> ## Content Index
> Fetch the complete content index at: https://focusamerica.it/llms.txt
> Use this file to discover other available public pages before exploring further.

# Sentenza Voting Rights Act, anche i Dem puntano ora a ridisegnare nuove mappe elettorali
- URL: https://focusamerica.it/sentenza-voting-rights-act-anche-i-dem-puntano-ora-a-ridisegnare-nuove-mappe-elettorali/
- Published: 2026-05-04T11:30:31.000Z
- Updated: 2026-05-04T11:30:31.000Z
- Description: Cresce il pressing per nuovi ridisegni delle mappe elettorali in vista del 2028. Nel mirino, in particolare, Maryland, Illinois, New York, Colorado e California.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, Redistricting

La sentenza con cui questa settimana la Corte Suprema degli Stati Uniti ha ulteriormente indebolito il *Voting Rights Act* sta cambiando anche i calcoli del Partito Democratico sui collegi elettorali. Secondo [*Axios*](https://www.axios.com/2026/05/01/supreme-court-voting-rights-2028-maps-democrats?ref=focusamerica.it), che ha raccolto le voci di oltre una ventina di parlamentari democratici federali e statali, la decisione apre la strada a possibili ridisegni delle mappe in diversi Stati a maggioranza democratica o considerati contendibili in vista del voto del 2028.

Il leader della minoranza democratica alla Camera dei Rappresentanti, il deputato Hakeem Jeffries, in un'[intervista](https://www.politico.com/news/2026/04/30/hakeem-jeffries-voting-rights-act-gerrymandering-redistricting-2026-midterms-00900661?ref=focusamerica.it) a *Politico*, ha già indicato New York, Illinois, Colorado e Maryland come possibili obiettivi. Ma la lista potrebbe allargarsi. Il deputato Pete Aguilar, ha detto ad *Axios* che anche la California potrebbe intervenire di nuovo, dopo aver già ridisegnato la mappa in tempo per le midterm 2026\. "Vedremo cosa faranno gli Stati del Sud in vista del 2028, quando la California risponderà come ha già fatto con il Texas", ha dichiarato. "Non ci tireremo indietro neppure da questa battaglia". Aguilar ha citato anche Washington e Oregon come possibili target, pur riconoscendo che lì la partita è più complicata.

<!DOCTYPE html> 

Verso il 2028 · Mappe e seggi in ballo 

# La nuova battaglia delle *mappe elettorali*: dove i democratici intendono ridisegnare i distretti

Dopo la sentenza *Louisiana v. Callais* del 29 aprile 2026, che ha indebolito la Sezione 2 del Voting Rights Act, il Partito Democratico cerca di guadagnare seggi in cinque Stati a maggioranza democratica. Ma non tutti i fronti sono ugualmente percorribili.

Fonti: Axios, Politico, NAACP LDF, NYT Aggiornato al 2 maggio 2026 

Sentenza  
 Callais

6–3

Sentenza della Corte Suprema che ha indebolito la Sezione 2 del VRA

Stima NYT  
 seggi al Sud

+12

Seggi che il Partito Repubblicano potrebbe guadagnare nel Sud senza il VRA

Stati a maggioranza democratica  
 nel mirino

5

MD, IL, NY, CO, CA — tutti Stati dove i democratici valutano contromosse

Esplora l'analisi

1 Gli Stati 2 Le barriere 3 La cronologia 

**Alta** — pressione politica forte

**Media** — ostacoli da rimuovere

**Bassa** — ridisegno molto difficile

Lo scenario · Cinque Stati

### Dove i democratici possono ridisegnare i collegi

Tocca uno Stato per leggere i dettagli. La fattibilità tiene conto degli ostacoli costituzionali, della presenza di commissioni indipendenti e degli equilibri politici interni.

Maryland

Pressione massima

7–1 → 8–0 Obiettivo 

A febbraio la Camera statale ha già approvato una mappa che porterebbe i seggi a 8-0\. Il presidente del Senato statale Bill Ferguson ha però bloccato il voto, ed è ora il principale ostacolo politico interno.

Ci sarà una pressione enorme affinchè il Maryland si unisca a Virginia e California.Jamie Raskin · deputato democratico

California

Già ridisegnata, ma ora si valuta di più

+5 → ancora più aggressiva 

Con la Proposition 50 approvata a novembre, gli elettori hanno sospeso la Commissione bipartisan che si occupava di disegnare i distretti fino al 2032: così già nel 2026 i democratici possono mettere nel mirino 5 dei 9 seggi repubblicani. Ora alcuni parlamentari democratici vogliono spingersi oltre.

