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# Per l'Economist ispanici e asiatici sono i nuovi elettori decisivi degli Stati Uniti
- URL: https://focusamerica.it/per-leconomist-ispanici-e-asiatici-sono-i-nuovi-elettori-decisivi-degli-stati-uniti/
- Published: 2026-11-01T13:15:00.000Z
- Updated: 2026-11-01T13:15:00.000Z
- Description: Dal 2024 il margine dei Dem è cresciuto di 17 punti tra i latinos e di 14 tra gli asiatici. Sono il 21 per cento dell'elettorato e possono decidere Camera e Senato
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Ispanici, Demografia, #ig-pubblicato

Gli elettori ispanici e asiatici-americani sono diventati i più contesi degli Stati Uniti e potrebbero aiutare la politica americana a uscire dalla polarizzazione. È la tesi di un editoriale dell'[*Economist*](https://www.economist.com/leaders/2026/10/29/the-americans-changing-politics-for-the-better?ref=focusamerica.it) pubblicato a pochi giorni dalle midterm del 3 novembre, le elezioni di metà mandato in cui si vota per rinnovare il Congresso. Secondo il settimanale britannico questi due gruppi sono i veri elettori in bilico del paese: crescono più in fretta degli altri, hanno orientamenti meno rigidi e priorità meno divisive.

Il fattore che peserà di più sul voto resta comunque l'impopolarità del presidente Donald Trump. Il suo indice di approvazione netto, cioè la differenza tra chi approva il suo operato e chi lo disapprova, è a meno 27 punti. Il presidente prevede una vittoria con numeri da record, ma il modello previsionale dell'Economist assegna ai democratici il 95 per cento di probabilità di riconquistare la Camera e il 54 per cento di conquistare il Senato. Nei sondaggi Trump è in negativo su ogni tema, dall'inflazione all'immigrazione. Gli elettori gli [attribuiscono](https://focusamerica.it/i-prezzi-crescono-meno-che-con-biden-ma-la-benzina-affonda-trump-nei-sondaggi/) l'aumento delle bollette e dei prezzi, legandolo ai dazi e alla scelta di entrare in guerra con l'Iran. Negli ultimi giorni di campagna il presidente ha [moltiplicato](https://focusamerica.it/sette-comizi-in-sette-giorni-trump-prova-a-salvare-i-repubblicani-alle-midterm/) i comizi negli Stati più repubblicani, un segno della debolezza del suo partito e della fiducia che ripone nella propria popolarità.

Il malcontento ha aperto spazi ai democratici anche in Stati come Kansas e Iowa, dove fino a poco tempo fa una loro vittoria era impensabile. Gli elettori delle zone rurali che avevano votato Trump nel 2024 potrebbero restare a casa per protesta contro il prezzo alto del diesel e i guadagni scarsi dei raccolti. Secondo i sondaggi i democratici stanno riconquistando i giovani e strappando ai repubblicani una parte dei bianchi della classe operaia.

Per l'Economist avere più Stati in bilico sarebbe un bene per gli Stati Uniti. Negli ultimi anni gli elettori si sono divisi sempre più in base all'etnia, al livello di istruzione e al luogo in cui vivono. I partiti hanno così smesso di provare a convincere chi vota per l'altra parte e si sono concentrati sul mobilitare i propri sostenitori, tenendoli in uno stato di rabbia permanente. Oggi il 70 per cento dei repubblicani prova ostilità verso i democratici e oltre l'80 per cento dei democratici ricambia. Ne esce una politica che spinge verso gli estremi, punisce il compromesso e premia chi fa arrabbiare le persone più di chi risolve i problemi. Se i democratici vincessero in Stati come Kansas e Texas, il vantaggio di chi è già in carica potrebbe renderli competitivi anche alle elezioni successive.

