenti. Tutti, però, hanno bisogno che alle urne si presentino anche i suoi elettori meno assidui e finiscono così per adeguarsi a una strategia che molti considerano rischiosa per i seggi alla Camera e al Senato. "Non abbiamo altra scelta. Siamo sulla stessa barca con lui, che ci piaccia o no", ha detto ad [*Axios*](https://www.axios.com/2026/09/05/republicans-stuck-trump-midterms?ref=focusamerica.it) un dirigente di una campagna repubblicana. 

Su richiesta di Trump, mercoledì e giovedì il partito terrà a Dallas una Convention di metà mandato senza precedenti, con il presidente protagonista di entrambe le serate. Trump è anche il volto dei primi due spot televisivi della sua operazione politica. Il primo, un video di trenta secondi intitolato "*Toughest Guy*", parla esclusivamente di lui, mentre il secondo, "*Tax Cut Prices*", lo mette al centro del messaggio sul taglio delle tasse, con una formula più tipica di una campagna presidenziale. Secondo quanto riferito per primo dall'*Atlantic*, Trump ha preteso che gli spot ruotassero attorno alla sua figura, sostenendo che le *midterm* rappresentino comunque un giudizio sul presidente in carica e volendo rivendicare i risultati della propria Amministrazione. 

Trump ha raccontato nel podcast del vicegovernatore del Texas Dan Patrick di avere avuto personalmente l'idea della Convention di Dallas: "Per le presidenziali abbiamo questa grande convention, ma per le midterm, di cui pure si parla e che sono importantissime, non c'è nessuna Convention". L'appuntamento si scontra però con le partite inaugurali della stagione di football. Già una quarantina di deputati repubblicani si erano [sfilati](https://focusamerica.it/la-convention-di-trump-divide-il-gop-45-deputati-verso-il-forfait/) nei giorni scorsi. "Che senso ha?", ha detto un consulente impegnato in diverse corse federali. "È come la storia dell'albero che cade nella foresta: fa rumore se non c'è nessuno? Insomma, è una Convention se non la guarda nessuno?".

### **Trump promette mezzo miliardo, MAGA Inc punta sul Texas**

Venerdì Trump ha riconosciuto davanti ai giornalisti che "la storia dice che il presidente in carica" perde le elezioni di metà mandato, per poi interrompersi e sostenere che però "nessuno ha mai avuto un primo anno e mezzo di successo come il nostro". Ha quindi parlato di "circa un miliardo di dollari che posso spendere", riferendosi al suo super PAC e alla sua organizzazione senza scopo di lucro, che insieme dispongono di circa 800 milioni di dollari, e ha annunciato di volerne destinare "probabilmente 400 o 500 milioni" alle midterm. 

"Sono soldi miei, che ora controllo io. Posso spenderli per quello che voglio, ma aiuterò molti deputati e senatori che ne hanno bisogno". Non è chiaro come possa impiegare una cifra simile nei due mesi che restano prima del voto. Alla cena di mercoledì nel Rose Garden con decine di deputati repubblicani ha promesso di fare campagna in 35 collegi, "per vedere se riusciamo a farli eleggere tutti".

Il primo investimento consistente è arrivato sabato. Secondo un documento depositato alla *Federal Election Commission*, l'autorità federale che vigila sul finanziamento delle campagne, *MAGA Inc*, il super PAC del presidente, ha [acquistato](https://www.wsj.com/politics/elections/trump-aligned-group-pouring-money-into-texas-for-ken-paxton-00778eec?ref=focusamerica.it) 10 milioni di dollari di pubblicità nella corsa al Senato in Texas, la spesa finora più alta dell'intero ciclo elettorale. La somma è divisa a metà tra il sostegno al repubblicano Ken Paxton e gli attacchi allo sfidante democratico James Talarico e sarà destinata a pubblicità digitale e spot sulle piattaforme televisive via internet.

Al 31 luglio il PAC di Trump disponeva di 403,45 milioni di dollari di liquidità, più di ciascuno dei due Comitati Nazionali dei due partiti principali. In venti mesi, però, ne aveva spesi appena 21 milioni, di cui 1,7 milioni in spese indipendenti a sostegno dei candidati. Da qui i malumori privati di chi teme per la maggioranza repubblicana al Congresso. Prima dell'investimento in Texas, l'eccezione principale erano stati gli oltre 827.000 dollari spesi il mese scorso per sostenere Darline Graham nel ballottaggio delle primarie repubblicane speciali per il Senato in South Carolina. 

