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# Trump dice di no a rallentare l'intelligenza artificiale: "Chi vince nell'IA vince"
- URL: https://focusamerica.it/trump-dice-di-no-a-rallentare-lintelligenza-artificiale-chi-vince-nellia-vince/
- Published: 2026-09-14T07:00:12.000Z
- Updated: 2026-09-14T07:00:13.000Z
- Description: Il presidente cita la sfida con la Cina dopo l'appello di Amodei, Altman e Musk. I democratici fanno dell'IA un tema delle midterm, i repubblicani scaricano la responsabilità sulle aziende.
- Author: Redazione
- Tags: Tecnologia, Intelligenza Artificiale, Donald Trump

Il presidente Donald Trump ha respinto le richieste di rallentare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale arrivate nei giorni scorsi dai leader del settore. "Siamo davanti alla Cina nell'IA, siamo il paese più avanzato del mondo e francamente voglio che resti così", ha [detto](https://www.washingtonpost.com/politics/2026/09/13/trump-rejects-calls-so-slow-ai-development-citing-chinese-competition/?ref=focusamerica.it) domenica ai giornalisti a margine dell'Irish Open, il torneo di golf che si gioca in Irlanda. "Chi vince nell'IA vince", ha aggiunto.

Le parole del presidente arrivano dopo che tre dei nomi più importanti dell'industria, Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ed Elon Musk, fondatore di xAI, si sono [schierati](https://focusamerica.it/il-ceo-di-antrhopic-vuole-rallentare-lo-sviluppo-dellia-i-rischi-stanno-aumentando/) a favore di un rallentamento del ritmo con cui migliorano le capacità dei modelli. La loro presa di posizione comune è seguita alle dimissioni di un ricercatore di Anthropic, che martedì aveva [accusato](https://focusamerica.it/un-ricercatore-lascia-anthropic-e-avverte-stiamo-scommettendo-sulle-vite-di-tutti/) l'azienda e i suoi concorrenti di non sviluppare l'IA in modo responsabile. Il suo messaggio ha acceso il dibattito pubblico sui rischi della tecnologia.

Trump ha attribuito questi allarmi a non meglio precisate "forze negative". "Credo che ci siano molte forze negative che sollevano la questione quando non dovrebbero farlo", ha detto. "E parlano di cose che non succederanno".

Il presidente ha legato buona parte del suo bilancio economico alla corsa dell'intelligenza artificiale, il cui boom ha portato la borsa ai massimi storici. L'approccio della Casa Bianca, contraria a regole stringenti per il settore, è però sempre più isolato: anche alcuni esponenti del Partito Repubblicano e alcuni alleati nel mondo della tecnologia sono a disagio per l'apparente disinteresse di Trump verso i possibili pericoli dell'IA. Il tema divide ormai sia il mondo tecnologico sia quello politico e ha attirato l'attenzione del [Congresso](https://focusamerica.it/il-congresso-si-sveglia-sui-rischi-dellintelligenza-artificiale/).

I democratici vogliono sfruttare la crescente diffidenza degli americani verso l'intelligenza artificiale in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. Diversi sondaggi mostrano che gli elettori guardano con sempre più preoccupazione alla tecnologia e alla velocità del suo sviluppo. Il tema permette al partito di tenere insieme più linee di attacco: presentare Trump come poco attento al suo lavoro e troppo vicino ai miliardari della tecnologia. Durante il fine settimana esponenti democratici di tutte le correnti hanno promesso sui social di mettere un freno all'industria e hanno accusato l'amministrazione di non affrontare i rischi.

Abdul El-Sayed, candidato progressista al Senato in Michigan, ha detto che lo sviluppo tecnologico sta andando più veloce delle misure di sicurezza e ha appoggiato la proposta del senatore indipendente Bernie Sanders di [sospendere](https://www.washingtonpost.com/technology/2026/09/03/sanders-proposes-artificial-superintelligence-ban-after-rogue-ai-incidents/?ref=focusamerica.it) lo sviluppo dell'IA. "Ci sono cose per cui non dovremmo usare l'IA e dobbiamo decidere collettivamente che serve un controllo pubblico, perché questa tecnologia non venga creata nell'interesse di pochi contro il benessere di molti", ha dichiarato nel programma televisivo *Face the Nation*.

