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# Trump tratta con Caracas per una quota del petrolio venezuelano
- URL: https://focusamerica.it/trump-tratta-con-caracas-per-una-quota-del-petrolio-venezuelano/
- Published: 2026-08-28T22:00:15.000Z
- Updated: 2026-08-28T22:00:15.000Z
- Description: L'accordo allo studio riguarda giacimenti con riserve per 90 miliardi di barili e potrebbe più che raddoppiare quelli attualmente a disposizione degli Stati Uniti.
- Author: Redazione
- Tags: Politica estera, Venezuela, Petrolio, Donald Trump, Marco Rubio, #ig-pubblicato

L'Amministrazione di Donald Trump sta negoziando con il governo ad interim del Venezuela l'acquisizione di una partecipazione nelle risorse petrolifere del Paese, che possiede le maggiori riserve accertate al mondo. Lo hanno rivelato ad [Axios](https://www.axios.com/2026/08/27/trump-venezuela-oil-deal-talks?ref=focusamerica.it) due funzionari americani, secondo i quali l'intesa porterebbe sotto il controllo degli Stati Uniti una quantità di petrolio più che doppia rispetto alle attuali riserve americane. "Definire enorme questo accordo sarebbe riduttivo", ha detto uno dei due. "È colossale".

I dettagli sono ancora in discussione, ma la trattativa riguarda più di una decina di giacimenti produttivi con riserve accertate complessive per 90 miliardi di barili, non l'intero patrimonio venezuelano di circa 300 miliardi. In passato quei giacimenti erano controllati da esponenti della cerchia di potere venezuelana, alcuni dei quali incriminati negli Stati Uniti, e da soggetti legati alla Cina. In cambio della partecipazione ceduta a Washington, il Venezuela otterrebbe lo sviluppo dei giacimenti da parte di società private, comprese aziende americane, e una quota maggiore dei ricavi petroliferi destinata alle casse dello Stato.

Dottrina Donroe · Energia

## Gli Stati Uniti trattano una quota del petrolio venezuelano: in gioco *90 miliardi di barili*

L’intesa negoziata dal Segretario di Stato Marco Rubio con il governo ad interim di Delcy Rodríguez riguarda più di dieci giacimenti già produttivi. Se andasse in porto, porterebbe sotto controllo americano una quantità di greggio più che doppia rispetto a tutte le riserve degli Stati Uniti.

Grafica di FocusAmerica 27 agosto 2026 

Riserve accertate, in miliardi di barili

- **300 miliardi di barili** — le riserve accertate del Venezuela, le maggiori al mondo.
- **90 miliardi di barili** — i giacimenti in trattativa con Washington.
- **44 miliardi di barili** — le riserve accertate degli Stati Uniti.

Le tre chiavi dell’accordo

1Perché adesso 2La cronologia 3Chi ottiene cosa 

La riserva strategica

La scorta di emergenza americana è ai minimi da quarant’anni

Due guerre hanno stravolto l’offerta mondiale di greggio e spinto i prezzi verso l’alto. Washington ha svuotato la sua riserva di emergenza e ora cerca petrolio vicino a casa.

Marzo 2026 172 

Il minimo dal 1982 

milioni di barili

riserva strategica

Il prelievo dalla Riserva Strategica di Petrolio autorizzato per fronteggiare la chiusura dello Stretto di Hormuz.

Dopo quel prelievo la scorta americana è scesa al livello più basso da oltre quarant’anni.

Che cosa spinge la trattativa

- 01**La guerra contro l’Iran**La chiusura dello Stretto di Hormuz ha strozzato le forniture e costretto gli Stati Uniti ad attingere alla scorta di emergenza.
- 02**La guerra in Ucraina**Il secondo shock che ha riscritto le rotte del greggio e tiene i prezzi sotto pressione.
- 03**I pozzi venezuelani fermi**Dopo anni di cattiva gestione sotto Nicolás Maduro e, prima di lui, Hugo Chávez, i giacimenti hanno bisogno di capitali e tecnologia stranieri.

Otto mesi di pressione

Dalla cattura di Maduro al tavolo sul petrolio

Trump aveva cominciato a valutare in privato una partecipazione americana nei giacimenti prima ancora di ordinare l’arresto del presidente venezuelano.

- 1999  
Hugo Chávez sale al potere. Comincia il lungo declino dell’industria petrolifera venezuelana, proseguito sotto Maduro.
- 3 gennaio 2026  
Trump autorizza la cattura di **Nicolás Maduro**, che ora risponde di narcoterrorismo davanti a un tribunale di New York.
- Febbraio 2026  
Il Segretario all’Energia **Chris Wright** visita gli impianti a Caracas insieme alla presidente ad interim Delcy Rodríguez.
- Marzo 2026  
Il prelievo di 172 milioni di barili porta la Riserva Strategica ai minimi dal 1982.
- Luglio 2026  
Alti funzionari del Dipartimento di Stato e del Pentagono incontrano a Caracas le controparti venezuelane sui dettagli dell’intesa.
- 27 agosto 2026  
Due funzionari americani rivelano ad Axios la trattativa. La guidano **Marco Rubio** e Rodríguez; alla Casa Bianca ha un ruolo di primo piano Stephen Miller.
- La prossima settimana  
Wright valuta un nuovo viaggio in Venezuela. Il suo dipartimento studia come far salire in fretta la produzione affidata alle aziende americane.