Darline Graham, sorella del defunto senatore Lindsey Graham e nominata temporaneamente al suo seggio, ha poi vinto la candidatura del partito. Negli altri casi, gli interventi di *MAGA Inc* si erano finora limitati a poche corse per la Camera. Ma Paxton, procuratore generale del Texas, ne ha davvero bisogno: la sua campagna elettorale ha raccolto circa 9 milioni di dollari contro i 68 milioni del suo avversario.   
  
Tuttavia, anche i 10 milioni di MAGA Inc restano lontani dalle somme necessarie in uno Stato con più di venti mercati televisivi distribuiti su due fusi orari. Molti repubblicani, inoltre, si [aspettavano](https://focusamerica.it/texas-talarico-cresce-nei-sondaggi-mentre-i-soldi-di-trump-tardano-ad-arrivare/) già da tempo un intervento del presidente, che alle primarie aveva sostenuto Paxton contro il senatore uscente John Cornyn fino al ballottaggio del 26 maggio. Quella campagna durissima e l'ascesa di un candidato segnato dagli scandali avevano lasciato malumori nelle strutture nazionali del partito.

Trump lo ha difeso ancora una volta questa settimana, riuscendo però anche a insultarlo, dopo che sui social erano circolate battute sul suo abbigliamento. "Può non piacervi il suo aspetto, potete non amare le sue interviste in televisione, ma è stato forse il miglior procuratore generale del Paese, e questo conta molto più del vestito che indossa, che peraltro non gli sta poi tanto bene", ha detto il presidente.

La sfida al Senato in Texas è tra le più incerte del Paese. In uno Stato dove i democratici non vincono un'elezione statale dal 1994, i due candidati sono ora sostanzialmente appaiati: il sondaggio *Emerson College-Nexstar* dà Paxton avanti di un punto, mentre quello di *Fox News* di fine luglio assegna 3 punti di vantaggio a Talarico. In entrambi i casi lo scarto rientra decisamente nel margine di errore. Il *Cook Political Report* classifica la corsa come testa a testa.

I repubblicani dipingono Talarico come troppo a sinistra per il Texas, rilanciando spezzoni di vecchi video con sue posizioni progressiste. Lui, deputato dell'assemblea statale e studente di teologia, insiste invece sui guai giudiziari dell'avversario, dal presunto furto di una penna *Montblanc* alle accuse di abuso d'ufficio che nel 2023 portarono il suo stesso partito a metterlo sotto impeachment. Paxton, che ha sempre negato ogni addebito, è stato successivamente assolto dal Senato dello Stato. 

### **I candidati repubblicani prendono le distanze da Trump**

Mentre il presidente occupa la scena, una parte dei suoi candidati prova a sottrarsi alla sua ombra. Almeno 7 candidati repubblicani impegnati in collegi contesi hanno ridimensionato o cancellato i riferimenti a Trump dai propri siti elettorali, secondo un'analisi del [*Washington Post*](https://www.washingtonpost.com/elections/2026/09/05/republican-house-candidates-tone-down-trump-their-campaign-websites/?ref=focusamerica.it).

Il caso più netto è quello di Mike Beltran, che in Florida sfida la deputata democratica Kathy Castor. Fino all'inizio dell'estate il sito raccontava che Beltran si fosse "sentito ispirato dalla vittoria del presidente Trump nel 2016", che gli fosse "stato accanto a ogni passo" e che si candidasse per "stare con il presidente Trump e finire di rendere l'America di nuovo grande". Ora si legge invece che si è "sentito chiamato al servizio pubblico" e che vuole essere "un difensore di costi più bassi, tasse più basse e maggiore accesso alla sanità". Dalla pagina iniziale sono scomparse anche le fotografie del presidente e tutti i riferimenti all'"*America First*".

