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# Texas, la resa dei conti tra i repubblicani dopo la disfatta
- URL: https://focusamerica.it/texas-la-resa-dei-conti-tra-i-repubblicani-dopo-la-disfatta/
- Published: 2026-11-07T08:00:00.000Z
- Updated: 2026-11-07T08:00:00.000Z
- Description: Cornyn da la colpa alla candidatura di Paxton, Trump incolpa Abbott, mentre l’ala più radicale attacca i vertici del partito statale. Per molti, però, la responsabilità primaria è del presidente: guerra in Iran, dazi e caro vita hanno preparato il terreno alla sconfitta.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, Repubblicani, Texas, USA 2026, Midterm, #ig-pubblicato

Dopo oltre trent'anni di dominio ininterrotto, martedì i repubblicani hanno perso tutte le cariche in palio a livello statale in Texas, nonchè la maggioranza alla Camera dello Stato. Nel giro di poche ore è cominciato lo scaricabarile sulle responsabilità. "Do la colpa ai nostri dirigenti. Dico sul serio", ha dichiarato la sera stessa delle elezioni Don Huffines, il *comptroller*, cioè il responsabile dei conti statali, sconfitto dalla democratica Sarah Eckhardt dopo pochi mesi in carica. "Do la colpa a Greg Abbott. Do la colpa a Dan Patrick. Do la colpa a tutti quei moderati senza nerbo che vogliono accontentare tutti". Ma anche il governatore Abbott e il vicegovernatore Patrick, entrambi in corsa per un quarto mandato, sono stati battuti.

La mattina successiva John Cornyn, il senatore uscente sconfitto a maggio nel ballottaggio delle primarie dal procuratore generale del Texas Ken Paxton, ha pubblicato sul *Wall Street Journal* un [editoriale](https://www.cornyn.senate.gov/news/cornyn-op-ed-republicans-forgot-how-to-win-elections/?ref=focusamerica.it) intitolato "*Republicans Forgot How to Win Elections*", ossia "I repubblicani hanno dimenticato come si vincono le elezioni". Nel suo pezzo, Cornyn attribuisce la disfatta agli errori del partito, a partire dalla scelta di candidati come Paxton, che hanno costretto gli elettori texani "a scegliere tra il programma politico e l'integrità personale": una scelta che definisce "suicida" per i repubblicani. 

"Qui in Texas ai conservatori tradizionali e agli indipendenti è stato chiesto di mandare giù un elenco quasi comico di scandali personali e comportamenti scorretti", ha scritto il senatore. A suo giudizio, Paxton ha ristretto la base del partito, ossessionato dalla caccia ai "*RINO*" — i "repubblicani solo di nome", come vengono bollati quelli ritenuti poco conservatori — e dalle messinscene politiche. Paxton alla fine ha ottenuto circa il 43% dei voti, la percentuale più bassa tra i candidati repubblicani nelle elezioni su scala statale: nessun altro è sceso sotto il 45%. 

Tra il vantaggio di Donald Trump in Texas alle presidenziali del 2024 e quello con cui James Talarico lo ha [battuto](https://focusamerica.it/non-solo-talarico-in-texas-i-dem-hanno-vinto-tutte-le-corse-statali/?utm%5Fsource=chatgpt.com) si registra uno spostamento di circa 26 punti percentuali a favore dei democratici, il più ampio tra tutte le elezioni per il Senato federale. Su Paxton pesavano anni di vicende giudiziarie e scandali: il procedimento per frode finanziaria, per il quale nel 2024 aveva raggiunto un accordo con i procuratori per evitare il processo nonché la messa in stato d'accusa del 2023, conclusa con l'assoluzione da parte del Senato statale, un forte aumento del patrimonio rimasto senza spiegazioni e la presunta infedeltà citata dalla moglie, la senatrice statale Angela Paxton, nella richiesta di divorzio. 