Lo scambio

Che cosa mette sul piatto ciascuna delle due parti

I dettagli sono ancora in discussione, ma lo scambio ha una forma già riconoscibile: Washington ottiene il controllo di una quota dei giacimenti, Caracas ottiene i capitali per rimetterli in funzione.

Washington

Ottiene riserve, e le sottrae ad altri

- Una partecipazione in più di dieci giacimenti già produttivi.
- 90 miliardi di barili di riserve accertate: più del doppio di quelle americane.
- Giacimenti finora controllati da uomini della cerchia di Maduro, alcuni incriminati negli Stati Uniti, e da soggetti legati alla Cina.
- Un pilastro della sicurezza energetica e del predominio americano nell’emisfero occidentale.

Caracas

Ottiene capitali e una quota dei ricavi

- Lo sviluppo dei giacimenti da parte di società private, comprese aziende americane.
- Una quota maggiore dei ricavi petroliferi destinata alle casse dello Stato.
- La riattivazione di un settore lasciato in abbandono da anni di cattiva gestione.

**Il nodo politico**Rodríguez rischia l’accusa di svendere le risorse naturali del Paese. Per questo i tempi della firma restano incerti: Washington ha bisogno di quel petrolio, ma per ottenerlo deve convincere i venezuelani che il vantaggio non sarà soltanto americano.

Fonte: Axios, 27 agosto 2026 (trattativa e volumi in discussione); EIA per le riserve accertate degli Stati Uniti; stime OPEC ed EIA per le riserve del Venezuela.

### **La corsa all'accordo**

A rendere più urgente la conclusione dell'intesa sono le guerre in corso contro l'Iran e in Ucraina, che hanno sconvolto l'offerta mondiale di greggio e spinto i prezzi verso l'alto. Pesa però anche il livello della Riserva Strategica di Petrolio degli Stati Uniti, sceso ai minimi dal 1982 dopo il prelievo di 172 milioni di barili autorizzato a marzo per fronteggiare la crisi provocata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Il settore petrolifero venezuelano, dal canto suo, versa in condizioni di relativo abbandono dopo anni di cattiva gestione sotto Nicolás Maduro e, prima di lui, Hugo Chávez, salito al potere nel 1999.

La trattativa è guidata dal Segretario di Stato Marco Rubio e dalla presidente ad interim venezuelana Delcy Rodríguez. Il mese scorso alti funzionari del Dipartimento di Stato e del Pentagono hanno incontrato a Caracas le controparti venezuelane per discutere proprio i dettagli dell'intesa. Un ruolo di primo piano è svolto anche da Stephen Miller, vice capo di gabinetto della Casa Bianca. Trump aveva cominciato a valutare in privato una partecipazione americana nei giacimenti venezuelani ancora prima di autorizzare, il 3 gennaio, la cattura di Maduro, che ora deve rispondere dell'accusa di narcoterrorismo davanti a un tribunale di New York.

### **Il nodo politico**

Per Trump, l'accordo potrebbe diventare uno dei risultati destinati a segnare la sua eredità politica: la sicurezza energetica degli Stati Uniti e il predominio americano nell'emisfero occidentale sono infatti i pilastri della cosiddetta "*Dottrina Donroe*". "Il presidente Trump è vicino a garantire il futuro energetico dell'America per le generazioni a venire, non soltanto negli Stati Uniti ma nell'intero emisfero", ha detto ad *Axios* il secondo funzionario.

La Casa Bianca sa tuttavia che Rodríguez potrebbe essere accusata di cedere agli Stati Uniti le risorse naturali del Venezuela. "Stiamo facendo tutto il possibile per mostrare come l'accordo andrà a beneficio del popolo venezuelano, perché sarà così", ha affermato uno dei funzionari. I tempi per la firma restano così incerti, ma il Segretario all'Energia Chris Wright, già recatosi a Caracas a febbraio per visitare gli impianti insieme a Rodríguez, sta valutando un nuovo viaggio in Venezuela la prossima settimana. Nel frattempo, il suo dipartimento studia come aumentare rapidamente la produzione affidata alle aziende americane. Washington ha assoluto bisogno di quel petrolio, ma per ottenerlo deve convincere i venezuelani che a trarne vantaggio non saranno soltanto gli Stati Uniti.