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# Perché così tanti americani odiano entrambi i partiti
- URL: https://focusamerica.it/perche-cosi-tanti-americani-odiano-entrambi-i-partiti/
- Published: 2026-09-21T08:15:01.000Z
- Updated: 2026-09-21T08:15:01.000Z
- Description: Secondo i dati del Searchlight Institute metà degli intervistati tiene insieme una posizione conservatrice e una liberal su due temi qualsiasi. I due partiti invece sono compatti quasi su tutto.
- Author: Lorenzo Ruffino
- Tags: Politica interna, Democratici, Repubblicani, USA 2026, Midterm, #ig-pubblicato

Metà degli elettori americani, messa di fronte a due temi politici qualsiasi, tiene insieme una posizione liberal e una conservatrice. Il dato arriva dai sondaggi del Searchlight Institute, un centro studi di area democratica, ripresi in un'analisi pubblicata sul [*New York Times*](https://www.nytimes.com/interactive/2026/09/17/opinion/liberal-conservative-politics-heterodoxy.html?ref=focusamerica.it) da German Lopez, che scrive per la redazione editoriale del giornale.

Il sondaggio ha [interrogato](https://www.searchlightinstitute.org/how-to-build-a-supermajority?ref=focusamerica.it) cento elettori che si dichiarano democratici e cento che si dichiarano repubblicani su due questioni che in teoria dividono in modo netto la destra dalla sinistra: se permettere la preghiera organizzata nelle scuole pubbliche e se permettere ai senzatetto di accamparsi negli spazi pubblici. In un mondo di purezza ideologica un elettore democratico dovrebbe essere contrario alla prima e favorevole alla seconda, un elettore repubblicano il contrario.

Presa una domanda alla volta, lo schema tiene: sulla preghiera a scuola i repubblicani sono la maggioranza del fronte favorevole e i democratici quella del fronte contrario. Lo stesso vale per gli accampamenti. Incrociando le due risposte il quadro cambia: solo metà degli intervistati ha due posizioni coerenti tra loro, l'altra metà ne ha una conservatrice e una liberal, a prescindere dal partito con cui si identifica. La seconda posizione più diffusa in assoluto è proprio una di queste combinazioni miste, quella di chi vuole vietare la preghiera nelle scuole e allo stesso tempo vietare gli accampamenti.

Lo stesso accade su altre coppie di temi. Incrociando la promozione dei ruoli di genere tradizionali con la cancellazione del debito studentesco la quota di elettori del tutto coerenti sale, ma quasi il 40 per cento tiene comunque insieme una posizione di destra e una di sinistra.

La sanità, indicata spesso come la priorità degli elettori democratici, è il caso più evidente. Il 66 per cento degli intervistati dice che il governo dovrebbe garantire l'assistenza sanitaria a tutti gli americani, indipendentemente da età e reddito, che è una posizione liberal. Il 72 per cento dice però che per ricevere i sussidi pubblici gli adulti dovrebbero essere obbligati a lavorare o a cercare lavoro, salvo i casi di disabilità, che è una posizione conservatrice. Messe insieme le due risposte, il gruppo più numeroso è di gran lunga quello che vuole entrambe le cose: aiuti per tutti, ma condizionati a un impegno che secondo questi elettori serve a incoraggiare il lavoro e a evitare gli abusi.

Il meccanismo si ripete sul tema che gli elettori repubblicani mettono in cima alle loro preoccupazioni, la spesa pubblica e le tasse. Il 73 per cento degli americani è favorevole a tassare di più i ricchi per finanziare i programmi pubblici, mentre il 65 per cento ritiene che i nuovi programmi vadano finanziati spostando risorse da altri capitoli di spesa e non con nuove imposte. Anche qui il gruppo più grande è quello che sostiene le due cose insieme.

Alcune combinazioni sono più frequenti di altre. Molti elettori repubblicani sono più a sinistra dei loro dirigenti sui temi economici, dalle tasse al sostegno pubblico. Molti elettori democratici sono invece più a destra dei propri leader sui temi sociali e più preoccupati degli sprechi dello Stato. Searchlight sostiene che gli elettori americani si distribuiscono in nove gruppi diversi, ma anche quella è una semplificazione.

I due partiti, al contrario, hanno posizioni compatte quasi su tutto. Pochi politici democratici sono contrari alle regole ambientali e pochi politici repubblicani sono contrari al diritto di portare armi. Tra gli elettori questa coerenza è rara ed è più frequente tra i laureati. In Congresso i democratici contrari all'aborto e i repubblicani favorevoli si contavano a decine fino a qualche decennio fa, oggi non più.

Il risultato è che i due partiti piacciono a pochi. L'indice di gradimento del Partito Democratico si aggira intorno al 40 per cento e quello del Partito Repubblicano è ancora più basso, in un anno in cui si vota per le elezioni di metà mandato e in cui la contesa per il Congresso resta [aperta](https://focusamerica.it/i-dem-sono-sempre-piu-convinti-di-poter-riconquistare-il-congresso/).

Il sistema americano non è costruito per ospitare queste posizioni miste. La struttura bipartitica obbliga a scegliere pacchetti già confezionati. Chi è favorevole a una sanità pubblica si ritrova a dover sostenere anche politiche migratorie più aperte, misure sul clima e più aiuti americani all'Ucraina, temi che riguardano valori diversi tra loro. Gli elettori con idee miste sono costretti a un compromesso permanente tra due opzioni che non li soddisfano mai del tutto.

Altrove funziona diversamente. Nei sistemi parlamentari i partiti sono più numerosi. Nei Paesi Bassi un partito dedicato ai diritti degli animali ha seggi in Parlamento, in Islanda una delle forze di una coalizione di governo si occupa di disabilità e di interessi dei pensionati, mentre Polonia, Bulgaria e Slovenia hanno al governo partiti che dieci anni fa non esistevano.

La riforma che in America avvicinerebbe questo modello è la rappresentanza proporzionale, cioè l'assegnazione dei seggi in proporzione ai voti ottenuti. Un partito con il 5 per cento dei voti otterrebbe circa il 5 per cento dei seggi (e uno con il 50 per cento circa la metà). Senza un cambiamento di quella portata, secondo Lopez, ai due partiti resta solo da fermare la deriva delle ultime decine di anni verso posizioni sempre più rigide e tornare a partiti che funzionano come coalizioni, tenute insieme da alcuni valori comuni ma disposte ad accettare differenze sui singoli temi.