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# Trump ha detto 38 volte che l'accordo con l'Iran era imminente
- URL: https://focusamerica.it/trump-ha-detto-38-volte-che-laccordo-con-liran-era-imminente/
- Published: 2026-06-10T10:00:48.000Z
- Updated: 2026-06-10T10:00:48.000Z
- Description: In due mesi e mezzo Trump ha detto 38 volte che l'accordo era imminente. Dal 23 marzo ha ripetuto che l'intesa era a giorni dalla firma, ma dopo la tregua del 7 aprile non è mai arrivata.
- Author: Redazione
- Tags: Politica estera, La guerra tra Stati Uniti e Iran

Il presidente Donald Trump ha detto almeno 38 volte in poco più di due mesi che un accordo con l'Iran era imminente. A ricostruirlo è stata la [CNN](https://edition.cnn.com/2026/06/09/politics/times-trump-iran-deal-close?ref=focusamerica.it) sull base di post sui social network, apparizioni pubbliche e telefonate con i giornalisti. L'intesa, però, non è mai arrivata.

Il 7 aprile Trump aveva scritto su *Truth Social* che i negoziati erano "molto avanti" ma servivano due settimane perché "l'accordo fosse finalizzato". La tregua concordata in quel momento doveva durare proprio due settimane, il tempo necessario per definire i termini dell'intesa. Sono passati più di due mesi e di quell'accordo non c'è traccia.

La sequenza di annunci era cominciata il 23 marzo, a meno di un mese dall'inizio della guerra. Quel giorno Trump disse ai giornalisti fuori dall'*Air Force One* che c'erano "punti di accordo importanti, direi quasi tutti i punti di accordo". In realtà, l'Iran smentì l'esistenza di qualsiasi negoziato.

Già il giorno dopo il presidente cominciò a usare un ritornello che sarebbe diventato ricorrente: l'Iran era disperato e voleva un'intesa a tutti i costi. Il 25 marzo disse che Teheran voleva "fare un accordo a ogni costo". Il 26 marzo, durante una riunione di Gabinetto, disse che l'Iran stava "implorando di fare un accordo". Nonostante questa presunta urgenza, l'Iran resiste da allora.

Con l'avvicinarsi del cessate il fuoco, le previsioni di Trump si fecero più insistenti. Il 6 aprile disse che erano stati "molto vicini a un accordo" prima di un intoppo. Una settimana dopo la tregua, il 15 aprile, disse a *Fox Business* che la situazione era "molto vicina alla fine". Il giorno dopo aggiunse: "Sembra molto probabile che faremo un accordo con l'Iran, e sarà un buon accordo".

Il 17 aprile fu il giorno in cui le affermazioni raggiunsero il picco. In tre apparizioni separate, Trump disse che l'Iran aveva "accettato tutto", inclusa la rimozione dell'uranio arricchito, che l'accordo sarebbe arrivato "nel giro di un giorno o due" e che non c'erano "troppe differenze significative". Il 20 aprile, su *Truth Social*, scrisse che "succederà tutto, in tempi relativamente rapidi!".

Non accadde nulla. Il 30 aprile l'Iran stava ancora "morendo dalla voglia di fare un accordo". Il primo maggio Trump si spinse a dire: "Quando la guerra finirà, cosa che non dovrebbe richiedere molto tempo...". Il 18 maggio annunciò che stava rinviando gli attacchi militari di "due o tre giorni" su richiesta di paesi mediorientali, "perché credono di essere molto vicini a raggiungere un accordo". In quell'occasione riconobbe che in passato "avevamo periodi in cui pensavamo di essere vicini a un accordo e non ha funzionato", ma aggiunse che "questa volta è un po' diverso".

Non era diverso. Il 23 maggio Trump tornò a fare il giro delle dichiarazioni, dicendo che l'amministrazione si stava "avvicinando molto" a un'intesa e che l'accordo era "in gran parte negoziato, in attesa della finalizzazione". Il 28 maggio, in un'intervista con la nuora Lara Trump, disse che erano "vicini a un ottimo accordo".

Domenica 7 giugno ha detto ad *Axios* che erano "molto vicini a un accordo finale con l'Iran", ma che Teheran e Israele lo stavano mettendo a rischio con scaramucce laterali. Era almeno la terza volta che Trump diceva ad *Axios* che l'accordo era imminente. Lunedì, durante un comizio telefonico per il senatore Lindsey Graham della South Carolina, ha previsto una "vittoria totale" entro due settimane e ha detto che l'Iran era "disposto a darci tutto". Martedì, parlando con i giornalisti dopo aver assistito alle finali NBA a New York, ha detto che le parti erano nelle "fasi finali di quello che sarà un ottimo, ottimo accordo" e che lo Stretto di Hormuz "si aprirà immediatamente alla firma, che potrebbe avvenire in due o tre giorni".

In più di due mesi, Trump ha detto 38 volte che l'intesa era a portata di mano. Ogni volta ha indicato scadenze di giorni o settimane che sono puntualmente scadute senza risultati. L'accordo con l'Iran resta, almeno per ora, un annuncio.