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# Trump accusa il senatore Tom Cotton di bloccare l'ora legale permanente
- URL: https://focusamerica.it/trump-accusa-il-senatore-tom-cotton-di-bloccare-lora-legale-permanente/
- Published: 2026-10-03T13:15:25.000Z
- Updated: 2026-10-03T13:15:25.000Z
- Description: La Camera ha approvato la legge, ma al Senato Cotton si oppone: il 1 novembre gli americani torneranno all'ora solare, una settimana dopo l'Italia. Come funziona il cambio d'ora e la sua storia.
- Author: Redazione
- Tags: Politica interna, Senato, Donald Trump, Repubblicani, Storia, #ig-pubblicato

Il presidente Donald Trump ha accusato il senatore repubblicano Tom Cotton, dell'Arkansas, di impedire agli americani di avere un'ora di luce in più nelle sere d'inverno. In un lungo post pubblicato dopo mezzanotte su Truth Social, il social network del presidente, Trump ha [scritto](https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/117369363664701946?ref=focusamerica.it) che la legge per rendere permanente l'ora legale è ferma al Senato a causa di Cotton "per ragioni sconosciute" e che gli americani sono "stanchi di dover cambiare gli orologi due volte l'anno". La Camera aveva [approvato](https://focusamerica.it/la-camera-approva-la-legge-per-rendere-permanente-lora-legale-negli-stati-uniti/) il testo il 14 luglio con 308 voti a favore e 117 contrari, con il sostegno di deputati di entrambi i partiti. Il Senato però ha [sospeso](https://nypost.com/2026/10/02/us-news/trump-accuses-fellow-republican-of-denying-americans-extra-hour-of-daylight-have-to-get-moving/?ref=focusamerica.it) i lavori mercoledì e non dovrebbe tornare a riunirsi prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Domenica 1 novembre, quindi, gli americani dovranno spostare ancora una volta le lancette indietro di un'ora.

Negli Stati Uniti, come in Italia, l'anno è diviso in due periodi. Per circa otto mesi vale l'ora legale, in inglese *daylight saving time*, con gli orologi avanti di un'ora rispetto all'ora "normale", che gli americani chiamano *standard time* e che in Italia è l'ora solare. Il passaggio avviene sempre alle 2 di notte, ora locale. La seconda domenica di marzo le lancette saltano direttamente alle 3, mentre la prima domenica di novembre dalle 2 si torna all'1 e si dorme un'ora in più. Gli americani lo ricordano con la formula *spring forward, fall back*, cioè "in primavera avanti, in autunno indietro", che gioca sul doppio significato di *fall*: "cadere" e "autunno". Quest'anno l'ora legale è iniziata l'8 marzo e finirà il 1 novembre.

Il cambio non avviene nello stesso istante in tutto il paese. Gli Stati Uniti continentali sono divisi in quattro fusi orari (costa est, centro, montagne e costa ovest), a cui si aggiungono quelli dell'Alaska e delle Hawaii. Ogni fuso sposta le lancette quando da lui sono le 2\. Il 1 novembre la costa est cambierà ora alle 7 del mattino italiane, la California alle 10\. Non tutti però cambiano: le Hawaii e quasi tutta l'Arizona restano sull'ora solare tutto l'anno, così come Porto Rico e gli altri territori americani. L'unica eccezione in Arizona è la Navajo Nation, la grande riserva dei nativi americani nel nord-est dello Stato, che segue l'ora legale.

In Europa le date sono diverse. L'ora legale inizia l'ultima domenica di marzo e finisce l'ultima domenica di ottobre. In tutti i paesi dell'Unione Europea le lancette si spostano nello stesso momento: in Italia alle 2 di notte in primavera e alle 3 in autunno. Gli Stati Uniti quindi passano all'ora legale prima di noi e tornano all'ora solare dopo di noi. Per gran parte dell'anno New York è sei ore indietro rispetto all'Italia e Los Angeles nove, ma per tre settimane in primavera (quest'anno dall'8 al 29 marzo) e per una settimana in autunno (quest'anno dal 25 ottobre al 1 novembre) la differenza scende di un'ora: cinque con New York e otto con Los Angeles. Un evento in programma alle 21 di New York il 28 ottobre, per esempio, in Italia andrà in onda alle 2 di notte e non alle 3.

La legge approvata dalla Camera si chiama *Sunshine Protection Act*, cioè "legge per la protezione della luce del sole". Trump la chiama "No More Changing of Clocks Act", la legge per smettere di cambiare gli orologi. Prevede che gli orologi restino per sempre sull'ora legale, senza più tornare indietro a novembre. Ogni Stato potrebbe scegliere invece di restare sempre sull'ora solare, ma dovrebbe deciderlo con una legge del proprio parlamento statale prima che la riforma entri in vigore. Oggi la legge federale permette solo il contrario: uno Stato può rinunciare all'ora legale e restare tutto l'anno sull'ora solare, come fanno le Hawaii e l'Arizona, ma non può adottare l'ora legale permanente senza il via libera del Congresso. Per questo 19 Stati hanno già approvato leggi che renderebbero permanente l'ora legale, ma che scatteranno solo se il Congresso lo consentirà.

In pratica, con l'ora legale permanente il sole d'inverno sorgerebbe e tramonterebbe un'ora più tardi. Con il sistema attuale, il 21 dicembre, il giorno del solstizio d'inverno, il sole tramonta alle 16:31 a New York e alle 16:49 a Washington: con l'ora legale tutto l'anno tramonterebbe alle 17:31 e alle 17:49\. Il prezzo sarebbe pagato al mattino. Secondo Cotton, in pieno inverno in molte zone dell'Arkansas il sole non sorgerebbe prima delle 8 o delle 8:30\. Per tre mesi l'anno i bambini di città come Bentonville, Fayetteville e Fort Smith entrerebbero a scuola prima dell'alba. Operai edili, agricoltori e chi lavora presto passerebbero tre, quattro o anche cinque ore della mattina senza vedere il sole, con danni alla qualità della vita e alla sicurezza sul lavoro.