Tutto è sul tavolo. Penso che la California possa essere ancora più aggressiva.Dave Min · deputato democratico

Illinois

Sul tavolo l'opzione nucleare

14–3 → 17–0 Scenario 

Si discute di una mappa da "opzione nucleare" che eliminerebbe ogni seggio repubblicano nello Stato. La deputata statale La Shawn Ford, in passato critica con il governatore Pritzker, ora apre alla discussione, ma per ora sembra ancora mancare la volontà politica per arrivare al 17-0.

Tutte le opzioni vanno considerate a questo punto.La Shawn Ford · deputata statale

Colorado

L'opportunità più chiara

8 seggi divisi a metà → +3 Possibili 

Forse il fronte migliore per i democratici: lo Stato si è spostato a sinistra, ma una Commissione bipartisan ha diviso gli 8 seggi alla Camera in modo equo. I democratici stanno preparando un'iniziativa referendaria per ridisegnare a proprio favore i collegi nel 2028 e nel 2030.

New York

Serve un emendamento costituzionale

Commissione bipartisan Da rimuovere 

La governatrice Kathy Hochul sta lavorando con l'Assemblea legislativa statale per cambiare il processo di ridisegno dei collegi elettorali. Il percorso è però lungo: serve un emendamento costituzionale, approvato da due legislature successive e poi confermato da un referendum popolare.

Jeffries fa sul serio: una vittoria al referendum è probabile.Deputato democratico newyorkese · anonimo

New Jersey

Mossa rischiosa

9–3 Già a vantaggio Dem 

I democratici hanno già un margine confortevole. Un nuovo ridisegno richiederebbe un emendamento costituzionale e potrebbe rivelarsi controproducente.

Le barriere · Stati con margini ridotti

### Dove la partita è quasi impossibile

Per i democratici gli Stati più complicati sono quelli con presenza di Commissioni indipendenti, vincoli costituzionali stringenti o legislature divise.

1

Pennsylvania, Minnesota, Michigan

Vincoli costituzionali, Commissioni indipendenti e legislature divise rendono il ridisegno dei distretti molto difficile. Nel 2018 la Corte Suprema della Pennsylvania ha già bocciato una mappa favorevole ai repubblicani.

2

Wisconsin

La Corte Suprema statale è ora a maggioranza liberal 5 a 2\. Il deputato Mark Pocan ipotizza un intervento giudiziario, ma esclude un vero gerrymandering a favore dei democratici.

3

Washington e Oregon

In entrambi gli Stati, margini di manovra estremamente ridotti per i democratici. In Oregon, le regole sul quorum permettono ai repubblicani di bloccare i lavori abbandonando il capoluogo.

Il fronte federale

Alla Camera dei Rappresentanti alcuni esponenti democratici puntano a una **legge federale** per eliminare il gerrymandering in tutto il Paese. A guidare lo sforzo sarà Jamie Raskin, che si è detto convinto di poter portare a bordo "alcuni" repubblicani.

La cronologia · Come ci siamo arrivati

### La corsa al ridisegno delle mappe verso il 2028

Metà 2025

**Texas apre il fronte:** avvia un ridisegno a metà decennio voluto da Trump per garantire più seggi ai repubblicani.

Novembre 2025

**La California risponde:** gli elettori approvano la Proposition 50, sospendendo la Commissione bipartisan che si occupava di disegnare i collegi fino al 2032.

Febbraio 2026

**Si muove il Maryland:** la Camera statale approva la mappa 8-0, bloccata però dal Senato statale.

29 Aprile 2026

**Sentenza Callais:** la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiara incostituzionale la mappa con due distretti a maggioranza afro-americana della Louisiana. Per Justice Kagan, la Sezione 2 del VRA è diventata di fatto "lettera morta".

Giorni successivi

Oltre venti parlamentari democratici parlano con Axios di possibili nuovi ridisegni dei distretti. La Florida ha approvato subito, in prima battuta, una nuova mappa favorevole ai repubblicani. La governatrice Hochul annuncia revisione del processo di ridisegno dei distretti a New York.

2028

**L'orizzonte:** prossime elezioni federali con le mappe congressuali potenzialmente ridisegnate in oltre 10 Stati.

Fonti Axios (interviste a oltre 20 parlamentari democratici), Politico, NAACP Legal Defense Fund, New York Times, SCOTUSblog. La stima dei 12 seggi al Sud è del New York Times. Sentenza *Louisiana v. Callais*. 

