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# Trump spera che i sondaggi sulle midterm sbaglino come nelle ultime tre presidenziali
- URL: https://focusamerica.it/trump-spera-che-i-sondaggi-sulle-midterm-sbaglino-come-nelle-ultime-tre-presidenziali/
- Published: 2026-10-11T08:15:41.000Z
- Updated: 2026-10-11T08:15:41.000Z
- Description: I democratici sono avanti di circa otto punti, ma nel 2016, nel 2020 e nel 2024 i sondaggi li avevano sovrastimati. Che cosa è cambiato da allora e che cosa dicono i dati di quest'anno.
- Author: Lorenzo Ruffino
- Tags: Sondaggi, USA 2026, Midterm, Democratici, Repubblicani, #ig-pubblicato

A meno di un mese dal voto, i sondaggi danno i democratici in una posizione di forza. A livello nazionale sono avanti di circa otto punti nelle intenzioni di voto per il Congresso, più dei 3,5 punti che probabilmente servono per conquistare la maggioranza alla Camera. Al Senato i loro candidati sono in vantaggio, almeno di poco, in sei corse per seggi oggi dei repubblicani: due in più dei quattro che servono per [prendere](https://focusamerica.it/il-nostro-modello-il-maine-si-avvicina-ai-repubblicani-il-senato-scende-a-68-su-100/) il controllo dell'aula.

I repubblicani sperano che sia un'illusione. Nelle ultime tre elezioni presidenziali i sondaggi hanno sovrastimato il sostegno ai democratici. Alcuni segnali fanno pensare che possa [succedere](https://focusamerica.it/come-i-sondaggi-potrebbero-sbagliare-di-nuovo-a-favore-di-trump/) di nuovo. Il sondaggista repubblicano Patrick Ruffini ha [calcolato](https://x.com/PatrickRuffini/status/2105659068303978545?ref=focusamerica.it) che tra il 2018 e il 2024, a questo punto della campagna, i sondaggi sopravvalutavano in media di 6,2 punti i candidati democratici al Senato in Iowa, Michigan e Ohio, tre stati dove quest'anno le corse per il Senato sono in bilico. Chaz Nuttycombe, sondaggista di State Navigate, ha [raccontato](https://x.com/ChazNuttycombe/status/2107473443159670920?ref=focusamerica.it) che in un distretto legislativo dell'Iowa gli elettori repubblicani delle zone rurali non hanno risposto al suo sondaggio: per lui potrebbe essere un campanello d'allarme per tutti i sondaggi nello stato.

Secondo Scott Clement, il sondaggista del [Washington Post](https://www.washingtonpost.com/politics/2026/10/08/gop-hope-democratic-worry-are-midterm-polls-underestimating-republicans/?ref=focusamerica.it), è impossibile sapere in anticipo se i sondaggi sovrastimeranno i democratici o i repubblicani. Si può però capire perché hanno sbagliato negli ultimi anni, come si sono corretti gli istituti e che cosa mostrano i dati di quest'anno.

Ogni sondaggio ha un errore casuale, quello indicato dal margine di errore, e in teoria in una stessa elezione dovrebbe sbagliare a favore dei due partiti più o meno nella stessa misura. Le cose vanno diversamente: secondo un'[analisi](https://www.natesilver.net/p/so-how-did-the-polls-do-in-2024-its?ref=focusamerica.it) di Silver Bulletin, il sito dell'analista Nate Silver, negli ultimi 14 cicli elettorali per presidente, Congresso e governatori i sondaggi hanno sovrastimato in modo sistematico uno dei due partiti, in media di due punti.

L'anno peggiore è stato il 2020, quando i sondaggi hanno sovrastimato i candidati democratici di 4,7 punti in media, più dei tre punti del 2016 e dei 2,9 del 2024\. Alle midterm è andata meglio: nel 2018, le prime elezioni di metà mandato del presidente Trump, e nel 2022, con Joe Biden alla Casa Bianca, l'errore sistematico è stato inferiore a un punto.

Sondaggi · Stati Uniti

## Dal 2014 i sondaggi hanno sovrastimato i democratici *in cinque elezioni su sei*

Errore medio dei sondaggi nelle ultime tre settimane prima del voto per presidente, Senato, Camera e governatori, in punti. Sopra lo zero, in blu, gli anni in cui i sondaggi hanno sovrastimato i democratici; sotto, in rosso, quelli in cui hanno sovrastimato i repubblicani. L’errore più grande è del 2020, 4,7 punti; nelle midterm del 2018 e del 2022 è rimasto sotto il punto.

