> ## Content Index
> Fetch the complete content index at: https://focusamerica.it/llms.txt
> Use this file to discover other available public pages before exploring further.

# Petrolio oltre i 90 dollari, lo Stretto di Hormuz paralizzato mette in ginocchio i mercati energetici
- URL: https://focusamerica.it/petrolio-oltre-i-90-dollari-lo-stretto-di-hormuz-paralizzato-mette-in-ginocchio-i-mercati-energetici/
- Published: 2026-03-07T11:00:07.000Z
- Updated: 2026-03-07T11:00:43.000Z
- Description: A una settimana dall'inizio del conflitto Usa-Iran, il greggio registra il maggior rialzo settimanale della storia dei futures. Il Ministro dell'Energia del Qatar avverte: con il barile a 150 dollari, le economie mondiali crolleranno. Washington allenta le sanzioni sul petrolio russo.
- Author: Daniele John Angrisani
- Tags: Politica estera, La guerra tra Stati Uniti e Iran

Il prezzo del petrolio ha superato i 90 dollari al barile nella giornata di venerdì 7 marzo, al termine di una settimana segnata dal più grande rialzo nella storia dei contratti *futures*. Il *West Texas Intermediate* ha chiuso a 90,90 dollari con un balzo del 35,63%, mentre il *Brent* si è attestato a 92,69 dollari, in crescita del 28% — il maggior aumento settimanale dal 2020\. In soli 7 giorni il prezzo del greggio americano è salito di oltre 20 dollari, trascinato dalla paralisi quasi totale del traffico nello Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo attraverso cui transita ogni giorno circa un quinto del commercio mondiale di petrolio.

<!DOCTYPE html> 

Brent Crude $92,69 +$7,28 (+8,52%) 

WTI Crude $90,90 +$9,89 (+12,21%) 

Natural Gas $3,05 +$0,10 (+3,39%) 

7 Mar 2026 · NYMEX / ICE

🛢

WTI Crude Oil

NYMEX CL Front Month · USD/bbl

$90,90

+44,5%

7 Mar 2026

Min

$59,22

Max

$90,90

Media

$66,48

Periodo

30 gg

Dati: EIA, NYMEX, CNBC, TradingEconomics · Aggiornato al 7 Mar 2026

A causare il blocco è stato, ovviamente, il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran. Dall'inizio delle ostilità, il 28 febbraio, Teheran ha lanciato attacchi con missili e droni contro basi militari statunitensi in Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar e Oman, colpendo allo stesso tempo anche impianti petroliferi e infrastrutture energetiche. L'Iran ha, inoltre, preso di mira petroliere in transito nello Stretto, rendendo la rotta di fatto impraticabile: le compagnie di navigazione si rifiutano di attraversarla nonostante le scorte navali offerte dall'esercito americano. 

### **Il rischio di un deficit di produzione senza precedenti**

Le conseguenze della chiusura dello Stretto stanno già emergendo sul piano produttivo. L'Iraq ha ridotto l'estrazione di 1,5 milioni di barili al giorno, secondo quanto riferito da due funzionari iracheni a *Reuters*, mentre il Kuwait ha iniziato a tagliare la produzione per mancanza di capacità di stoccaggio, come riportato dal *Wall Street Journal*. Claudio Galimberti, capo economista di *Rystad Energy*, ha spiegato che un blocco prolungato per 3 settimane eliminerebbe 15 milioni di barili giornalieri dal mercato mediorientale, trasformando una situazione di ampia offerta in un deficit di produzione "di dimensioni mai viste". 

A complicare il quadro, Galimberti ha sottolineato che anche una riapertura dello Stretto di Hormuz non garantirebbe un ritorno rapido alla normalità: riavviare la produzione dopo settimane di chiusura richiede, infatti, tempi altrettanto lunghi. Secondo *JPMorgan*, i tagli potrebbero avvicinarsi a 6 milioni di barili al giorno entro la fine della prossima settimana, con gli Emirati Arabi Uniti prossimi a mostrare i primi vincoli di offerta.

In questo contesto, l'allarme più netto è arrivato dal Ministro dell'Energia del Qatar, Saad al-Kaabi, che in un'[intervista](https://www.ft.com/content/be122b17-e667-478d-be19-89d605e978ea?ref=focusamerica.it) al *Financial Times* ha avvertito che il prezzo del greggio potrebbe raggiungere i 150 dollari al barile nelle prossime settimane — un livello che, a suo dire, "farà crollare le economie del mondo". Se il conflitto dovesse protrarsi, ha aggiunto al-Kaabi, la crescita del PIL globale ne sarebbe colpita direttamente, con carenze di prodotti e una reazione a catena sulle catene di approvvigionamento industriale. Il Ministro ha previsto che tutti i Paesi esportatori del Golfo saranno presto costretti a dichiarare *force majeure* e che i prezzi del gas naturale potrebbero quadruplicarsi rispetto ai livelli pre-conflitto.

