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# Rubio apre in Colombia il suo viaggio in America Latina tra cocaina, dazi e petrolio venezuelano
- URL: https://focusamerica.it/rubio-apre-in-colombia-il-suo-viaggio-in-america-latina-tra-cocaina-dazi-e-petrolio-venezuelano/
- Published: 2026-09-09T10:45:08.000Z
- Updated: 2026-09-09T10:45:09.000Z
- Description: Il segretario di Stato ha firmato con il presidente Abelardo de la Espriella accordi su nucleare civile e minerali critici. Sull'accordo petrolifero con il Venezuela cresce il malumore nella regione.
- Author: Redazione
- Tags: Politica estera, Colombia, Marco Rubio, Venezuela, Petrolio, #ig-pubblicato

Il segretario di Stato Marco Rubio ha aperto in Colombia un viaggio di tre giorni in America Latina che lo porterà anche in Ecuador e in Perù, i tre Paesi del nordovest del Sudamerica oggi guidati da governi vicini al presidente Donald Trump. Rubio è [atterrato](https://elpais.com/america-colombia/2026-09-08/marco-rubio-inicia-en-colombia-una-gira-por-america-latina-centrada-en-la-lucha-contra-el-narcotrafico-y-el-comercio.html?ref=focusamerica.it) martedì verso le 13 ora locale (le 20 in Italia) a Barranquilla, la città più grande della costa caraibica colombiana che il presidente Abelardo de la Espriella ha trasformato nella seconda sede presidenziale. Al centro dell'agenda ci sono la lotta al narcotraffico, i dazi e l'accesso americano alle risorse naturali della regione.

Rubio e De la Espriella hanno firmato due accordi, uno sulla cooperazione nel nucleare civile e uno sulla protezione delle forniture di minerali critici, i materiali usati nell'industria tecnologica e della difesa, dai caccia agli smartphone. Il Dipartimento di Stato ha annunciato che i due Paesi accelereranno i progetti con finanziamenti pubblici e privati. Rubio ha definito l'incontro l'inizio di "una nuova era per una delle nostre collaborazioni più storiche".

Le autorità colombiane non hanno chiesto l'invio di soldati americani, ha detto Rubio ai giornalisti. "Alla fine, la maggior parte di questa battaglia le autorità colombiane sono disposte a combatterla da sole", ha [spiegato](https://www.washingtonpost.com/national/2026/09/08/rubio-trump-colombia-ecuador-peru/7c0f261c-ab93-11f1-b498-8697f35a6743%5Fstory.html?ref=focusamerica.it). "Hanno bisogno del nostro aiuto con gli equipaggiamenti, con l'intelligence e a volte con un addestramento specializzato." Gli Stati Uniti stanno però [studiando](https://www.nytimes.com/2026/09/08/world/americas/rubio-colombia-cocaine.html?ref=focusamerica.it) la possibilità di aprire una base militare in Colombia, un'ipotesi ancora a uno stadio iniziale, e Rubio si è detto disponibile ad aprire un consolato americano a Barranquilla invece che nella capitale Bogotá. Il segretario di Stato ha aggiunto che Washington è pronta ad ampliare la cooperazione contro i gruppi criminali e terroristici che operano in territorio venezuelano.

De la Espriella si è insediato poco più di un mese fa dopo aver vinto le elezioni con una campagna da outsider costruita sulla promessa di schiacciare i "narcoterroristi". Soprannominato "El Tigre", ha chiuso i negoziati di pace avviati dal predecessore progressista Gustavo Petro, che considera un fallimento, e ha rilanciato le operazioni militari. Il Ministero della Difesa ha comunicato che nei primi trenta giorni della nuova amministrazione ci sono stati circa 15.000 arresti per reati di ogni tipo, il sequestro di 49 tonnellate di droga e l'eliminazione di 23 capi. Il presidente ha anche promesso di riprendere l'irrorazione delle piantagioni di coca e di espellere migliaia di migranti senza permesso di soggiorno, in gran parte venezuelani.

