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# Trump fa campagna negli Stati repubblicani, dove ora anche il suo partito è in difficoltà
- URL: https://focusamerica.it/trump-fa-campagna-negli-stati-repubblicani-dove-ora-anche-il-suo-partito-e-in-difficolta/
- Published: 2026-10-18T12:00:47.000Z
- Updated: 2026-10-18T12:00:47.000Z
- Description: Il presidente aveva promesso di girare le sfide in bilico, ma a ottobre i suoi comizi toccano Ohio, Texas, Oklahoma, Tennessee e Alaska: Stati vinti nettamente nel 2024.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Donald Trump, Repubblicani, #ig-pubblicato

A poco più di due settimane dalle midterm, il presidente Donald Trump sta facendo campagna soprattutto negli Stati che ha vinto con ampio margine due anni fa. A ottobre i suoi comizi lo hanno portato due volte in Ohio, due volte in Texas, poi in Oklahoma, in Tennessee e in Alaska. Il calendario riflette dove il presidente può essere utile ai candidati e dove no, ma anche un quadro elettorale cambiato, in cui perfino i repubblicani degli Stati più conservatori hanno bisogno di una spinta.

All'inizio di settembre Trump aveva riunito a cena nel Giardino delle Rose della Casa Bianca circa 30 candidati repubblicani impegnati in sfide competitive. In quell'occasione aveva promesso di dedicare l'ultimo mese di campagna a sostenerli: "Andrò in ognuno di quei 35 posti e vedremo se riusciamo a far eleggere tutti", aveva detto. La Casa Bianca non ha mai chiarito a quali 35 posti si riferisse. Da allora il presidente ha fatto campagna con meno di un terzo di quei candidati e, invece di concentrarsi sugli Stati e sui collegi in bilico come aveva annunciato, ha girato soprattutto in territorio repubblicano.

Trump ha presentato queste visite come un gesto di gratitudine. "Lo faccio per ringraziarli", ha detto ai giornalisti sulla pista di un aeroporto, tra un comizio in Arizona e uno in Montana, aggiungendo che in quegli Stati ci sono candidati validi che vuole veder vincere. Il presidente si è anche lamentato del calo dell'affluenza repubblicana negli anni in cui lui non è sulla scheda: è proprio il problema che la sua squadra cerca di contrastare con la raffica di comizi di ottobre. In Tennessee si è chiesto dal palco "che diavolo ci faccio in Tennessee?", tra gli applausi del pubblico.

Questa settimana Trump è [andato](https://focusamerica.it/trump-e-andato-a-fare-un-comizio-in-alaska-dove-sullivan-rischia-il-seggio/) in Alaska, con un volo di otto ore, per sostenere il senatore Dan Sullivan e il deputato Nick Begich. Entrambi sono impegnati in sfide più combattute del previsto in uno Stato che il presidente aveva vinto di 13 punti nel 2024\. "Questo vale le 8 ore in aereo", ha detto alla folla, chiedendo che gli venissero riconosciute anche le otto ore del ritorno. In realtà sulla via di casa ha fatto altre due tappe e ha passato la notte nell'hotel Trump di Las Vegas.

Lunedì il presidente sarà in Kansas, ha annunciato il Comitato nazionale repubblicano (RNC), l'organismo che guida il partito a livello nazionale. In Kansas la sfida per il Senato è [diventata](https://focusamerica.it/i-repubblicani-spostano-i-fondi-sul-kansas-dove-marshall-e-hamilton-sono-alla-pari/) incerta, cosa che pochi avrebbero previsto anche solo un mese fa.

In molti Stati dove di solito vincevano senza difficoltà, i repubblicani stanno [difendendo](https://focusamerica.it/midterm-i-repubblicani-spendono-centinaia-di-milioni-per-difendere-seggi-che-sembravano-sicuri/) i propri seggi. La squadra di Trump sceglie quindi luoghi dove il presidente può mobilitare la base del partito, cioè posti in cui in passato è andato bene. Il presidente del RNC, Joe Gruters, ha spiegato la strategia all'[NPR](https://www.npr.org/2026/10/17/nx-s1-6004276/trump-travel-midterms?ref=focusamerica.it), la radio pubblica americana, durante una telefonata da un comizio in Arizona: "Affluenza, affluenza, affluenza. Come si porta la base a votare? Si mette il presidente sulla scheda. Lo si manda in giro".

Trump chiede spesso ai suoi sostenitori di votare come se fosse lui il candidato. È una [strategia](https://focusamerica.it/i-comizi-di-trump-difficilmente-salveranno-i-repubblicani-alle-midterm/) inedita, opposta a quella abituale dei presidenti impopolari, i cui partiti alle elezioni di metà mandato devono affrontare un clima molto sfavorevole. Il presidente sostiene che i sondaggi sbaglino quando gli attribuiscono un tasso di approvazione negativo.

Il messaggio cambia poco da una tappa all'altra. Ci sono i temi di sempre: le vittorie elettorali passate, la grande legge di bilancio nota come *One Big Beautiful Bill* e il ricordo di quando, poco prima che lanciasse la guerra contro l'Iran, la benzina costava meno. Il presidente promette anche un dividendo di 5.000 dollari a ogni americano adulto se i repubblicani vinceranno alla Camera e al Senato. È un'idea che ha presentato per la prima volta all'insolita convention repubblicana di metà mandato e che ha incontrato resistenze tra gli stessi parlamentari repubblicani. In quasi ogni tappa Trump parla poi di un progetto o di un accordo specifico che ha in programma per lo Stato che lo ospita.

Martedì il presidente farà campagna a Greenville, in North Carolina. Qui i comitati elettorali repubblicani hanno già cominciato a cancellare gli spazi pubblicitari prenotati per sostenere Michael Whatley, il candidato al Senato scelto personalmente da Trump: è il segno che considerano quella sfida sempre più fuori portata. Nell'est dello Stato c'è anche un collegio della Camera ridisegnato per favorire i repubblicani, nell'ambito della campagna voluta da Trump per ridisegnare i collegi elettorali a metà decennio, invece che dopo il censimento come avviene di solito. Il collegio non dovrebbe essere competitivo, ma il Cook Political Report, una delle principali società americane di analisi elettorale, ora lo considera in bilico.

Anderson Clayton, presidente del Partito democratico del North Carolina, ritiene che la strategia "si ritorcerà contro di loro quest'anno in ogni modo possibile". Secondo Clayton il presidente sta cercando all'ultimo momento tutto il sostegno che riesce a raccogliere, ma gli elettori dello Stato non ci cascheranno "di nuovo".