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# Trump vuole dare sussidi al cinema americano per farlo tornare a Hollywood
- URL: https://focusamerica.it/trump-vuole-dare-sussidi-al-cinema-americano-per-farlo-tornare-a-hollywood/
- Published: 2026-09-04T22:00:15.000Z
- Updated: 2026-09-04T22:00:15.000Z
- Description: Il presidente ha annunciato su Truth Social il sostegno agli incentivi per film e serie tv dopo l'incontro con Jon Voight. D'accordo gli studi di Hollywood, i sindacati e il democratico Adam Schiff.
- Author: Redazione
- Tags: Economia, Fisco e tasse, Donald Trump, California, Cultura

Il presidente Donald Trump ha annunciato lunedì 31 agosto il proprio sostegno a un credito d'imposta federale per la produzione di film e serie televisive negli Stati Uniti, cioè a uno sconto sulle tasse legato a quanto una produzione spende sul territorio americano. È la misura che l'industria dell'intrattenimento chiede da oltre un anno per fermare la fuga delle riprese verso i paesi che offrono sussidi più generosi.

L'annuncio è arrivato su Truth Social dopo un incontro con Jon Voight, l'attore di 87 anni che il presidente ha indicato come suo ambasciatore speciale a Hollywood e che spinge per un incentivo federale dal maggio del 2025\. "Hollywood è un disastro completo e totale", ha [scritto](https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/117192406705033763?ref=focusamerica.it) Trump. "Nonostante il nome, ci si lavora pochissimo. Non c'è nessun incentivo a stare lì e questo sta danneggiando moltissimo la California". Secondo il presidente "i soldi spesi in incentivi fiscali saranno ripagati dieci volte dal denaro che affluirà nelle casse del Tesoro".

Nel messaggio non c'è però una cifra. I dirigenti del settore indicano un credito d'imposta federale tra il 15% e il 20%, mentre una parte dell'industria punta a partire dal 25%. Sommata agli incentivi che molti Stati già offrono, una percentuale del genere renderebbe gli Stati Uniti competitivi con il Canada, il Regno Unito e l'Ungheria, dove oggi si girano molti film e molte serie americane.

Il senatore democratico della California Adam Schiff si è schierato subito con il presidente. "Sono pienamente d'accordo con il presidente. Il Congresso deve occuparsene subito e approvare un incentivo fiscale federale per il cinema, per riportare a casa questi posti di lavoro ben pagati che abbiamo perso a vantaggio di altri paesi", ha scritto su X. L'anno scorso Schiff aveva fatto circolare una proposta di legge che prevedeva un credito d'imposta del 15% sui costi del lavoro sostenuti negli Stati Uniti. Di recente ha detto che nel 2025 il 45% dei film e delle serie televisive americane è stato girato all'estero, contro circa il 33% del 2022.

La *Motion Picture Association*, l'associazione che rappresenta i grandi studi di Hollywood, ha appoggiato la proposta pochi minuti dopo il messaggio del presidente e lavora con Voight per arrivare a un credito del 20%. "Un incentivo federale sarebbe un passo storico per portare più produzioni nelle comunità locali di tutti e cinquanta gli Stati, per rafforzare l'economia del paese e per rendere gli Stati Uniti un posto più competitivo dove produrre, creare e raccontare grandi storie", ha dichiarato l'amministratore delegato Charles Rivkin. Sono a favore anche i sindacati degli attori (SAG-AFTRA), dei registi (DGA) e degli sceneggiatori (WGA).

Il settore ha perso circa 73.000 posti di lavoro dal 2022 in tutto il paese, due terzi dei quali a Los Angeles, secondo un'analisi di [*Variety*](https://variety.com/2026/tv/features/hollywoods-exodus-film-tv-production-los-angeles-1236780390/?ref=focusamerica.it). Chi lavora nell'intrattenimento a Los Angeles, in Georgia e altrove trova sempre meno ingaggi, sia per lo spostamento delle riprese all'estero sia per il calo del numero di serie televisive prodotte. Sull'industria pesano anche la concorrenza dello streaming e l'arrivo dell'intelligenza artificiale.

Il sistema americano degli incentivi è cresciuto per vent'anni Stato per Stato: New York, la Georgia e il New Mexico sono diventati poli produttivi grazie ai crediti d'imposta locali, mentre la California ha resistito a lungo, per principio e perché dava per scontato che le riprese a Los Angeles non se ne sarebbero mai andate. L'anno scorso il governatore uscente Gavin Newsom ha più che raddoppiato il programma californiano, portandolo a 750 milioni di dollari. Domenica 30 agosto il Senato della California ha approvato un incentivo per la post-produzione che ora aspetta la sua firma. Sia il democratico Xavier Berraca sia il repubblicano Steve Hilton, candidati a succedergli, chiedono incentivi ancora più generosi.

Una parte dei repubblicani è contraria a sussidiare un'industria i cui volti più noti, attori e registi, sono in larga maggioranza progressisti. Molti lavoratori del settore hanno però mestieri manuali e sono politicamente diversi tra loro quanto le comunità in cui vivono. A favore dell'incentivo federale ci sono anche i costruttori immobiliari proprietari dei grandi complessi di teatri di posa rimasti mezzi vuoti. Gli studi sui programmi statali hanno però messo in dubbio che i crediti d'imposta siano un uso efficiente dei soldi che gli Stati destinano allo sviluppo economico.

Disney e NBCUniversal hanno affittato o costruito poli produttivi nel Regno Unito e difficilmente riporterebbero in fretta negli Stati Uniti la lavorazione dei film, anche con un incentivo federale. Le serie televisive sono più flessibili e nel complesso danno lavoro a più persone del cinema. Le scene newyorkesi dell'ultimo *Spider-Man: Brand New Day* sono state girate a Glasgow, in Scozia.

La decisione non spetta comunque al presidente ma al Congresso: una legge fiscale che tenga insieme i due partiti deve passare in un parlamento profondamente diviso. I lobbisti del settore speravano che la misura potesse essere approvata nella finestra tra le elezioni di metà mandato del 3 novembre e l'insediamento del nuovo Congresso, all'inizio di gennaio, quando i parlamentari uscenti restano in carica e votano le pratiche rimaste in sospeso. Studi, sindacati e parlamentari degli Stati dove si gira di più [chiedono](https://www.wsj.com/politics/policy/trump-calls-for-federal-film-and-television-tax-incentive-e24dd763?ref=focusamerica.it) alla Casa Bianca da oltre un anno di appoggiare l'incentivo. Molti hanno aspettato che a parlare fosse prima il presidente, convinti che solo lui potesse convincere la maggioranza repubblicana del Congresso.

La famiglia Ellison, vicina al presidente, ha preso il controllo di Paramount e sta trattando con le autorità antitrust per finanziare l'acquisto di Warner Bros. Il figlio David ha perorato la causa dell'industria alla Casa Bianca quest'estate. Il suo peso ha contribuito ad avvicinare democratici e repubblicani, sindacati e studi, sulla stessa richiesta.

Nel settembre del 2025 Trump aveva minacciato di imporre un dazio del 100% su tutti i film prodotti fuori dagli Stati Uniti. La minaccia era rimasta lettera morta, anche perché i film non sono merci fisiche che passano da un porto.