Il nuovo governo ha portato la Colombia dentro la coalizione anticartelli fondata da Trump, lo Scudo delle Americhe, che riunisce 18 Paesi, e si è impegnato a diventarne il perno regionale. Dopo l'insediamento gli Stati Uniti hanno annunciato un pacchetto di aiuti da un miliardo di dollari. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annunciato ad agosto che Bogotá aveva autorizzato operazioni militari americane sul proprio territorio, un via libera che nessuna autorità colombiana ha però confermato. A fine agosto il generale Francis L. Donovan, capo del Comando Sud, ha visitato il sudovest del Paese vicino al confine con l'Ecuador e ha chiesto più attenzione alla sorveglianza delle imbarcazioni usate dai trafficanti.

La linea dura del presidente colombiano ha già prodotto polemiche in patria. Almeno tre bombardamenti contro gruppi armati illegali hanno ucciso anche alcuni minorenni. L'opposizione e l'ufficio del Difensore civico hanno criticato De la Espriella per aver mostrato i corpi di presunti criminali dentro sacchi bianchi appoggiati a terra accanto alle munizioni sequestrate. L'ex candidato presidenziale Iván Cepeda, alleato di Petro, ha scritto su X che la visita di Rubio somiglia a un "atto di resa di aspetti strategici della nostra sovranità", soprattutto per gli accordi che impegnano le risorse minerarie ed energetiche del Paese.

Sul tavolo ci sono anche i dazi. Il 10 agosto un terremoto ha ucciso più di 300 persone in Colombia e ha provocato perdite miliardarie. Sei giorni dopo De la Espriella ha chiesto a Trump in una telefonata di sospendere i dazi del 12,5% sui prodotti colombiani. Il ministro del Commercio Mauricio Gómez è andato a Washington a metà agosto senza ottenere impegni chiari. Dopo l'incontro di martedì Rubio ha detto che i negoziati stanno facendo "buoni progressi" e ha aperto all'ipotesi di un fondo per la ricostruzione finanziato da privati. Nessun altro governo alleato è riuscito finora a strappare a Trump una sospensione dei dazi.

La contraddizione più visibile del viaggio è il Venezuela, l'unico governo di sinistra della zona e l'unico non eletto, con cui Washington sta facendo affari. La settimana scorsa la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha [ceduto](https://focusamerica.it/venezuela-il-maxi-accordo-sul-petrolio-17-aree-assegnate-a-north-american-blue-energy/) agli Stati Uniti il controllo di circa un quinto delle riserve petrolifere venezuelane, le più grandi al mondo. Rubio non farà tappa a Caracas e ha detto che ci andrà "prima o poi". Ha difeso l'intesa spiegando che quei giacimenti erano "un tempo dominati da Cina, Russia e Iran" ma non erano mai stati sfruttati e che genereranno royalty e ricavi destinati alle casse dello Stato invece che a "individui corrotti".

Molti venezuelani ritengono che il controllo del petrolio fosse l'obiettivo vero dell'operazione militare americana che a gennaio ha catturato l'allora presidente Nicolás Maduro. Rodríguez, che ha negoziato l'accordo, è stata a lungo una sua alleata. "Trump è ora in società con Delcy in un modo che vede le elezioni libere e la democrazia come un problema anziché come una conquista", ha dichiarato al [Washington Post](https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/09/08/rubios-tour-will-herald-latin-americas-right-venezuela-remains-problem/?ref=focusamerica.it) Elliott Abrams, oggi al Council on Foreign Relations e inviato speciale per il Venezuela durante il primo mandato di Trump. Francisco Palmieri, capo della missione diplomatica americana per il Venezuela fino allo scorso anno, ha detto che Rubio "sta evitando le questioni più difficili della regione e sta solo facendo un giro d'onore" nei Paesi con leader di destra e che l'accordo petrolifero è diventato un punto debole: "È davvero difficile capire in che cosa creda ancora".

