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# Texas, i Dem tornano dopo due settimane di esilio politico
- URL: https://focusamerica.it/texas-i-dem-tornano-dopo-due-settimane-di-esilio-politico/
- Published: 2025-08-19T16:30:15.000Z
- Updated: 2025-08-19T16:30:15.000Z
- Description: Dopo essersi rifugiati a Chicago e New York per impedire il voto sul nuovo ridisegno delle circoscrizioni, i parlamentari democratici del Texas sono rientrati ad Austin. La mossa apre la strada all’approvazione di una mappa voluta dal presidente Trump e contestata come “gerrymandering razzista”.
- Author: Redazione
- Tags: Politica interna, Texas

I parlamentari democratici del Texas hanno annunciato il 18 agosto il loro ritorno a Austin, ponendo fine a due settimane di assenza strategica dallo Stato. La scelta di lasciare il Texas era stata motivata dalla volontà di bloccare il quorum necessario per discutere e approvare la nuova mappa elettorale promossa dai repubblicani locali con il sostegno del presidente Donald Trump.

Con il rientro, la procedura legislativa potrà riprendere e il testo sul ridisegno delle 38 circoscrizioni federali texane avrà la possibilità di arrivare al voto. Secondo i democratici, la nuova mappa sarebbe incostituzionale e destinata a essere contestata in tribunale. «Torniamo sotto le nostre condizioni, pronti a costruire il dossier legale necessario per vincere contro queste carte», hanno dichiarato in un comunicato.

Al centro del confronto politico c’è la tecnica del *gerrymandering*, il disegno intenzionale delle circoscrizioni per diluire il voto avversario. Nel caso texano, l’obiettivo dichiarato dai repubblicani è aumentare da 25 a 30 i deputati dello Stato alla Camera federale dopo le elezioni di metà mandato del 2026\. Secondo i democratici, questo ridisegno penalizzerebbe soprattutto gli elettorati afroamericani e ispanici, tradizionalmente più vicini al loro partito.

Durante la giornata, mentre riceveva alla Casa Bianca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e vari leader europei, Trump ha rilanciato su Truth Social un messaggio di sostegno ai repubblicani texani. Ha ringraziato il governatore Greg Abbott e sollecitato l’approvazione «il prima possibile» della nuova carta elettorale, definendo «geniale» la battaglia per «salvare il Paese».

La risposta democratica non si è fatta attendere. Dalla California, governata da Gavin Newsom, è arrivata la proposta di un referendum per permettere al parlamento statale di ridisegnare a sua volta le mappe. Se approvata il 4 novembre, la misura darebbe ai democratici californiani l’opportunità di conquistare cinque seggi aggiuntivi al Congresso.

Newsom ha accusato l’amministrazione Trump di voler “truccare la prossima elezione” e ha definito l’iniziativa una forma di resistenza politica. «La California è stata la principale bersaglio di Trump. Non resteremo a guardare», ha dichiarato, sottolineando come la proposta rappresenti per i cittadini un modo di «responsabilizzare» il governo federale.

Lo scontro sul ridisegno delle circoscrizioni elettorali, dunque, non resta confinato al Texas. Con la reazione californiana, la contesa si estende e si configura come un terreno di battaglia nazionale, con riflessi diretti sulla composizione del Congresso dopo il voto del 2026.

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