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# Perché a sostenere il socialismo sono gli americani bianchi, laureati e ricchi
- URL: https://focusamerica.it/perche-a-sostenere-il-socialismo-sono-gli-americani-bianchi-laureati-e-ricchi/
- Published: 2026-08-24T20:30:34.000Z
- Updated: 2026-08-24T20:30:34.000Z
- Description: Il 58% degli elettori democratici ha un'opinione positiva del socialismo, contro il 32% del capitalismo. Tra i laureati sale al 71%. Due analisi americane spiegano il fenomeno in modo opposto.
- Author: Redazione
- Tags: Politica interna, Democratici, Primarie Democratiche, New York, #ig-pubblicato

Il co-presidente della sezione di New York dei *Democratic Socialists of America*, l'organizzazione dei socialisti democratici americani, vive in una casa a schiera di Brooklyn da 1,5 milioni di dollari pagata dal padre. Il [New York Post](https://nypost.com/2026/08/18/us-news/dsa-leader-gustavo-gordillo-lives-in-1-5-million-brooklyn-pad-paid-for-by-millionaire-parents/?ref=focusamerica.it) ha rivelato la vicenda di Gustavo Gordillo, 38 anni, ex studente di Yale, che secondo il giornale beneficia della generosità paterna "mentre inveisce contro i ricchi e contro la proprietà immobiliare". Lo stesso quotidiano ha poi scritto che Gordillo ha lasciato un apprendistato da elettricista senza mai completare la qualifica.

Gordillo è soltanto l'ultimo esponente di primo piano della sinistra americana a essere [accusato](https://focusamerica.it/un-dirigente-dei-socialisti-americani-rivendica-lodio-per-la-costituzione/) di essere un privilegiato travestito da radicale della classe operaia. Prima che la sua campagna per il Senato in Maine naufragasse tra le polemiche, Graham Platner veniva descritto allo stesso modo: il nonno era un famoso architetto e designer, il ristorante della madre era il principale cliente del suo allevamento di ostriche e il padre lo aveva aiutato a sistemarsi in una casa. Zohran Mamdani, eletto sindaco di New York lo scorso novembre, era stato criticato durante la campagna perché si dichiarava socialista pur essendo figlio di genitori che producono film a Hollywood e possiedono una villa in Uganda.

Le accuse di ipocrisia sono cresciute mentre i candidati vicini alla DSA [vincevano](https://focusamerica.it/una-socialista-dem-vince-a-sorpresa-la-primaria-per-il-senato-in-florida/) una serie di primarie democratiche in tutto il paese. L'ultima indagine dell'organizzazione sui propri iscritti ha registrato che il 77% è bianco e che oltre l'80% di chi ha più di 25 anni possiede almeno una laurea. Jay Caspian Kang, sul [*New Yorker*](https://www.newyorker.com/news/fault-lines/subaru-socialists-and-the-great-disappointed?ref=focusamerica.it), li ha chiamati "socialisti da Subaru": laureati che possono permettersi un'auto di fascia media e la cena al ristorante, ma spesso non hanno una casa di proprietà né la sensazione di essere al sicuro. Il senatore repubblicano John Kennedy preferisce "Lulu Lenins", gioco di parole tra Lenin e Lululemon, il marchio di abbigliamento sportivo di fascia alta.

Un'analisi pubblicata sull'[*Atlantic*](https://www.theatlantic.com/culture/2026/08/socialism-rich-kids-gordillo/688382/?ref=focusamerica.it) sposta la domanda: perché tanti americani privilegiati sostengono una politica che vuole smantellare il sistema da cui hanno tratto beneficio? La risposta parte da un saggio del 1977 di Barbara e John Ehrenreich, uscito sulla rivista *Radical America*, che coniò l'espressione *professional managerial class*, la classe dei lavoratori della conoscenza con un titolo universitario. Sono le persone impiegate nell'arte, nell'istruzione, nella medicina, nell'intrattenimento, nel diritto, nella pubblicità e nella tecnologia, cioè nei settori che dimostrano la capacità del capitalismo di garantire vite culturalmente ricche e intellettualmente stimolanti.

Per gli Ehrenreich la classe professionale del Novecento ha avuto un ruolo decisivo nel mantenere la fiducia dell'opinione pubblica nel sistema economico. Oggi quella stessa classe non sembra più entusiasta del compito. Un sondaggio CBS News/YouGov diffuso questo mese ha [rilevato](https://thehill.com/homenews/campaign/6033535-cbs-yougov-socialism-poll-results/?ref=focusamerica.it) che gli elettori democratici hanno un'opinione positiva del socialismo quasi il doppio di quanto ne abbiano una del capitalismo (58% contro 32%). Tra i democratici laureati il sostegno al socialismo sale al 71%.

Fino alla metà degli anni Duemila gli elettori con una laurea votavano più spesso repubblicano che democratico. Nel 1984 chi aveva un titolo universitario scelse Ronald Reagan con un rapporto superiore a due a uno. Lo spostamento a sinistra della classe professionale non ha precedenti nella storia americana, anche se già nel 1977 gli Ehrenreich notavano posizioni radicali e anticapitaliste tra alcuni professionisti, soprattutto nel mondo accademico.