4 2 2 4 0 Democratici sovrastimati Repubblicani sovrastimati 

3,8

1,8

2,7

1,4

0,1

0,8

0,3

2,8

2,8

3,0

0,5

4,7

0,8

2,9

1998’98 2000’00 2002’02 2004’04 2006’06 2008’08 2010’10 2012’12 2014’14 2016’16 2018’18 2020’20 2022’22 2024’24 

Elezioni di metà mandato (midterm) 

Fonte Stime di Silver Bulletin sui sondaggi condotti negli ultimi 21 giorni prima delle elezioni generali per presidente, Senato, Camera e governatori. L’errore è la differenza media tra il margine indicato dai sondaggi e quello reale. 

Per Clement la causa più probabile di questi errori è la distorsione da mancata risposta. Quando gli elettori di un partito partecipano ai sondaggi meno di quelli dell'altro e l'istituto non se ne accorge o non riesce a correggere, il sondaggio sottostima il candidato di quel partito. Trump, che attacca spesso i sondaggi come parte di un sistema "truccato", è un caso particolare: è molto popolare tra gli elettori con un titolo di studio più basso, poco coinvolti nella vita civica e con poca fiducia negli altri. Sono proprio i gruppi che rispondono meno ai sondaggi. Gli istituti possono pesare i campioni in base all'istruzione, cioè dare a ogni intervistato un peso diverso perché il campione rispecchi la popolazione, ma non sempre è bastato.

Per il 2020 i sondaggisti hanno anche ipotizzato un ruolo della pandemia. I democratici erano molto più preoccupati del contagio e restavano più spesso a casa, quindi erano più disponibili a rispondere a un sondaggio elettorale.

Un numero crescente di istituti, compreso il Washington Post, estrae i campioni dalle liste ufficiali degli elettori registrati (negli Stati Uniti per votare bisogna iscriversi), che nella maggior parte degli stati contengono indicatori affidabili dell'appartenenza politica. Oltre che per età, sesso o etnia, molti istituti pesano inoltre i campioni per partito, partecipazione al voto e scelta alle ultime presidenziali. Sono tutte correzioni pensate per recuperare gli elettori di Trump che mancano nei campioni.

La ponderazione in base al voto passato e ad altre variabili politiche è considerata uno dei motivi per cui l'errore dei sondaggi si è ridotto tra il 2020 e il 2024\. Lo ha scritto anche il [rapporto](https://aapor.org/announcements/2024-pre-election-polling-report/?ref=focusamerica.it) sulle elezioni del 2024 dell'*American Association for Public Opinion Research*, l'associazione americana dei ricercatori di opinione pubblica, di cui Clement è tra gli autori. Nei sondaggi statali del Washington Post, pesare i campioni sul voto alle ultime presidenziali ha ridotto la distorsione di 1,6 punti in media. Le liste elettorali permettono anche di controllare quanto rispondono i diversi gruppi e di sperimentare altri modi per migliorare la precisione.

Gli istituti di solito non pubblicano i tassi di risposta per gruppo, ma un sondaggio realizzato a settembre in Michigan dal Washington Post con la Schar School, la scuola di politiche pubbliche della George Mason University, mostra come sono cambiate le cose. Quest'anno gli elettori registrati come democratici sono stati più difficili da raggiungere dei repubblicani, sia con i messaggi di testo sia con le telefonate. Una volta raggiunti, però, i democratici hanno completato l'intervista più spesso. Rispetto a un sondaggio simile del 2024, la quota di democratici che arriva in fondo all'intervista è salita, mentre quella dei repubblicani è rimasta stabile.

Secondo Clement questa maggiore disponibilità potrebbe indicare che i democratici sono più interessati a votare. I sondaggi del Washington Post correggono le differenze di risposta tra i partiti, ma per stimare chi andrà davvero alle urne usano la partecipazione alle elezioni passate e una domanda sulla probabilità di votare.

Le modifiche introdotte dagli istituti hanno probabilmente ridotto il rischio di un grande errore quest'anno, ma non lo eliminano. I sondaggi potrebbero essere più o meno precisi a seconda delle regioni, come suggeriscono i calcoli di Ruffini. Non è detto nemmeno che l'errore vada a favore dei democratici: se la partecipazione degli elettori di Trump crollasse, i sondaggi che costruiscono il campione perché rispecchi il voto del 2024 finirebbero per sottostimarli.

Clement suggerisce di leggere i risultati immaginando che cosa succederebbe con un errore di tre punti in una direzione o nell'altra. Secondo il [modello](https://www.natesilver.net/p/nate-silver-2026-midterm-election-polls-model?ref=focusamerica.it) di Nate Silver, se i sondaggi sovrastimassero i democratici di tre punti, probabilmente vincerebbero comunque la Camera ma perderebbero il Senato. Se invece sovrastimassero i repubblicani della stessa misura, per i democratici potrebbe arrivare un'ondata travolgente.