Rubio, considerato un possibile candidato repubblicano alla Casa Bianca dopo la fine del mandato di Trump, in Venezuela era popolarissimo. Un sondaggio AtlasIntel per Bloomberg di febbraio lo indicava come la figura politica più apprezzata del Paese, davanti anche alla leader dell'opposizione in esilio María Corina Machado. Una rilevazione di luglio mostra invece il suo consenso in calo, mentre Machado e il suo alleato Edmundo González sono saliti sopra di lui. Secondo Eduardo Gamarra, direttore del Latino Public Opinion Forum della Florida International University, i venezuelani "pensavano che Rubio stesse facendo gli interessi del Venezuela" e ora si sentono traditi. L'accordo, ha aggiunto, sembra soprattutto un tentativo di convincere gli elettori americani che i prezzi della benzina stanno per scendere: "È un calcolo molto pericoloso, perché non credo che i prezzi caleranno".

Un documento interno dell'ambasciata americana scritto dopo un'intervista in spagnolo di Rubio al giornalista venezuelano Sergio Novelli ha registrato una reazione in larga parte negativa. Secondo quella valutazione, poi ritirata dopo una breve circolazione, la maggior parte dei commenti sui social liquidava le sue parole come un tentativo di limitare i danni e sospettava che l'intesa arricchisca gli uomini vicini al regime. Pesa anche il ruolo dell'imprenditore venezuelano Alejandro Betancourt, [indagato](https://focusamerica.it/laccordo-sul-petrolio-venezuelano-passa-da-alejandro-betancourt/) per presunto riciclaggio negli Stati Uniti, in Spagna e in Svizzera, che Rubio ha difeso. Il Dipartimento di Stato ha replicato che l'accordo è stato firmato con un'azienda privata e non con i governanti ad interim e che la privatizzazione rende possibile una transizione democratica in un Paese segnato da decenni di iperinflazione e investimenti quasi nulli.

L'amministrazione Trump sostiene che la transizione democratica ha semplicemente bisogno di più tempo. "La nostra speranza è che questo crei un modello per altri investimenti che, alla fine, comincino a normalizzare il funzionamento dell'economia venezuelana", ha detto Rubio a Novelli, aggiungendo che resta "molto da fare, comprese le questioni della democrazia e delle elezioni". Trump ha invece detto che il Paese "non è ancora pronto" per andare al voto. Benjamin Gedan, esperto della regione allo Stimson Center e già funzionario della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato, ha osservato che la maggior parte di questi governi ha rinunciato a chiedere la democrazia in Venezuela sotto l'influenza americana.

Mentre Rubio era in viaggio le forze americane hanno [intercettato](https://www.latimes.com/world-nation/story/2026-09-08/rubio-heads-to-latin-america-to-push-u-s-counter-drug-priorities-with-trump-friendly-leaders?ref=focusamerica.it) e affondato un'altra imbarcazione, accusata di legami con il gruppo criminale ecuadoriano Los Choneros: è la sesta operazione di questo tipo in meno di due settimane. A differenza degli attacchi contro i barchini iniziati nel settembre 2025, che secondo i conteggi disponibili hanno ucciso almeno 227 persone indicate dall'amministrazione come "narcoterroristi" senza che siano state fornite prove, gli uomini a bordo delle piattaforme galleganti di rifornimento sono stati fatti scendere e consegnati alle autorità ecuadoriane.

Il viaggio prosegue mercoledì a Quito, dove Rubio incontrerà il presidente Daniel Noboa, che dal 2023 conduce una campagna contro il narcotraffico sostenuta dagli Stati Uniti. Il viaggio si chiude giovedì a Lima con la neopresidente Keiko Fujimori, figlia dell'ex presidente Alberto Fujimori. In entrambe le tappe Washington vuole parlare dei rapporti commerciali con la Cina. L'economia ecuadoriana è strettamente legata a Pechino, che ha finanziato una grande diga idroelettrica ed è il principale acquirente dei gamberi del Paese. Il mese scorso Noboa è andato in Cina dicendo poi che gli affari con Pechino devono continuare. Anche il Perù ha rapporti commerciali molto estesi con la Cina. Il nuovo governo peruviano ha da poco annunciato la rottura delle relazioni con l'Iran.