Il riposizionamento assume forme diverse a seconda del collegio di riferimento. In Kentucky, Ralph Alvarado ha eliminato la definizione di "combattente dell'*America First*" e ora rivendica una "leadership indipendente". In Michigan, Mike Bouchard ha rimosso dalla pagina iniziale il banner con l'endorsement di Trump che campeggiava prima delle primarie del 4 agosto e ora cita il presidente soltanto, in caratteri più piccoli, nella sezione dedicata agli endorsement ricevuti.

In Iowa, invece, Joe Mitchell continua a mostrare fotografie di Trump sul sito e sui social, ma ha cancellato il suo nome dalla sezione in cui spiega perché si candida. Dove prima si definiva "una voce affidabile del movimento *MAGA*" e prometteva di battersi "per gli abitanti dell'Iowa che hanno fatto sentire forte e chiaro il loro sostegno al presidente Trump", ora scrive che servono deputati capaci di "ripulire Washington e mettere al primo posto le famiglie che lavorano".

In Texas, Eric Flores ha rimosso dalle proprie priorità l'impegno a "sostenere l'agenda del presidente Trump", pur mantenendone l'endorsement da lui ricevuto in cima alla lista degli appoggi. In Alaska, il deputato uscente Nick Begich ha cancellato il riferimento al lavoro svolto "al fianco del presidente Trump". In Arizona, il deputato Elijah Crane ha sostituito le promesse di porre fine alle "guerre infinite", combattere un "governo woke e trasformato in un'arma" e vietare la teoria critica della razza con priorità più locali, come la tutela del territorio, lasciando però ben visibile il sostegno al presidente. Jonathan Nez, ex presidente della Nazione Navajo e suo sfidante democratico, lo accusa di "cercare cinicamente di coprire le proprie tracce" dopo avere fallito sia sulla riduzione del debito pubblico sia sulla guerra con l'Iran.

Gli staff elettorali dei candidati negano però che si tratti di una fuga da Trump. "I siti si aggiornano in continuazione, non credo che qualcuno si chieda quale sia la posizione di Joe Mitchell rispetto al presidente Trump e all'agenda *America First*", ha detto il suo responsabile di campagna Drew Johns. Lo staff di Beltran ha spiegato che "Mike ha fatto un servizio fotografico con la famiglia dopo le primarie, gli sono piaciute le foto e le abbiamo messe sul sito", chiedendosi perché la vicenda abbia fatto notizia.

Il portavoce di Bouchard, Jon Shiner, ha attribuito le modifiche al proprio sito al passaggio alla fase di candidato ufficiale del partito e ha ricordato che lunedì Bouchard ha partecipato a un comizio con il vicepresidente JD Vance. Il comitato elettorale dei repubblicani alla Camera dei Rappresentanti respinge l'interpretazione complessiva: il portavoce Mike Marinella ha parlato di "una storia costruita a tavolino per coprire i democratici che hanno baciato l'anello dei loro leader socialisti radicali pur di sopravvivere alle primarie". Lo stesso comitato, quest'anno, ha ribattezzato "*MAGA Majority*" il programma dedicato ai candidati più esposti, in precedenza chiamato "*Young Guns*".

L'alto prezzo dei carburanti resta però un ostacolo che nessuna strategia di comunicazione riesce ad aggirare. Gli strateghi repubblicani considerano efficace il messaggio sul taglio delle tasse, ma i loro sondaggi mostrano che gli elettori attribuiscono sempre più al presidente la responsabilità della guerra in Iran e del conseguente aumento dei prezzi alla pompa di benzina. "Il gasolio è ai massimi storici. La benzina è intorno ai 4 dollari al gallone. Non possiamo cancellare tutto questo con la comunicazione", ha detto un repubblicano che segue diverse campagne federali.

I numeri gli danno ragione: venerdì il gasolio ha [toccato](https://focusamerica.it/il-gasolio-negli-stati-uniti-tocca-il-livello-record-di-5-85-dollari-al-gallone/) il record di 5,85 dollari al gallone, quasi il 60% in più rispetto a un anno fa e oltre il precedente picco raggiunto nel giugno 2022 dopo l'invasione dell'Ucraina. La benzina si aggira invece attorno a 4,15 dollari al gallone, contro i 2,98 dollari precedenti alla guerra con l'Iran.