Chi ha il compito di raccontare il capitalismo al pubblico ha smesso di crederci. Per l'autore dell'analisi è il segnale di un ordine economico che non riesce più a giustificarsi davanti al proprio ufficio di relazioni pubbliche. Quando un dirigente intermedio di un'azienda del tabacco si rifiuta di fumare, quando l'amministratore delegato di un'azienda tecnologica manda i figli in scuole senza schermi o quando chi lavora nell'industria della carne diventa vegetariano, quelle scelte vengono lette come il segno di una conoscenza acquisita dall'interno, prima ancora che come ipocrisia.

La DSA è composta in larga parte da insegnanti e professori, assistenti sociali, personale sanitario e dipendenti pubblici. Le esperienze che alimentano il malcontento sono l'insegnante che compra di tasca propria il materiale scolastico, il professore a contratto che lavora in tre università per arrivare a fine mese, l'infermiera il cui ospedale è stato comprato da un fondo di *private equity* e lo studente che si indebita per una laurea che non garantisce più un posto nella classe media. Per l'autore chi in quelle condizioni conclude che il sistema vada riformato in profondità non è un ipocrita ma esprime una posizione morale difendibile.

Gordillo ha spiegato all'*Atlantic* di aver "vissuto la vita economica di questo paese da punti di vista molto diversi" e di sapere che "spesso è la fortuna a determinare se una persona ha stabilità finanziaria". Lasciare l'apprendistato da elettricista, ha detto, è stata "una scelta difficile", presa per dedicare più tempo al suo ruolo nell'organizzazione.

Mamdani non nasconde la propria posizione sociale né la laurea presa in un college privato. Invece di promuovere leader che fingono di appartenere alla classe operaia, secondo l'autore i socialisti e i populisti di sinistra dovrebbero presentarsi per quello che molti di loro sono: membri frustrati e spesso arrabbiati della classe professionale istruita.

Una lettura opposta arriva dalla [*Free Press*](https://www.thefp.com/p/arthur-brooks-socialism-fad?ref=focusamerica.it), dove Arthur Brooks, che si occupa di scienze comportamentali, sostiene che il socialismo democratico americano sia una moda destinata a esaurirsi. Il consenso cresce soprattutto tra i [giovani](https://focusamerica.it/i-giovani-americani-bocciano-il-capitalismo-e-guardano-al-socialismo/) elettori: quasi due terzi degli americani tra i 18 e i 29 anni [esprimono](https://www.cato.org/blog/young-americans-socialism-too-much-thats-problem-libertarians-must-fix?ref=focusamerica.it) un'opinione positiva del socialismo. La DSA chiede ufficialmente la nazionalizzazione delle grandi imprese e l'abolizione dell'ICE, l'agenzia federale che si occupa di immigrazione e dogane. Mamdani, che si definisce socialista democratico, ha un gradimento del 58% in una rilevazione del Siena College.

Seguire una moda non è un comportamento irrazionale. In un articolo del 1992 sul *Journal of Political Economy* gli economisti Sushil Bikhchandani, David Hirshleifer e Ivo Welch hanno descritto l'adesione alle mode come un modo per risparmiare sulla raccolta di informazioni, imitando chi si presume ne sappia di più. Una moda che un tempo impiegava anni a diffondersi oggi corre sui social network, che per milioni di giovani sono la principale fonte di notizie. Mamdani e i socialisti democratici li hanno usati molto.

Il sociologo Joel Best, autore di *Flavor of the Month*, ha mostrato che gli Stati Uniti sono un paese incline alle mode di ogni tipo, dall'hula hoop della fine degli anni Cinquanta al Six Sigma, il metodo di gestione aziendale fondato sulle metriche (adottato negli anni Ottanta da gran parte delle imprese americane e abbandonato perché non manteneva le promesse). Nel 1835 Alexis de Tocqueville scriveva che l'America è "una terra di meraviglie, in cui tutto è in costante movimento e ogni movimento sembra un miglioramento".

Quando una nuova informazione rompe l'equilibrio che la sostiene, una moda cresciuta in fretta si esaurisce con la stessa rapidità. Il voto populista, di destra o di sinistra, non è soltanto l'effetto del malcontento ma ne produce altro negli anni successivi: è la conclusione degli studi di scienza politica citati da Brooks, che ricorda anche come i tassi di depressione siano già più alti tra i giovani di orientamento progressista che tra i coetanei conservatori.

Per Brooks sia il socialismo sia il populismo di destra sono manie temporanee che consumano attenzione ed energie distogliendo lo sguardo dal lento declino del paese. Il suo consiglio arriva da *Self-Reliance*, il saggio di Ralph Waldo Emerson del 1841: "Chi vuole essere un uomo deve essere un anticonformista". Quando una convinzione compare dal nulla tra le persone che si frequentano e si viene spinti ad adottarla, sostiene Brooks, conviene andare nella direzione opposta.

Le due letture partono dagli stessi numeri e arrivano a conclusioni opposte. Per la prima il consenso al socialismo è il giudizio di chi lavora dentro il sistema e ne conosce da vicino i difetti. Per la seconda è un contagio di opinioni destinato a passare come sono passate le mode precedenti.