### **Le mosse di Washington non bastano**

Per contenere lo shock energetico, l'Amministrazione Trump ha già messo in campo una serie di misure. La *Development Finance Corporation* ha annunciato venerdì scorso un programma assicurativo da 20 miliardi di dollari destinato alle petroliere nel Golfo Persico, ma la misura non ha avuto effetti apprezzabili sui mercati. Ben Cahill, analista petrolifero presso l'*Arab Gulf States Institute*, ha osservato che il programma può ridurre i costi assicurativi, ma non elimina il timore di un attacco iraniano: "Il problema di fondo resta", ha sintetizzato.

Il Segretario all'Energia Chris Wright ha ammesso che le compagnie di navigazione non accettano di transitare nello Stretto nemmeno con la copertura governativa. "Il problema principale resta la sicurezza fisica", ha dichiarato, aggiungendo che l'esercito fornirà scorte navali alle petroliere "il prima possibile", una volta ridotta la capacità offensiva iraniana. Wright ha comunque rassicurato che i prezzi alla pompa torneranno a scendere "nel giro di settimane, non di mesi", sottolineando che restano inferiori ai picchi registrati dopo l'invasione russa dell'Ucraina.

### **Il petrolio russo torna sul mercato**

Sul fronte dell'offerta, intanto, Washington ha riaperto un canale inatteso: l'allentamento delle sanzioni sul petrolio russo. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha [dichiarato](https://www.foxbusiness.com/video/6390510165112?ref=focusamerica.it) a *Fox Business* che gli Stati Uniti hanno autorizzato le raffinerie indiane a lavorare greggio russo per 30 giorni — una misura limitata al carico imbarcato prima del 5 marzo, che secondo il *Treasury* "non porterà significativi benefici finanziari al governo russo". Bessent ha aggiunto che Washington sta valutando la revoca delle restrizioni su "centinaia di milioni di barili" di petrolio sanzionato attualmente fermi sulle petroliere in mare, con l'obiettivo di creare un eccesso di offerta. 

Secondo *Bloomberg*, le raffinerie indiane avevano già acquistato circa 10 milioni di barili di greggio russo galleggiante; nel 2025, l'India ha importato in media 1,7 milioni di barili al giorno dalla Russia. Da parte di Mosca, Kirill Dmitriev, portavoce presidenziale e amministratore delegato del fondo sovrano *RDIF*, ha confermato su X di essere in contatto con Washington sull'allentamento delle restrizioni, sostenendo che "le sanzioni occidentali stanno danneggiando l'economia globale".

### **L'impatto sulle famiglie**

Lo shock energetico ha intanto già iniziato a riversarsi sulle famiglie. Negli Stati Uniti il prezzo medio della benzina è salito di quasi 27 centesimi in una settimana, arrivando a 3,25 dollari al gallone. Ma anche qualora il prezzo del greggio dovesse rientrare, il sollievo per le famiglie americane potrebbe tardare ad arrivare: i prezzi della benzina, infatti, tendono a salire rapidamente quando il petrolio aumenta, ma a scendere molto più lentamente — un'asimmetria che rischia di accentuarsi con l'avvicinarsi dell'estate e il consueto aumento stagionale dei consumi. 

A rendere ancora più incerta la prospettiva di un rientro dei prezzi è l'assenza di segnali di distensione sul piano militare. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, entrato a far parte del consiglio di governo ad interim dopo la morte dell'ayatollah Ali Khamenei, ha respinto la richiesta di resa incondizionata avanzata dal presidente Trump — che il giorno prima aveva scritto su *Truth Social* che non ci sarebbe stato alcun accordo e che l'Iran avrebbe dovuto capitolare — definendola "un sogno che dovranno portare con sé nella tomba". Al contempo, Pezeshkian ha cercato di smorzare i toni con i Paesi del Golfo, scusandosi e definendoli "fratelli", [assicurando](https://edition.cnn.com/world/live-news/iran-war-us-israel-trump-03-07-26?post-id=cmmg0f82i000r3b6r97fv7fpl&ref=focusamerica.it) che Teheran cesserà gli attacchi contro gli Stati vicini a condizione che questi non colpiscano il territorio iraniano, e invitandoli a non diventare "giocattoli nelle mani dell'imperialismo".