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# Trump ha promesso comizi in tutti i collegi in bilico, ma non li sta facendo
- URL: https://focusamerica.it/trump-ha-promesso-comizi-in-tutti-i-collegi-in-bilico-ma-non-li-sta-facendo/
- Published: 2026-09-25T14:30:04.000Z
- Updated: 2026-09-25T14:30:04.000Z
- Description: A meno di 50 giorni dal voto il presidente non ha mantenuto l'impegno preso con i candidati repubblicani. Alcuni di loro preferirebbero tenerlo lontano dai propri collegi.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Donald Trump, Repubblicani, #ig-pubblicato

Il presidente Donald Trump è in ritardo sul giro di comizi che aveva [promesso](https://focusamerica.it/in-privato-trump-ammette-che-le-sue-scelte-hanno-peggiorato-la-situazione-dei-repubblicani/) ai candidati repubblicani nei 35 collegi e Stati in bilico. Al voto di metà mandato del 3 novembre mancano meno di 50 giorni e per mantenere l'impegno dovrebbe passare gran parte del tempo che resta sull'aereo presidenziale.

Diversi candidati repubblicani nelle zone più contese, però, non sembrano volerlo nei propri collegi. Alcuni hanno preso le distanze dal presidente e hanno [chiesto](https://www.washingtonpost.com/politics/2026/09/22/republican-candidates-are-breaking-with-trump-iran-midterms-loom/?ref=focusamerica.it) una sospensione delle esportazioni di diesel per far scendere i prezzi alla pompa e la fine della guerra con l'Iran. Sul diesel il presidente ha poi [aperto](https://focusamerica.it/trump-apre-al-blocco-delle-esportazioni-di-diesel/) all'ipotesi di un blocco. Diversi candidati hanno inoltre disertato la convention del partito dedicata alle elezioni di metà mandato, citando impegni già presi o la necessità di restare nei propri territori.

Gli strateghi repubblicani spiegano che ogni candidato deciderà caso per caso se concordare con lo staff presidenziale una tappa nel proprio collegio, a seconda di quanto voglia associarsi a Trump nella fase finale della campagna.

"Il presidente Trump è il leader indiscusso, il miglior messaggero e il motivatore ineguagliabile del Partito Repubblicano, ed è impegnato a mantenere le maggioranze repubblicane al Congresso", ha dichiarato in una nota al [*National Journal*](https://www.nationaljournal.com/s/732992/trump-behind-schedule-on-pledge-to-visit-35-battlegrounds/?ref=focusamerica.it) il portavoce della Casa Bianca Davis Ingle.

Il rapporto tra Trump e i candidati del suo partito è stato difficile anche nelle tornate precedenti. Nel 2018 la sua indicazione ai repubblicani del Congresso di puntare sull'abrogazione dell'Affordable Care Act, la riforma sanitaria voluta da Barack Obama, danneggiò le loro possibilità di vittoria. Nel 2022 entrò in conflitto con i candidati che non sostenevano le sue accuse infondate di brogli sul voto del 2020.

In questo ciclo elettorale il presidente ha chiesto ai candidati di parlare degli assegni da 5.000 dollari che ha promesso agli americani e di rivendicare i risultati della sua amministrazione. Molti lo hanno [ignorato](https://www.washingtonpost.com/politics/2026/09/16/trump-told-republicans-talk-about-him-tout-5000-payouts-they-arent/?ref=focusamerica.it) e hanno preferito costruire messaggi propri.

"Nello scenario migliore aiuta a portare alle urne gli elettori che votano di rado, quelli di cui i repubblicani avranno bisogno per vincere a novembre", ha detto al National Journal lo stratega repubblicano del Michigan Jason Cabel Roe. "Nello scenario peggiore sta provando a trasformare il voto in un referendum su di sé, che non mi pare una proposta vincente in questo momento".

Per la prima volta Trump ha messo buona parte del proprio tesoretto elettorale a disposizione degli altri candidati nella fase finale della campagna. Tre super PAC legati al presidente, cioè comitati che raccolgono e spendono denaro a sostegno di un candidato senza limiti di importo ma senza poter coordinare la spesa con la sua campagna, hanno prenotato oltre 165 milioni di dollari di spot tra il primo settembre e il 31 dicembre. Si tratta di MAGA Inc., Safety and Affordability PAC e No Going Back PAC. La stima arriva da AdImpact, una società indipendente che monitora gli acquisti pubblicitari.

"C'era molto scetticismo sul fatto che quei soldi di MAGA Inc. venissero davvero spesi e invece l'hanno fatto", ha detto Roe. "Ovviamente per questo presidente c'è molto in gioco in queste elezioni".

Lo sforzo potrebbe non bastare a ribaltare una regolarità storica: il partito del presidente in carica perde in media 28 seggi alle elezioni di metà mandato. Il tempo a disposizione per far arrivare il messaggio presidenziale è più breve di quanto sembri. Il voto per posta è già cominciato in 19 Stati e i seggi per il voto anticipato hanno aperto in Alabama, Mississippi, South Dakota, Virginia e Vermont.

Nei collegi saldamente repubblicani Trump ha ripiegato sui tele-rally, brevi comizi virtuali al telefono in cui invita gli elettori ad andare a votare per il candidato che sostiene. Finora ne ha tenuti per 18 candidati, in alcuni casi più di uno per la stessa persona. Dei 13 candidati per cui aveva organizzato un tele-rally durante le primarie, tre hanno perso: Burt Jones in Georgia, Pamela Evette in South Carolina e Megan Degenfelder in Wyoming.

I comizi, sia quelli in presenza sia quelli telefonici, permettono allo staff presidenziale di raccogliere i contatti dei partecipanti, da ricontattare poi per chiedere donazioni più consistenti o per convincerli a portare al voto amici e conoscenti. "La raccolta di dati che la campagna di Trump e i repubblicani riescono a mettere insieme con la sua presenza, in un comizio o in un tele-rally, non va sottovalutata", ha detto al National Journal lo stratega repubblicano Mark Bednar. "È un elemento molto importante per coinvolgere i piccoli donatori, che poi diventano più attivi nel processo".

La posta in gioco per il presidente è più alta che in passato. Trump e i repubblicani insistono sul rischio che i democratici, se riconquistassero il Congresso, possano mettere di nuovo sotto accusa il presidente con una procedura di impeachment. In due anni di secondo mandato Trump ha usato il Congresso per portare avanti la propria agenda con pochi ostacoli. "La sua capacità di ottenere quello che vuole dal Congresso farebbe arrossire Ronald Reagan o uno qualsiasi dei Bush", ha detto Bednar. "Con le leggi di bilancio o con i diversi provvedimenti di spesa, il presidente Trump può ordinare quello che vuole dal menù legislativo e gli viene servito".