### **Maryland**

Il Maryland è uno degli Stati dove la pressione è più forte. A febbraio, la Camera dei delegati statale ha approvato una proposta per trasformare l’attuale mappa elettorale, già favorevole ai democratici con 7 seggi a 1, in una mappa da 8 a 0\. Il presidente del Senato statale, Bill Ferguson, ha però bloccato il voto. “Ora c’è una pressione enorme affinché il Maryland si unisca a Virginia e California”, ha detto ad *Axios* il deputato Jamie Raskin. Resta però un nodo politico interno: un delegato statale, rimasto anonimo, ha definito Ferguson “un ostacolo” e ha previsto una sfida contro di lui alle prossime primarie.

### **Illinois e New York**

In Illinois, la deputata statale La Shawn Ford, che aveva contestato un precedente tentativo di ridisegno delle mappe elettorali voluto dal governatore democratico JB Pritzker, ora ha aperto a questa possibilità. "Tutte le opzioni vanno considerate a questo punto", ha detto ad Axios. Un altro deputato democratico dell'Illinois, sotto anonimato, ha ammesso che esiste una "opzione nucleare" per disegnare una mappa estrema 17 seggi a 0 a favore dei democratici, ma ha aggiunto di dubitare che ci sia la volontà politica di percorrerla.

Nello Stato di New York, la governatrice democratica Kathy Hochul ha annunciato su X che intende lavorare con l'assemblea statale per cambiare il processo di ridisegno dei collegi e contrastare i tentativi repubblicani di "truccare la democrazia". Lo Stato ha una commissione bipartisan che si occupa di disegnare le mappe per il Congresso: per bypassarla servirebbe un emendamento costituzionale, approvato da due legislature successive e poi confermato da un referendum popolare. Un deputato democratico newyorkese ha però detto ad *Axios* che Jeffries fa "sul serio" su questo e ha previsto una probabile vittoria in caso di consultazione popolare.

### **Colorado e California**

Il Colorado, scrive *Axios*, è forse l'occasione migliore per i democratici per raggranellare qualche ulteriore seggio. Lo Stato è sempre più orientato a sinistra, ma divide in modo equo i suoi 8 seggi alla Camera grazie a una commissione bipartisan. I democratici stanno già lavorando a un'iniziativa referendaria per ridisegnare i collegi nel 2028 e nel 2030, con l'obiettivo di guadagnare fino a 3 seggi.

In California, gli elettori hanno invece approvato a novembre un referendum che sospende la commissione bipartisan fino al 2032, permettendo ai democratici di mettere nel mirino 5 degli attuali 9 seggi repubblicani. Ora alcuni parlamentari pensano di allargare ulteriormente il bersaglio. "Tutto è sul tavolo", ha detto ad *Axios* il deputato Dave Min. "Penso che la California possa essere ancora più aggressiva". Il deputato Mark DeSaulnier ha aggiunto: "Non sono tempi normali. Tutto è possibile".

### **Gli Stati con più ostacoli**

In New Jersey, dove i democratici hanno già un vantaggio di 9 seggi a 3, un nuovo ridisegno richiederebbe un emendamento costituzionale e resta una mossa rischiosa. In Wisconsin, il deputato Mark Pocan ha ipotizzato un intervento della Corte Suprema statale, ora a maggioranza liberal 5 a 2, ma ha escluso un vero ridisegno delle mappe elettorali a favore dei democratici. La deputata Pramila Jayapal ha ammesso che anche lo Stato di Washington ha pochi margini di manovra in questo senso. In Oregon, invece, le regole sul quorum permettono ai repubblicani di bloccare i lavori dell'assemblea statale semplicemente non presentandosi in aula ed allontanandosi dallo Stato.

In Pennsylvania, Minnesota e Michigan le difficoltà sono ancora maggiori, tra vincoli costituzionali, commissioni indipendenti e legislature divise. Il deputato Brendan Boyle si è detto "molto scettico" sulla possibilità che una maggioranza democratica in Pennsylvania possa imporre una nuova mappa elettorale di parte: la Costituzione statale impone vincoli stringenti e nel 2018 la Corte Suprema della Pennsylvania ha già bocciato una mappa a favore dei repubblicani.

Infine, anche i democratici alla Camera dei Rappresentanti stanno puntando, come extrema ratio, a una legge federale per eliminare il gerrymandering in tutto il Paese. A guidare lo sforzo sarà il deputato Jamie Raskin, che si è detto convinto di poter coinvolgere “alcuni” repubblicani. La strada, però, appare estremamente stretta: per approvare una legge servirebbero 60 voti al Senato, oltre alla necessità di superare un eventuale, e probabile, veto presidenziale nel caso in cui il testo dovesse passare indenne le forche caudine del Congresso e riuscisse davvero ad arrivare sulla scrivania della Casa Bianca.