Cotton ha riconosciuto che i cambi d'ora possono far male alla salute, ma ha detto che il ritmo naturale dell'orologio biologico è più vicino all'ora solare che a quella legale. È la stessa posizione dell'American Academy of Sleep Medicine, l'associazione dei medici del sonno, che chiede di rendere permanente l'ora solare e non quella legale.

Per spiegare la sua opposizione, Cotton cita spesso l'unica volta in cui gli Stati Uniti hanno provato a tenere l'ora legale tutto l'anno in tempo di pace. Nel 1973 l'embargo petrolifero dei paesi arabi fece salire il prezzo del petrolio e il Congresso, per risparmiare energia, impose l'ora legale permanente a partire dal 6 gennaio 1974\. Lo scorso anno, al Senato, Cotton ha [ricordato](https://www.cotton.senate.gov/news/speeches/floor-speech-on-opposing-the-sunshine-protection-act/?ref=focusamerica.it) che in quel gennaio milioni di americani andavano al lavoro e a scuola al buio e che i bambini uscivano di casa con la torcia elettrica. La misura all'inizio piaceva al 79 per cento degli americani, ma nel giro di pochi mesi il consenso scese al 42 per cento. Dopo che in Florida alcuni bambini erano morti investiti mentre andavano a scuola al buio, il governatore dello Stato chiese di tornare indietro e già nell'ottobre del 1974 il Congresso ripristinò l'ora solare per i mesi invernali.

Non era la prima volta che l'ora legale divideva il paese. Gli Stati Uniti la adottarono per la prima volta nel 1918, durante la Prima guerra mondiale, con la stessa legge che rese ufficiali i fusi orari che le ferrovie usavano già da decenni. Era impopolare soprattutto tra gli agricoltori, che al mattino avevano meno tempo per portare al mercato il latte e il raccolto. Nel 1919 il Congresso la abolì superando il veto del presidente Woodrow Wilson.

Durante la Seconda guerra mondiale il presidente Franklin Roosevelt la reintrodusse tutto l'anno, dal febbraio del 1942 al settembre del 1945, con il nome di "War Time", l'ora di guerra. Nei vent'anni successivi ogni Stato e spesso ogni città fece da sé: nel 1965 diciotto Stati seguivano l'ora legale per sei mesi, in altri diciotto c'erano città con regole proprie e dodici non la usavano affatto. Per mettere fine alla confusione il presidente Lyndon Johnson firmò nel 1966 lo *Uniform Time Act*, che fissò date uguali per tutti e permise agli Stati di rinunciare all'ora legale solo per l'intero territorio statale, non per singole contee o città.

Da allora le date sono cambiate due volte. Nel 1986 il Congresso anticipò l'inizio dell'ora legale dall'ultima alla prima domenica di aprile. Nel 2005 una legge sull'energia la allungò ancora, spostando l'inizio alla seconda domenica di marzo e la fine alla prima domenica di novembre: le nuove date valgono dal 2007 e sono il motivo per cui oggi il calendario americano non coincide con quello europeo. Anche il tentativo di rendere permanente l'ora legale non è nuovo. Nel marzo del 2022 il Senato approvò il *Sunshine Protection Act* per consenso unanime, cioè senza un voto formale perché nessun senatore si era opposto, ma la Camera non lo mise mai ai voti e la legge decadde.

Questa volta è successo il contrario. La Camera ha approvato il testo, ma al Senato la strada rapida del consenso unanime non è più disponibile. Nell'ottobre dello scorso anno Cotton si è opposto alla richiesta del senatore repubblicano della Florida Rick Scott di approvare la legge con questa procedura e ha detto che si opporrà sempre alla riforma. Senza il consenso unanime il testo deve essere esaminato prima dalla commissione competente, poi ottenere 60 voti su 100 per superare il *filibuster*, l'ostruzionismo con cui la minoranza può bloccare quasi ogni legge al Senato, e infine essere approvato con un voto in aula. Con il Senato fermo fino a dopo le elezioni, nessuno di questi passaggi può avvenire prima del 1 novembre.

Indicando Cotton come responsabile, Trump rischia di provocare un'ondata di telefonate di protesta al suo ufficio, uno strumento di pressione che a volte convince i parlamentari a cambiare idea. Il presidente aveva fatto dell'ora legale permanente uno dei temi della campagna elettorale del 2024.

Nel post ha scritto che il cambio d'ora "costa una fortuna" al paese, aumenta la criminalità e lo stress e danneggia lo sport: ha citato Brian Rolapp, il commissario del PGA Tour, il principale circuito di golf americano, secondo cui senza un'ora di luce in più d'inverno i tornei non riescono a finire in tempo. Secondo Trump anche la maggior parte degli agricoltori preferirebbe avere più tempo la sera per il raccolto. Il presidente ha aggiunto che i principali studi medici, criminologici ed economici dimostrano che fermare il cambio d'ora ridurrebbe rapine, omicidi e incidenti stradali, soprattutto quelli con pedoni coinvolti, abbasserebbe il rischio di infarti, ictus e depressione stagionale e farebbe risparmiare sulle bollette. "Nessuno vuole cambiare gli orologi due volte l'anno", ha concluso Trump, secondo cui su questo tema repubblicani, democratici e indipendenti possono trovarsi d'accordo.