Josh Shapiro, governatore della Pennsylvania, democratico moderato e possibile candidato alle primarie presidenziali del 2028, ha definito gli avvertimenti dei leader del settore una "luce rossa lampeggiante". "È da tempo che il governo federale dovrebbe farsi avanti, prendere la questione sul serio e mettere dei limiti, sia in patria sia a livello globale", ha [scritto](https://x.com/GovernorShapiro/status/2099121211045187769?ref=focusamerica.it) su X, paragonando l'IA ai farmaci e agli aerei, settori entrambi regolati. Shapiro in passato aveva favorito la costruzione in Pennsylvania dei data center, i grandi centri di calcolo su cui si regge l'IA, ma negli ultimi mesi è diventato più critico: il mese scorso ha firmato un ordine esecutivo che ne limita lo sviluppo.

Anche l'ex presidente Barack Obama si è mosso. La settimana scorsa, in privato, ha chiesto ai dirigenti del Partito Democratico di mettere la regolamentazione dell'IA al centro del programma, concentrandosi sulla sicurezza, sugli effetti sui bambini e sulle conseguenze economiche. Lo ha rivelato il [*New York Times*](https://www.nytimes.com/2026/09/13/us/politics/obama-democrats-ai.html?ref=focusamerica.it). Secondo una persona a conoscenza del suo pensiero, Obama considera un "passo positivo" la richiesta dei leader del settore di rallentare.

Gli attacchi democratici mettono in difficoltà i repubblicani, consapevoli del malcontento degli elettori verso l'IA ma legati a un programma che coincide con quello della Casa Bianca. I leader del partito hanno scelto di scaricare la responsabilità sulle aziende. "C'è un'evidente responsabilità delle imprese: chi crea questi modelli deve garantire che i suoi prodotti siano sicuri", ha detto alla CNN lo speaker della Camera, il repubblicano Mike Johnson.

Johnson ha richiamato un messaggio di David Sacks, il consigliere che ha costruito la linea dell'amministrazione Trump contraria alle regole sull'IA. Secondo Sacks le aziende possono rallentare se lo vogliono, ma non hanno bisogno dell'intervento di Washington per farlo. "Smettete di fingere di aver bisogno del permesso di qualcun altro", ha [scritto](https://x.com/DavidSacks/status/2098973625252708460?ref=focusamerica.it) su X. Sacks ha aggiunto che le aziende dovrebbero smettere di presentare il loro interesse a rallentare come "puramente altruistico", perché sarebbero responsabili se i loro prodotti causassero un grave attacco informatico.

Amodei e altri dirigenti del settore hanno chiesto al governo di sospendere le leggi antitrust, quelle che vietano gli accordi tra concorrenti, per poter coordinarsi sulla sicurezza. Nel suo saggio Amodei ha scritto che sarebbe utile se il governo potesse "mediare o almeno rendere possibili queste discussioni". I leader dell'industria hanno anche chiesto all'amministrazione di collaborare con la Cina. Altman ha proposto a Trump un patto con Pechino che affronti il rischio di perdere il controllo di un agente di intelligenza artificiale, senza svantaggiare nessuno dei due paesi.

In vista dell'incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping previsto a fine mese, Altman ha fatto leva sul desiderio del presidente di ricevere il premio Nobel per la pace. "Credo che i presidenti Trump e Xi vincerebbero insieme il Nobel per la pace se riuscissero ad accordarsi su qualcosa su cui dovrebbe essere facile trovare un accordo", ha dichiarato a *Fortune*. Anche solo stabilire standard e test comuni per lo sviluppo della tecnologia sarebbe, secondo Altman, un risultato importante. Nel vertice di maggio a Pechino i due leader non avevano raggiunto accordi significativi sull'intelligenza artificiale.