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# Trump minaccia di fermare il commercio con gli altri Paesi se la Fed non taglierà i tassi
- URL: https://focusamerica.it/trump-minaccia-di-fermare-il-commercio-con-gli-altri-paesi-se-la-fed-non-tagliera-i-tassi/
- Published: 2026-09-05T21:45:40.000Z
- Updated: 2026-09-05T21:45:40.000Z
- Description: Il presidente torna ad attaccare la Banca Centrale dopo i buoni dati sul lavoro, anche se inflazione e occupazione sembrano spingere nella direzione opposta. E il potere di bloccare gli scambi commerciali resta giuridicamente controverso.
- Author: Redazione
- Tags: Economia, Federal Reserve, Dazi, Donald Trump, Inflazione

Donald Trump ha [minacciato](https://edition.cnn.com/2026/09/04/economy/trump-trade-fed?ref=focusamerica.it) ieri di essere pronto ad interrompere gli scambi commerciali degli Stati Uniti con buona parte del mondo se la *Federal Reserve* non abbasserà i tassi di interesse. "Abbassate il tasso o smetterò di commerciare con i Paesi con cui abbiamo un deficit commerciale", ha scritto su Truth Social, sostenendo che la Corte Suprema, nella sua decisione sui dazi, avrebbe riconosciuto al presidente il potere assoluto di farlo. "È un potere più forte dei dazi", ha aggiunto, invitando il Consiglio dei Governatori della *Federal Reserve* a "comportarsi come patrioti per una volta".

![](https://focusamerica.it/content/images/2026/09/image-3.png)

La nuova minaccia è arrivata poche ore dopo la pubblicazione dei dati sull'occupazione di agosto, che hanno [sorpreso](https://focusamerica.it/il-mercato-del-lavoro-usa-torna-a-correre-162mila-nuovi-posti-di-lavoro-ad-agosto/) quasi tutti: l'economia americana ha creato 162.000 posti di lavoro, contro i 53.000 previsti dagli economisti, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 4,1%. Un mercato del lavoro così solido riduce inevitabilmente lo spazio per un taglio dei tassi e rafforza, al contrario, la possibilità di un rialzo. I mercati hanno reagito immediatamente: secondo lo strumento *FedWatch* del *CME*, la probabilità di un aumento alla riunione di settembre è salita al 60%, dal 49% del giorno precedente. 

Il comitato di politica monetaria della *Federal Reserve* si riunirà per due giorni a partire dal 15 settembre e i suoi membri hanno finora inviato segnali contrastanti. Kevin Warsh, il neo presidente scelto da Trump per sostituire Jerome Powell dopo mesi di pressioni sulla Banca Centrale affinché riducesse il costo del denaro, al simposio di Jackson Hole ha affermato che la sua istituzione deve avere la certezza che l'inflazione di fondo stia tornando verso l'obiettivo "con chiarezza e a una velocità sufficiente": in caso contrario, ha aggiunto, "abbiamo del lavoro da fare". Il governatore Michael Barr si è detto invece pronto a votare presto per un rialzo se i nuovi dati non mostreranno progressi verso l'obiettivo del 2%, mentre Chris Waller preferisce attendere, pur senza escludere un aumento. Molto dipenderà quindi dal dato dell'indice dei prezzi al consumo di agosto, in uscita venerdì prossimo.

### **Inflazione in aumento e rischio di nuovi rincari**

Secondo gli ultimi dati di luglio l'inflazione annua è arrivata al 3,4%, un punto percentuale in più rispetto a febbraio, quando è scoppiata la guerra con l'Iran. L'accelerazione è stata alimentata soprattutto dall'aumento del prezzo dei carburanti, con il traffico delle petroliere fortemente ridotto nello Stretto di Hormuz: la benzina costa ora circa 4,03 dollari al gallone e la componente energetica dell'indice dei prezzi è aumentata del 14,7% su base annua. Anche il trasporto delle merci è diventato più costoso e diverse aziende hanno già [annunciato](https://focusamerica.it/carne-grano-e-diesel-negli-stati-uniti-torna-lallarme-caro-spesa/) aumenti dei listini delle proprie merci.

In questo contesto, interrompere gli scambi con i Paesi nei confronti dei quali gli Stati Uniti registrano un deficit commerciale rischierebbe di aggravare proprio queste pressioni. Washington ha [chiuso](https://focusamerica.it/il-deficit-commerciale-degli-stati-uniti-torna-ai-massimi-da-16-mesi-grazie-al-boom-dellia/) lo scorso anno con un disavanzo commerciale complessivo di 1.200 miliardi di dollari. Oltre 200 miliardi riguardavano gli scambi con la Cina, mentre tra gli altri principali Paesi con cui gli Stati Uniti registrano un deficit figurano Messico e Vietnam, oltre a Canada e Unione Europea. Una sospensione delle importazioni potrebbe essere assorbita soltanto se le imprese americane riuscissero a trovare rapidamente fornitori alternativi, un'operazione difficile in molti settori e, in alcuni casi, impraticabile, con possibili effetti a catena su aziende e consumatori.

### **Il nodo giuridico e lo scontro con la Banca Centrale**

Anche il fondamento giuridico della minaccia è meno netto di quanto sostenuto da Trump. La sentenza citata dal presidente è quella del 20 febbraio, con cui la Corte Suprema ha stabilito, con una maggioranza di 6 giudici contro 3, che la legge sui poteri economici di emergenza non autorizza il presidente a imporre dazi. La decisione ha così invalidato l'impianto tariffario costruito su quella base e rinviato alla Corte del Commercio Internazionale la questione dei rimborsi.

Non è il primo episodio dello scontro tra Trump e la *Federal Reserve*. Lunedì, parlando dinanzi ai giornalisti nello Studio Ovale, il presidente aveva definito "ridicolo" persino discutere di un rialzo dei tassi, sostenendo che "la crescita economica non genera inflazione". In precedenza aveva tentato di rimuovere la governatrice Lisa Cook sulla base di accuse di frode ipotecaria mai comprovate e per le quali non è stata incriminata, finché la Corte Suprema non ha stabilito che il presidente non aveva il potere di destituirla. Il Dipartimento di Giustizia aveva inoltre aperto un'indagine penale su Powell per la gestione dei lavori di ristrutturazione della sede della *Fed*, indagine poi archiviata, eliminando uno degli ostacoli alla conferma di Warsh al Senato.