"Candidi uno con difetti evidenti, che è stato messo in stato d'accusa e incriminato, spendi 500 milioni di dollari per difenderlo invece di destinarli ad altre elezioni, e poi che cosa pensi che succeda?", ha detto al [*Texas Tribune*](https://www.texastribune.org/2026/11/04/texas-republicans-infighting-blame-trump-paxton-2026-election-loss/?utm%5Fsource=chatgpt.com) il deputato federale Chip Roy, che ha lavorato sia per Cornyn sia per Paxton. "Non puoi convincere le persone a credere in qualcuno in cui non credono".

### **I sostenitori di Paxton accusano Cornyn**

I sostenitori di Paxton respingono tutte le accuse. Gregg Keller, portavoce del comitato politico *Lone Star Liberty PAC*, schierato al suo fianco, sostiene che il voto sia stato uno "tsunami blu", dal colore associato ai democratici, che non ha risparmiato neppure Abbott, "fino a questo momento uno dei governatori più popolari d'America". Per Keller, l'errore originario è stata la decisione di Cornyn di ricandidarsi: il malcontento per l'economia e la guerra con l'Iran avrebbero comunque pesato più delle caratteristiche dei singoli candidati.

I risultati offrono argomenti a entrambe le parti. La sconfitta di tutti i candidati nelle elezioni su scala statale mostra che il profilo dei singoli non basta a spiegare l'esito del voto, ma le differenze nelle percentuali indicano chi ha incontrato maggiori difficoltà. Ross Hunt, consulente repubblicano, stima che nella contea di Tarrant, dove si trova Fort Worth, il 21% degli elettori repubblicani abbia votato per candidati democratici a tutte le cariche. Secondo Hunt, la presenza di Paxton sulla scheda "ha dato a questi repubblicani la giustificazione per votare contro i repubblicani" in tutte le competizioni. Con Cornyn candidato al Senato, ha aggiunto, "non è chiaro se sarebbe andata allo stesso modo".

Molti repubblicani texani attribuiscono però la responsabilità principale al presidente, convinti che gli altri problemi siano stati aggravati dalla sua impopolarità. "La responsabilità delle sconfitte repubblicane ricade interamente sul presidente Trump", ha detto Chad Wilbanks, ex direttore esecutivo del Partito Repubblicano del Texas, citando la guerra in Iran, la politica commerciale, l'acquisizione di partecipazioni statali in aziende private e la scelta di schierarsi con Vladimir Putin. Il partito ha [perso](https://focusamerica.it/perche-i-repubblicani-hanno-perso-cosi-male-le-midterm/?utm%5Fsource=chatgpt.com) seggi al Senato anche in Stati conservatori come Iowa, Kansas e South Carolina: un segnale di quanto il legame con il presidente sia diventato un peso per i candidati repubblicani a livello nazionale.

Anche Cornyn, nel suo editoriale, ha scritto che Trump "ha ripetuto l'errore di Biden e ha interpretato male il mandato ricevuto dagli elettori". Questi ultimi volevano rivedere i rapporti commerciali e hanno invece ottenuto dazi arbitrari che hanno fatto salire i prezzi, chiedevano confini sicuri e hanno invece avuto controlli sull'immigrazione "iper aggressivi". La guerra con l'Iran, ha aggiunto, è stata avviata "senza alcun tentativo di convincere l'opinione pubblica" della sua giustezza. 

Ted Cruz, l'altro senatore del Texas ed unico rappresentante repubblicano eletto a livello statale dopo le elezioni di martedì, ha parlato di una bocciatura paragonabile a quella subita dai repubblicani dopo lo scandalo *Watergate* e ha insistito sul costo della vita. "Il cibo costa troppo, la benzina costa troppo, il gasolio costa troppo, le assicurazioni costano troppo, la vita costa troppo", ha detto. "I dazi hanno reso tutto troppo caro. E la guerra in Iran va avanti da troppo tempo".