Ispanici e asiatici-americani sono una parte sempre più ampia della popolazione. Gli ispanici sono tre volte più numerosi degli asiatici-americani e dal 2006 la quota complessiva dei due gruppi sull'elettorato è cresciuta di nove punti percentuali, fino al 21 per cento. Sono anche gruppi molto eterogenei: i nipoti di un immigrato arrivato da Ho Chi Minh City non hanno le stesse idee di chi è appena arrivato da Bangalore e nessuno dei due si adatta facilmente allo schema tradizionale tra democratici e repubblicani.

Soprattutto, sono elettori che cambiano voto più facilmente degli altri. Nel 2012 i democratici erano convinti di avere i latinos e gli asiatici dalla loro parte. Nel 2024 si parlava invece del loro spostamento verso Trump. Per l'Economist è ormai chiaro che sono sempre stati elettori in bilico. Tra il 2020 e il 2024 il voto dei bianchi è cambiato poco, mentre latinos e asiatici si sono spostati con decisione a destra. All'inizio del 2025 sono stati però i primi a voltare le spalle a Trump. Dal 2024 il margine dei democratici è cresciuto di 17 punti tra i latinos e di 14 tra gli asiatici, contro i 10 punti tra i bianchi e i 5 tra gli afroamericani.

Questi elettori potrebbero decidere le sfide per il Senato in Alaska, Kansas e Texas e molte di quelle per la Camera, dai sobborghi di New York alla Florida. In Texas il voto anticipato sta [tenendo](https://focusamerica.it/in-texas-il-voto-anticipato-tiene-di-piu-nelle-sezioni-dem-e-in-quelle-ispaniche/) di più proprio nelle sezioni a maggioranza ispanica, mentre in un distretto ispanico del New Jersey conquistato da Trump anche la candidata repubblicana ha [criticato](https://focusamerica.it/nel-distretto-ispanico-del-new-jersey-conquistato-da-trump-anche-la-candidata-repubblicana-critica-lice/) l'ICE, l'agenzia federale che si occupa dei controlli sull'immigrazione.

Secondo l'Economist ispanici e asiatici incarnano l'americano che vuole lavorare sodo e migliorare la propria condizione. L'aumento dei prezzi di cibo e carburante ha colpito in particolare gli ispanici, mentre il costo delle case ha pesato soprattutto sugli asiatici. I latinos hanno più del doppio delle probabilità dei bianchi di avviare un'impresa, mentre gli asiatici tendono a dedicare più tempo all'istruzione.

Molti sono arrivati da poco negli Stati Uniti o sono figli di immigrati, per cui le loro opinioni non si sono ancora cristallizzate attorno a un partito. A differenza del resto dell'elettorato, se un ispanico o un asiatico ha una posizione di sinistra su un tema non è detto che la abbia anche sugli altri. Volere un confine meridionale sicuro non significa nemmeno approvare i controlli aggressivi contro l'immigrazione che hanno spaventato molti lavoratori ispanici, al punto da spingerli a non presentarsi al lavoro.

Molti di loro sono moderati e hanno poco interesse per le guerre culturali e per la polarizzazione. Le politiche economiche che chiedono sono lontane dai messaggi identitari che i partiti usano per mobilitare la propria base. Temi come l'aborto e i diritti delle persone trans vengono affrontati dai partiti con posizioni estreme, mentre la gestione dell'economia si presta meglio alla ricerca pragmatica del bene comune che caratterizza gli elettori in bilico.

Per conquistarli i democratici avranno bisogno di un messaggio economico convincente e di un piano coerente sull'immigrazione. I repubblicani dovrebbero invece rinunciare alle espulsioni di massa e all'ultranazionalismo che disprezza i cittadini ispanici e asiatici perché non sarebbero "heritage Americans", cioè americani di vecchia discendenza.

Secondo l'Economist il peso crescente di questi elettori potrebbe ridurre il numero di elezioni decise dai militanti più accesi nelle primarie, le consultazioni con cui i partiti scelgono i propri candidati, e aumentare quelle decise dall'elettore medio nel voto generale. Se i politici venissero premiati per i risultati ottenuti al governo, passerebbero meno tempo ad attaccare gli avversari. E se l'economia contasse di più e le guerre culturali di meno, gli Stati Uniti sarebbero più prosperi e meglio governati.