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# Trump insiste che i suoi comizi stanno salvando i repubblicani, ma i candidati in bilico lo tengono a distanza
- URL: https://focusamerica.it/trump-insiste-che-i-suoi-comizi-stanno-salvando-i-repubblicani-ma-i-candidati-in-bilico-lo-tengono-a-distanza/
- Published: 2026-10-10T15:45:13.000Z
- Updated: 2026-10-10T15:45:13.000Z
- Description: Il presidente ha parlato dei suoi comizi almeno cinque volte in un giorno. Intanto Abbott salta il suo evento in Texas, Collins non lo vuole in Maine e in Iowa i candidati prendono le distanze.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Donald Trump, Repubblicani, #ig-pubblicato

Martedì il presidente Donald Trump ha parlato dei suoi comizi almeno cinque volte, anche quando nessuno glielo aveva chiesto. "Sto girando a fare comizi e il Partito repubblicano sta cominciando ad andare alle stelle", ha detto durante un evento non elettorale a Baltimora. Sul suo social network, Truth, ha scritto che "stiamo ribaltando sfide ovunque" e poi, in un altro messaggio tutto in maiuscolo, che i suoi comizi "stanno salvando di nuovo il Partito repubblicano". A meno di quattro settimane dalle midterm del 3 novembre, le elezioni di metà mandato in cui si rinnova il Congresso, molti candidati repubblicani nelle sfide più combattute però non vogliono farsi vedere accanto a lui.

Secondo un'analisi della [CNN](https://edition.cnn.com/2026/10/07/politics/trump-republicans-distancing-midterms?ref=focusamerica.it), l'insistenza del presidente è un modo per compensare un problema evidente. A settembre pochi candidati in bilico avevano partecipato alla convention di metà mandato organizzata da Trump, il grande raduno del partito costruito attorno alla sua figura. Da allora il presidente ha fatto comizi soprattutto in Stati considerati [sicuri](https://focusamerica.it/trump-ora-fa-comizi-negli-stati-che-dovrebbero-essere-sicuri/) per i repubblicani, come Alabama, Oklahoma e New York, e solo in pochi collegi davvero contesi. Anche in Texas il governatore repubblicano Greg Abbott non parteciperà al prossimo comizio del presidente, motivando l'assenza con impegni già presi.

Trump è convinto di poter trascinare da solo il suo partito alla vittoria, nonostante un tasso di approvazione molto basso. Parlando con i giornalisti ha detto che "i comizi hanno cambiato le cose". Quando gli hanno chiesto della registrazione in cui Ken Paxton, candidato repubblicano al Senato in Texas, [lamentava](https://focusamerica.it/il-candidato-repubblicano-in-texas-dice-in-privato-che-la-sua-campagna-e-decisa-a-washington/) che la sua campagna fosse gestita da Washington, il presidente ha risposto che Paxton sta andando "molto meglio" da quando lui ha cominciato a fare comizi, pochi giorni fa.

Lunedì, a chi gli chiedeva se farà campagna in Michigan, Trump ha risposto di sì. Sul Maine è stato più incerto: "Non so per il Maine. Credo che andremo anche in Maine". La senatrice repubblicana Susan Collins, che cerca la rielezione in uno Stato vinto dai democratici alle ultime presidenziali, ha però ripetuto più volte di non aspettarsi una sua visita, l'ultima durante il [dibattito](https://focusamerica.it/ce-stato-il-primo-dibattito-in-maine-tra-jackson-e-collins/) di martedì sera con lo sfidante democratico. Già a giugno aveva detto al New York Times: "Semplicemente non succederà".

La questione è delicata anche in Iowa, dove tre deputati repubblicani hanno preso in parte le distanze dal presidente sulla guerra con l'Iran. Anche Ashley Hinson, deputata e candidata repubblicana al Senato, sembra voler mantenere una certa distanza da Trump. La settimana scorsa, durante un evento alla Casa Bianca a cui partecipavano i parlamentari dell'Iowa, il presidente li ha messi in imbarazzo annunciando nuovi eventi elettorali insieme: "Verrò in Iowa. Faremo un grande comizio e saremo tutti lì insieme. Dobbiamo farvi eleggere tutti". Hinson ha risposto: "Le terremo da parte una bella braciola di maiale dell'Iowa, signore".

A inizio settembre, quando era diventato chiaro che molti candidati delle sfide più importanti avrebbero saltato la convention, Trump aveva negato che dipendesse dai suoi sondaggi negativi. "Tutti vogliono venire", aveva detto. "Il motivo per cui alcuni non vengono è che non abbiamo posto per 500 politici". In quei giorni aveva anche promesso di fare campagna per tutti i repubblicani nei collegi più in bilico. "Andrò in ognuno di quei 35 posti e vedremo se riusciamo a far eleggere tutti", aveva detto il 2 settembre, per poi ripeterlo alla convention una settimana dopo: "In un paio di casi ci andrò due volte". Finora quel giro non c'è stato.

Non ci sono prove che i comizi stiano aiutando i repubblicani. Secondo la CNN la convention sembra anzi aver avuto l'effetto opposto: proprio in quei giorni il cosiddetto *generic ballot*, il sondaggio in cui si chiede agli elettori quale partito voterebbero per il Congresso senza nominare i candidati e uno degli indicatori più seguiti in vista delle midterm, si è spostato a favore dei democratici.

Per Trump la percezione di essere un peso elettorale è un problema che va oltre il voto di novembre. La capacità di mobilitare la base con grandi comizi è da sempre una parte centrale della sua immagine politica. Il controllo sul partito, costruito in dieci anni, è una delle poche risorse politiche che gli restano. Se un numero crescente di candidati repubblicani lo considera un ostacolo e un presidente ormai a fine corsa, quel controllo rischia di indebolirsi.