Il presidente Trump ha invece offerto una lettura opposta: se fosse stato candidato anche lui, ha sostenuto, i repubblicani avrebbero vinto a valanga. Tra gli sconfitti, ha dedicato un messaggio su *Truth Social* al solo Abbott: "Se Greg Abbott, il governatore del Texas, non fosse diventato un *RINO* negli ultimi sei mesi della sua vita politica, non avrebbe perso". Eppure la mattina stessa del voto lo aveva definito "un governatore e un uomo eccezionale": una contraddizione che i repubblicani sotto shock hanno subito fatto notare. 

Il presidente non ha neppure precisato a quali scelte sbagliate si riferisse. Ad agosto, però, aveva definito "un errore" la decisione di Abbott di sospendere le autorizzazioni per collegare nuovi data center alla rete elettrica.

### **Un partito che sa vincere soltanto le primarie**

Altri repubblicani individuano un problema più profondo. Dopo decenni di vittorie facili, sostengono, il partito avrebbe perso la capacità di competere nelle elezioni generali, formando un'intera generazione di candidati e strateghi abituati soltanto a vincere le primarie. "Il nostro Partito si è rivolto a una fetta sempre più ristretta dell'elettorato, convinto che le primarie fossero le uniche elezioni che potevano perdere", ha detto Matt Mackowiak, consigliere della campagna di Cornyn.

Mackowiak ha chiamato in causa anche Tim Dunn, il grande finanziatore ultraconservatore del Texas occidentale che da anni sostiene nelle primarie gli sfidanti dei repubblicani considerati troppo moderati. "Ha purificato le file degli eletti repubblicani a tal punto che abbiamo subito la peggiore sconfitta da decenni. È un risultato storico, e l'ha finanziato lui, con centinaia di milioni di dollari".

Tra chi ha resistito, alcuni avevano un profilo ben riconoscibile. I deputati statali Morgan Meyer, di Dallas, e Mano DeAyala, di Houston, hanno condotto la campagna da moderati, cercando il sostegno degli elettori disposti a votare per partiti diversi a seconda della carica. Entrambi sono stati rieletti in collegi benestanti e con un alto livello di istruzione, dove nella corsa per il Senato ha prevalso Talarico. Hunt ritiene che una strategia simile probabilmente non sarebbe bastata a salvare i candidati nelle elezioni su scala statale. Se però avessero preso apertamente le distanze da Trump, ha osservato, "probabilmente avremmo visto almeno qualcuno arrivare al 48 o al 49%".

L'ala più intransigente accusa invece i vertici statali di aver ottenuto troppo poco, soprattutto rispetto alla Florida, dove i repubblicani hanno conservato le cariche in palio su scala statale. "Se fai campagna elettorale promettendo di ridurre le imposte sugli immobili, non fai che ricordare a tutti che non l'hai fatto dodici anni fa", ha detto Huffines. Wilbanks ha elencato i motivi di malcontento nei diversi gruppi della coalizione elettorale tradizionalmente repubblicana: le madri dei sobborghi erano contrarie ai contributi pubblici per frequentare le scuole private, veterani e anziani contestavano il divieto su alcuni prodotti a base di THC, il principale componente psicoattivo della cannabis, mentre gli elettori rurali erano preoccupati dalla diffusione dei data center. E tutti erano arrabbiati per il costo della benzina e della spesa.

Per Roy, il problema è stato un messaggio troppo concentrato sulle battaglie politiche del partito. Dopo l'approvazione del *One Big Beautiful Bill Act*, la grande legge fiscale voluta da Trump, i repubblicani hanno dedicato il resto della campagna elettorale al ridisegno dei collegi elettorali, cominciato proprio in Texas, e poi alla guerra. "Abbiamo fatto di noi stessi, della politica e delle elezioni di metà mandato il nostro grido di battaglia", ha detto Roy. "E con l'inflazione in aumento nessuno ha più creduto in noi".